Batmancito – Lamelasbacata per l’Oste!

Lamelasbacata per l’Oste!

Narciso ringrazia di cuore Lamelasbacata per il pensiero che ha dedicato all’Oste e glielo leggerà: l’Oste ascolterà.

Nella taverna c’è un silenzio pesante e desolato che soffoca i cuori di coloro che attendono e pregano per la sorte dell’Oste.

Nessuno sembra consapevole dei suoi gesti, c’è chi raddrizza una sedia, chi raccoglie cocci di piatti, chi prova a rimettere sui cardini la porta della cucina. C’è chi fa un gesto per detergersi il sudore e scrostare il sangue raggrumato dalla fronte, ma subito lascia cadere la mano con stanchezza.

C’è chi, come Narciso, semplicemente non si dà pace e guarda oltre e altrove.

Tutto sembra immobile, da fuori arriva solo il verso della civetta, stridulo, intenso, sempre più vicino.

Un tonfo alla porta che si apre con fracasso. Tutti si girano all’unisono, le mani ad afferrare la prima arma a portata di mano.

Honda ringhia ma, annusata l’aria, si accuccia mansueto.

La persona che entra è piccola, vestita di scuro, uno scialle di seta nero ricamato, qualcosa le sporge da dietro la schiena, una spada, un arco forse….. no, è solo il manico di una vecchia chitarra.

La curandera si guarda attorno, ha la solita espressione indecifrabile e gli occhi che bucano, mentre scrutano dentro, là dove non si tocca.

Luna china appena la testa con un gesto regale, non è sottomissione, affatto, è piuttosto un saluto tra pari.

Gli occhi della curandera incontrano quelli stupefatti di Nessuno e Batmancito, quelli amici di tiZ, di Liza, di Zeus, di Ade e si volgono con affetto assoluto verso Narciso che, inconsapevole delle lacrime che continuano a scorrere, resta immobile come una statua di sal y dolor.

La chiamano Mela da tempo immemorabile, perché ha il viso tondo, perché ha i capelli rossi, perché si chiama Maria Carmela, perché è più semplice rispondere alle domande con la spiegazione più plausibile e banale.

La mela esiste da sempre, la mela è il primo frutto, la mela è la prima donna……. se pensate a quella sciocca sottomessa di Eva, buona solo a sfornare marmocchi, avete proprio sbagliato strada.

Io sono libera

Io sono Mela

Io sono Lilith

Qualcuno l’ha definita demone, le antiche civiltà conoscono il suo volto nascosto, la civetta le è amica e il suo potere è antico e primordiale, è il potere del sangue che nutre la vita, della linfa che scorre nella terra e nelle vene. Demoni, vampiri, licantropi, nessuno può farle male perché lei ha contribuito a generarli e conosce il canto segreto del loro sangue.

Ha scelto di curare anziché far soffrire, ha scelto una vita eterna libera e solitaria, ha scelto di scegliere e ora è qui per aiutare un amico a fare la sua scelta.

Il povero dottor Feliz cosa può fare contro le forze che hanno fatto scempio questa notte della taverna? Come può riportare alla vita un corpo che ha quasi perduto l’anima per aiutare i suoi amici?

Solo il canto del sangue può farlo, solo quello.

Mela si porta al centro della taverna

Ho bisogno di un tavolo e del vostro aiuto

Subito un tavolo traballante viene rimesso in sesto e il gruppo si ricompone, un cerchio di persone stanche, ferite, incredule che non hanno ancora perso l’ultima speranza.

Dalla sacca tira fuori un involto di canapa grezza, lo apre sul tavolo e allinea il suo contenuto: una ciotola di vetro, una fiala di cristallo, uno spillo di acciaio.

Acqua

La versa nella ciotola riempiendola a metà, l’acqua gorgoglia con un rumore fresco che sa di casa e normalità.

L’acqua pulisce.

Si toglie dal collo un ciondolo appeso a un laccio di cuoio. E’ un banale oggetto di artigianato locale, un sigillo di Salomone da poco prezzo inciso rozzamente nell’ottone, una cianfrusaglia anonima da negozio di souvenir.

Mela lo tiene tra le mani giunte, si vede uno scintillio tra le dita e quando le riapre il ciondolo non c’è più. Il suo posto è stato preso dalla corolla di un fiore bianco e luminoso, un fiore a sei punte, Ornithogalum Umbellatum è il suo nome, ma chiamatelo stella di Bethlemme.

Il fiore galleggia sull’acqua della ciotola, piccoli movimenti rotatori alla ricerca del suo equilibrio, mentre Mela afferra lo spillo e guarda uno ad uno i volti stanchi.

Per l’Oste

Subito le mani si avvicinano, una piccola fitta, una goccia rossa sul polpastrello che tremola e cade al centro del fiore.

I petali si tingono per un istante di rosa ma subito il fiore torna bianco e splendente, ogni attimo di più.

Luna si fa avanti titubante

è acciaio…. fidati….

Forse l’unica cosa da fare ora è avere fede, così che anche il sangue di un vampiro possa essere un dono prezioso di amicizia e non di morte.

L’ultimo che si avvicina è Narciso che offre sicuro le sue dita. Lui non darebbe solo una goccia di sangue, no di certo.

Mela gli sorride, il sangue cade sul fiore che ora sembra davvero una stella luminosa, poi prende la fiala di cristallo e la avvicina alla guancia di Narciso, proprio dove le lacrime continuano a cadere incessanti.

Una, due….. cinque, sei lacrime, sei come le punte del sigillo, sei come i petali del fiore, sei come tiZ, Liza, Zeus, Ade, Narciso e Honda, la famiglia dell’Oste.

Mela versa le lacrime sulla stella che esplode in mille scintille, il tempo sembra fermarsi, la stella diventa una nebulosa, la vita si crea e si rigenera, i pianeti prendono forma, l’acqua, il sangue, tutto si fonde e si amalgama, la luce diventa accecante, gli occhi si chiudono davanti a troppo splendore, Nessuno copre Luna con la sua giacca in un gesto antico di protezione. Ora c’è silenzio e calma, la penombra della taverna torna ad accarezzare i volti dei presenti.

Mela ha in mano solo la ciotola colma di acqua limpida e fresca, niente più fiore, niente più sangue.

La versa con attenzione in un flacone di vetro scuro che affida alle mani di Narciso.

Falla bere all’Oste

Lui deve scegliere

L’acqua lo aiuterà

Voi tutti lo aiuterete

Ora corri

Narciso si asciuga le guance e si volta deciso.

Chi viene con me?

 

giaguaro-pipistrello-maya

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63 pensieri su “Batmancito – Lamelasbacata per l’Oste!

    1. L’Inferno sarebbe davvero il posto che si merita se l’Oste non ci (com)muovesse alle tue parole. So che Narciso sarà un “cerbero”: gli ripeterà allo sfinimento quante persone gli vogliono bene. Se l’Oste decidesse di restare tra anime poco raccomandabili, queste tue parole mi confortano che lo Spirito della Taverna è salvo. Grazie Mela.

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            1. Si’ certamente mia cara, ma permettimi di interpretare l’ambizione (o l’illusione) dell’Oste: la taverna non va avanti solo perché c’è l’Oste e Narciso, la taverna va avanti perché ci siete voi. Ognuno fa la sua parte per mandare avanti la baracca, con quello che può, quando vuole e con i suoi tempi. La taverna esiste perché esistere voi. Come una chiesa: non sono le mura a farla, ma la sua comunità. Forse una mera illusione, ma anche l’Oste fa parte di quel mondo di Illusione e Meraviglia. E’ coerente, è possibile.

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  1. Questo è un pezzo di Mela al 100%, si legge, si respira, ci si muove nel racconto come solo Mela sa farti fare.
    Bravissima.
    Direi che Narciso ha il suo bel daffare per riuscire a correre in giro e raccogliere tutte le manifestazioni d’affetto per l’Oste. Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è quello che si potrebbe dire “inizio glorioso”!!
    Complimenti.

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    1. Non dico altro su Mela altrimenti devo imparare a suonare il violino, ma già sai come la penso 😉
      Devo dire già nei commenti del post di epilogo vi sono manifestazioni di affetto, me ne sono arrivate altre due fantastiche per e-mail. Iniziò a raccoglierle e smistarle a Narciso.

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      1. OnPaolo anche tu hai fatto la tua compassata in taverna, ricordi? E il tuo avatar è arrivato in taverna “in ritardo” anche quella volta. Ci sta bene così e ognuno ha i suoi tempi.
        Comunque ti confermo: la mia parte è finita. Ora tocca alla gentile clientela, se vuole continuare…

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      1. Pienamente d’accordo, compadre: volevo soltanto esprimere al meglio l’atmosfera e l’umore dei personaggi, in questo post intriso di attesa dolente per la sorte del nostro oste. Un po’ come a dire: ecco, così sarebbe il mondo senza di Lui…….
        Certo che non cambierei mai il caldo e le paludi del Quintana Roo, per quelle lande deprimenti e depresse. Anche se la musica è decisamente divina e degli indimenticati Jefferson Airplane……

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    1. Chi andrà con Narciso? Nessuno e tutti.
      “Nessuno” perché questo magnifico “pensiero per l’Oste” di Mela, per quanto possa essere un valido spunto di continuazione di Batmancito per me si apre e si chiude così. A meno che Mela voglia continuare.
      “Tutti” perché rappresenta l’affetto che Narciso porterà all’Oste di tutti quelli che si sentiranno di dimostrarglielo.
      “All you need is love” cantavano The Beatles e magari è proprio quello che vi vuole per farlo tornare indietro.

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        1. Non è detto. Ho lasciato aperto il finale (vedi il titolo dell’ultimo episodio che è “Epilogo?”) ai lettori. Se i lettori vogliono fare ritornare l’Oste, lo dicano, ma anche lo dimostrino: questo il succo dell’appello di Narciso.
          Per ora stanno arrivando testimonianze di affetto incredibili.
          Tu hai pure lasciato un tuo “pensiero” nei commenti, ma se ti va, se lo senti, potresti scriverci qualcosa su. Considerala come una sfida di “Scrittore creativo” con oggetto l’Oste 😉

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                1. Tu lo vedi fino a che sei loggato a WP. Se esci dall’account vedrai il classico “errore 404 pagina non trovata”. Sabato mattina è troppo lontana…meno male che Pup mi ha regalato una cosa bellissima per domani.
                  Ragazzi, l’Oste sta raccogliendo tanto affetto…Avete un cuore generoso!

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  2. Pingback: Batmancito [Indice] – Pictures of You

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