Batmancito – tiZ per l’Oste!

tiZ per l’Oste!

Narciso è commosso, non riesce nemmeno a zompettiare di gioia come farebbe di solito.

Leggerà all’Oste questi versi, prenderà il suo mangianastri e gli farà ascoltare questa musica.
Tra la vita e forse più la morte, ma non ancora sordo. Non ancora sordo al richiamo di chi gli vuole così bene.

Ora leggete i versi che tiZ ha scritto per l’Oste. 

Esiste un tempo in cui tutto si consuma,
Lieve come piuma,
Decisa come lama.
Esiste un tempo in cui ogni certezza crolla
E una nuova via va a determinare.
Stranita dagli eventi resto,
Come se non dovessi avere memoria.
…e invece non dimentico..
E insieme al tempo perdono
Spalla , a spalla con chi resta
Gomito a gomito con chi osserva oltre…
e una nuova storia va a nascere…

Non lascerò parlare Narciso questa volta, desidero dire io una cosa.

Spalla , a spalla con chi resta“….Mi pare di vedere con i miei occhi ognuno di voi che ha dato il suo contributo ed è così – anche se virtualmente – rimasto in taverna, spalla a spalla, uniti per dire all’Oste “Non mollare. Se non molliamo noi, non puoi mollare tu.”.

Le note di Hans Zimmer, dapprima melanconiche, risuonano in un crescendo sempre più maestoso, incombente, perentorio, ineluttabile.
tiZ hai incastrato i versi con la musica come pochi riescono a fare e, nel mio caso, riesce farmi vedere attraverso: cose nuove, un nuovo inizio?

Una storia nuova nasce sempre quando c’è chi è disposto ad ascoltarla e accoglierla dentro di sé con il cuore e con un po’ di fede nella Meraviglia.
La fede nella Meraviglia spazza via il cinismo e, sebbene gli ostacoli siano alti o profondi, riesce a proiettarti oltre: a farti vedere più avanti, la prossima tappa o il traguardo. Il cinismo è spararsi nelle gambe, quando c’è tanta strada ancora da fare. E anche se sei l’ultimo del gruppo, chi se ne fotte…a fine pista ci sono papà, che ti applaude, e mammà con il thermos di thè caldo e l’asciugamano (che prendi freddo).

Il brano musicale scelto da tiZ è “Time”, tema del film Inception  nonché ultima traccia della colonna sonora: è una delle migliori composizioni che Hans Zimmer abbia mai scritto nella sua incredibile carriera.

E’ un crescendo emozionale dall’inizio alla fine. Un cuore che batte veloce, sempre più veloce, una tensione che cresce fino al trionfo liberatorio di archi e fiati in cui l’emozione è al suo zenith.

Ascoltando “Time” e guardando la clip si assiste agli eventi della vita di una coppia concentrati in solo quattro minuti, lasciandoti tra la meraviglia e l’incredulità, passando attraverso tutti gli stati tra la sofferenza e la felicità.

Tutti gli strumenti dell’orchestra cessano di suonare, mentre il pianoforte sfuma le ultime note finali, non più accordi, ma una singola nota alla volta: il mondo ritorna “normale”, la coppia si riunisce, sono invecchiati, si abbracciano come facevano da giovani; un’ultima nota alta in un crescendo stridente, una trottola che continua a girare, la musica finisce, lo schermo va a nero. Da spettatore riatterri nella realtà con una sensazione che somiglia all’avere ricevuto una benedizione: hai assistito a una storia di vero amore.

Con i suoi versi e questa musica, tiZ ha fatto sì che io ricevessi questa sensazione: ho assistito a tutto il bene che sente per l’Oste.

Spero capiti anche a voi. E’ una sensazione meravigliosa.

“Esiste un tempo in cui ogni certezza crolla”, vero nella realtà, ma a El BaVon Rojo nulla è come appare. Grazie tiZ.

[La cuenta di Narciso: “E dopo Mela, Cuorerotante, Pupazzovi, GiancarloNewwhitebear, Liza, Tati, il Conte Gracula e Mariluf, tiZ! Siamo a dieci per l’Oste!”]

giaguaro-pipistrello-maya

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52 pensieri su “Batmancito – tiZ per l’Oste!

    1. Sottoscrivo le tue parole. La cosa più bella che sia capitata è questa spontanea comunità di naviAndanti che hanno dato quanto potevano e sentivano. Ne sono venute fuori cose bellissime. Come direbbe Tatuzza nostra: OsteMeraviglia!”
      Grazie Mela.

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    1. Se il Gran Saranasso ci vede arrivare così assortiti, gli piglia una sincope perché gli roviniamo l’immagine tirata su in tanti secoli e pure più. Come minimo prende a cornate l’Oste fino a che non viene sputato fuori da qualche pozza sulfurea. Basta che non ci risbuchi a Pozzuoli, che andarlo a riprendere ci costa un botto di biglietti aerei.
      Grande tiZ!

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  1. Grazie a tiZ, per i versi e per la musica., splendidi … (vero, sembrano un incantesimo… e forse lo sono) e grazie a chi ha saputo tradurre così bene in parole quel che la musica gli dice…E grazie a tutti voi che accettate anche me, spalla a spalla e gomito a gomito.

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    1. ‘Mi casa es tu casa’ è scritto sul cartello esposto all’entrata della taverna. È questa è l’unica legge di questo posto che l’Oste applica senza ‘se’ e senza ‘ma’. Alla fine può essere c’è si stia stretti, gomito a gomito, anche perché capita che qualcuno lo alzi a forza di pinte di grog y tequila. Ma a noi piace così. Attenti a non calpestare Narciso, è piccirille che ci volete fare….

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  2. Digli di non farla tanto lunga all’oste, altrimenti poi la gente si stufa: possibile che neanche la tenera Tiz riesca a smuoverlo dal suo freddo distacco che, dirsi rigor mortis, parrebbe riduttivo? Insomma: che si dia da fare, altrimenti che lo pagh… dici che non lo paghiamo compadre?…
    Insomma: tantissimi complimenti alla Tiz, ed un punto in meno all’oste…

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    1. La pecunia non è argomento spendibile con l’Oste, è totalmente refrattario. Non ne occorre poi granché per stare qui. Sono sicuro che non rimarrà sordo a tutto questo, di tiZ e di tutti gli altri. Compadre tu lo sai come va il Tempo in Messico, no? Muy tranquilo. L’Oste ormai è un po’ messicano (anche se forse è stato sempre così).
      La gente si stufa? Impaziente la gente è. Il piacere della Lentezza scorre potente nell’Oste.

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              1. Qualcuno ha detto che non importa il colore del gatto, conta che acchiappi i topi, vero compadre? Vista la mancanza di una principessa azzurra, che risvegli col suo bacio, il bell’addormentato oste, si può anche ricorrere alla musica ranchera che gli solletichi i”cabbasisi”,come direbbe meglio qualcuno, vero compadre?…

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                1. Come no? Già me lo vedo: si risveglia rintronato come mai e le prime parole sono “per tutte le nacchere del Gran Satanasso, fate smettere questa musica tremenda”. E poi cercherebbe Narciso per fargliela scontare (anche se non è stato lui). Proprio come se nulla fosse successo. E via per altre rocambolesche (e speriamo meno pericolose) (dis)avventure!

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  3. Grazie red, hai colto esattamente cosa volevo intendere e le mie parole volevano essere occasione di apertura verso l’altro : lasciare che ognuno esprimesse cosa ha significato essere qui, parte della stessa storia, comune, condivisione, espressione del bello e dell’unione.
    Ora che siamo abituati a sentir parlare male continuamente dell’altro, in lotta, i guerra per chi è primo…
    Anche se fantastica è la storia che vorrei, anelante desiderio di un bene comune.
    Hans , nella sua Inception, lo vado a richiamare ogni volta che ho bisogno di risorgere dalle mie ceneri, per ricordare il modo in cui ho scelto di essere, di esistere. .
    In un momento in cui tante cose si fanno chiare; i rapporti cambiano , io muto a pelle nuova e dentro a certe incomprensioni non ci sto più. .. mi piace l’idea che un gruppo di sconosciuti si conosca meglio di chiunque altro perché ha avuto la pazienza di vedere quelle sfumature. .. il fondo che ci portiamo dentro, la melma che nascondiamo sotto il tappeto del nostro più bel sorriso… pronti a difendere cosa e chi ci rende felice, orgoglioso e vivo.
    Grazie a te red e a quell’inanellarsi di piccole cose che ci ha portato fin qui..

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    1. ‘Mi casa es tu casa’, ma grazie alla vostra pazienza, la vostra disponibilità a provare empatia, a dare una possibilità a una strana coppia di raccontarvi una lunga storia e alla fine a donare qualcosa di voi, è diventata un poì più…’nuestra’ questa casa.

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                  1. Magari non lo conosco alla perfezione ma di sicuro lo rivoglio indietro esattamente com’era, chiacchierone e sorridente, così l’ho conosciuto e così lo rivoglio! ( lo so, dovrei dire “vorrei” ma in questo caso non ammetto ” se e ma”, lo rivoglio puntoestop…. e pesto anche un po’ i piedi!) 🙂

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                    1. Narciso scatta sull’attenti con la mano stesa. l’incavo tra il pollice piegato e l’indice disteso appoggiato sulla fronte in un saluto che il piccoletto si sforza di interpretare con tutto il rispetto a un’ alta autorità militare, ma data la “stazza” di un tappo e poco più, ispira un sorriso piuttosto che reverenza.
                      Tutto rigido spara come una palla di cannone un “SignorTì! SignoraTatì! Ogni sua volontà è per me comando! Sarà fatto!”.
                      Alza lateralmente la gamba destra e la fa ricadere con forza sbattendola ai tacchi. Sarà che non è avvezzo sarà che lo fa con troppa foga, ma sbaglia mira e si colpisce la caviglia. Sempre rigido come un palo infisso al suolo, lo tradisce solo una smorfia di dolore che appare sulle labbra e negli occhi.
                      Un attimo ancora, resiste a cacciare un urlo e maleparole, si gira su se stesso con un’unica torsione di spalle, busto e gambe insieme. Si avvia verso l’uscita della taverna con passo marziale. Sparisce oltre.
                      L’attimo che la porta si richiude dolcemente dietro il piccolo goffo soldatino, risuona un urlo da risvegliare i morti (e magari pure l’Oste). Il resto non è qui raccontabile poiché la scomunica papale seguirebbe come il tuono tenea dietro al baleno.

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                    2. Chiusa la porta e vista l’ombra andare via, lei si lascia cadere sulla sedia di legno, messa accanto al tavolo nell’angolo.
                      Sorride, il nanerottolo la fa sempre sorridere, anche in questi giorni di attesa…
                      Immagina Narciso correre al letto di Oste e raccontagli le sue giornate, con insistenza e col cuore colmo di speranza. Si volta e cerca la scatola della musica… e ripensa a tutta quella passata tra queste mura e ricorda… ricorda una canzone che avevano ascoltato insieme… scarta tutto quello che non le interessa ora. dita che scorrono le copertine colorate… e la trova!

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