Batmancito [Ep.#18] – Sangue e arena

Salto del Toro, Taurocapsia, affresco Palazzo di Cnosso (Foto da web)

Segue da Ep.#17. I Fantastici Quattro dell’Avemmaria

A un improvvido cliente che fosse entrato nella taverna in questo momento, l’aspetto delle forze schierate una contro l’altra sarebbe apparso davvero strano e insolito.
I Quattro dell’Avemmaria schierati in una linea orizzontale compatta, gli estremi occupati da due umani e il centro da una specie di gnomo e un cane enorme: convergono a grande velocità contro i licantropi. I licantropi non hanno alcuna possibilità di ritirata o qualsiasi altra prospettiva di fuga in caso di sconfitta, a causa dei quattro armati in arrivo e di altrettanti, tre umani e un vampiro, che li tengono impegnati in uno strenuo scontro, senza considerare la presenza di altri due a difesa di un cadavere.

All’arrivo degli alleati Zeus, tiZ, Luna e Ade sono da un lato incoraggiati poiché il nemico è ormai stretto tra due fronti, ma dall’altra sono fiaccati nelle forze e, per la perdita dell’Oste, anche nel morale.

C’è un tale frastuono di urla e suoni orribili che sembra si siano spalancate le porte dell’Inferno con tutti dannati e i demoni intorno che alzano le proprie grida.
Molto terrificanti anche d”aspetto, il vigore fisico dei licantropi è evidente: i compadres sono consapevoli della brutalità degli avversari e un solo errore sarebbe sufficiente a richiudere quelle stesse porte dell’Inferno, ma alle loro spalle.

La vista dei Quattro dell’Avemmaria lascia davvero sgomenti i licantropi, ma – terminato l’effetto “sorpresa” – la prospettiva di aumentare il bottino di carne e sangue, li carica e li rende due volte più risoluti a dare battaglia. Così quattro licantropi si staccano dal branco e gli corrono incontro.

Quattro grosse macchie scure, da cui spiccano occhi di fuoco e zanne, si muovono a grande velocità verso di noi. Fermiamo di colpo la nostra corsa e aspettiamo l’impatto sul posto. Giunti a una distanza tale che posso distinguere chiaramente sui loro musi un sogghigno malato, Liza e Narciso iniziano a ruotare vorticosamente le loro doppie armi davanti a loro: oltrepassare questa barriera di lame senza subire gravi ferite è impossibile. I quattro licantropi si bloccano e sono costretti a indietreggiare di qualche passo, mentre il vortice di lame avanza lentamente verso di loro. Aggirare la linea sui lati appare immediatamente una pessima idea anche per un licantropo dalla mente ottenebrata dall’ira o dalla fame: le Shuang gou di Liza e Pungilo tagliano via lembi di pelliccia e carne a chi si avvicina troppo.

Li spingiamo verso Ade: finiranno chiusi tra le nostre lame e le lingue infuocate del nostro gigante rosso. Una delle bestie se ne accorge e s’infuria con i suoi compagni, li spinge ad attaccare, si sbraccia, emette dei versi orrendi e, visto che non sortisce effetto, si lancia all’attacco.
Liza e Narciso interrompono la rotazione delle loro armi, si spostano lateralmente e il licantropo per lo slancio finisce oltre la nostra linea; Honda gli si avventa addosso, lo sbatte a terra con un morso tra collo e spalla. Liza e Narciso tornano a ruotare le armi. Pungilo risplende come una torcia fino a quando non lo uso per inchiodare la testa del lupo al pavimento: prima il viso, poi il collo, infine tutto il suo corpo rinsecchisce come mummificato. La spada! Pungilo! Ha prosciugato di ogni stilla di sangue da questa creatura.

Honda e io ritorniamo in posizione. Narciso con tono compiaciuto mi fa:
“Muy bien! Inizi a piacere a Pungilo…le ho visto fare una cosa del genere solo in mano all’Oste.”.

Tra Batmancito e il capo dei licantropi lo scontro è in uno stallo: l’uomo-pipistrello riesce ad assestare pugni e calci, ma il bestione incassa accusandone i colpi solo per qualche minuto, ritornando all’attacco subito dopo. Batmancito è molto agile. I colpi del licantropo riescono nel migliore dei casi a sfiorare il mantello, che tra veroniche e piroette sembra una muleta sbandierata da un torero. Nulla umilia tanto il licantropo! I suoi affondi a vuoto, artigli che raspano l’aria, zanne serrate in un cozzo di mandibole e ringhi sempre più rabbiosi.

Batmancito lo fa torcere e stancare, lo induce a inseguire il mantello con la lusinga di potere finalmente affondare l’artiglio nelle carni, abituandolo – senza che se ne accorga – a prendere la direzione che l’uomo-pipistrello vuole che prenda. Così spicca balzi agitando il mantello come il torero esegue con la muleta una serie di ayudados per alto. Vi alterna passaggi bassi eseguiti con una veloce proiezione in avanti, un paio di colpi veloci e un brusco guizzo rotolando di lato. Batmancito si muove senza mai perdere spazio di fronte all’avversario, senza ritirarsi più del necessario, lo provoca così da attirarlo più vicino, lo stanca muovendosi intorno in continuazione, facendolo girare e torcere bruscamente. La sua tattica è usare la rabbia dell’avversario, approfittare della sua carica e, una volta stancato, vibrare il colpo più potente.
Se non fosse in realtà una danza di morte, sarebbe uno spettacolo da vedere: Batmancito, la rapidità di esecuzione dei colpi e la pura grazia dei movimenti del mantello, opposto all’enorme licantropo, al nervosismo elettrico delle sue artigliate e le continue torsioni del suo corpo come un cavaturaccioli.

Per la prima volta durante questa notte infernale, riesco a pensare che potrei riuscire a vedere un’altra alba.

I licantropi sono stretti tra due fronti. Ade fa schioccare le catene sulle loro teste, Zeus li frigge con archi di elettricità, tiZ li tiene a distanza usando la lancia come un falangita macedone e Luna ne rallenta i movimenti con il suo magico campo di forza. Piombiamo sui licantropi che ormai sono quasi spalla contro spalla.

Narciso e Liza interrompono la rotazione e tutti e quattro ingaggiamo il corpo a corpo come se fossimo uno solo. Vedo due arti cadere a terra prima ancora di essergli addosso, Liza ha lanciato entrambe le spade di fronte a sé; una testa viene tranciata di netto, Narciso ha arrotolato la catena del suo Kusarigama intorno al collo di uno dei lupi, ha spiccato un salto verso di lui usando se stesso come contrappeso, infine, ancora in volo, con un secco fendente della falce gli ha separato la testa dal collo. Honda e io ormai siamo una coppia di morte collaudata: Honda afferra la preda con le mascelle, la butta a terra con il suo peso e le sue zampe fino a che Pungilo non si disseta del sangue della vittima. Così finisce anche l’ultimo dei quattro licantropi che ci erano corsi incontro.

Sembra che le forze in campo siano finalmente equilibrate. È giunto il nostro momento di attaccare!

Ade si avventa su un avversario, che afferra entrambe le catene e inizia a tirarlo a sé. Ade sembra divertito a giocare a questa versione mortale del “tiro alla fune”, cedono e recuperano alcuni passi entrambi; poi Ade – evidentemente stancatosi del trastullo – dà un potente strattone alle catene che trascinano dietro di loro anche il licantropo. L’ultima cosa che ho visto è uno schizzo di sangue verso il soffitto e una testa rotolata via.

Il capo dei licantropi si rende conto di quanto sta succedendo al suo branco, non si aspettava una reazione simile da dei miserabili umani, realizza per la prima volta che potrebbe finire male.

Prende una certa distanza da Batmancito e inizia a pronunciare delle parole in un liguaggio sconosciuto. È una nenia cacofonica, orrenda da ascoltare. Il corpo del mannaro, già il più imponenente di tutti, sembra ingigantirsi. Inizia a essere illuminato dal di dentro da un bagliore rosso pallido. Al posto degli occhi vi sono lingue di fuoco. Ripete in continuazione la stessa nenia con un ritmo sempre più sostenuto e con un tono sempre più alto.

Dalle sue mani, dalle spalle, dalla testa si sprigionano delle lingue rosse traslucide, in breve tutto il corpo pulsa di una luce rossastra. Le lingue rosse si muovono come dei tentacoli tastando l’aria intorno per capire dove siano. Le più lunghe sono almeno una mezza dozzina e lambiscono ormai anche Batmancito, che tiene la distanza per cercare di capire il livello di minaccia di questa nuova diavoleria.

Quando la nenia termina, Luna è già accanto a Batmancito e sta gridando qualcosa d’incomprensibile, muovendo i lunghi artigli davanti a sé come a volere tessere una complessa tela.

Dal corpo del capo dei licantropi le lingue rossastre si distaccano e si muovono volando per tutta la taverna, scie rosso sangue che, a una delle loro estremità, assumono le sembianze di un viso umano orrendamente deformato in un urlo di sofferenza indicibile. Effettuano qualche giro sulla testa dei compadres, indugiano qualche momento in più nei pressi del corpo sdraiato dell’Oste, mentre Diaz e Cesar agitano i coltelli nell’aria e recitano tutte le preghiere che conoscono. Si avvitano intorno a Luna e Barmancito, tenendosi a una certa distanza. Luna continua a pronunciare parole sconosciute.

Qualsiasi cosa esse siano, le lingue di luce rossastra sembrano nutrisi del terrore, del sangue e della morte nella taverna ed è tanto più evidente quando sfiorano qualche cadavere o macchia di sangue, si soffermano più del solito, assumono un movimento particolarmente sinuoso: trasmette piacere, godimento.

D’un tratto il capo dei licantropi termina la sua nenia e nello stesso istante le lingue di luce rossastra si avventano su tutti noi. Cerchiamo istintivamente di evitarle e di farci scudo con le armi.

Zeus è il primo che sperimenta di cosa sono capaci: punta il braccio verso una lingua che si sta avvicinando, scarica il suo fulmine, ma la scarica elettrica la attraversa senza nemmeno rallentarla. Zeus continua a scaricare l’arco elettrico, fino a che la lingua gli è ormai addosso. Scarta di lato all’ultimo secondo, la lingua lo lambisce alla spalla e immediatamente si apre una ferita profonda.

Luna giunge al termine del suo salmodiare e urla a tutti:

“Evitate le Anime Mannare! Non so quanto reggerà la mia barriera, non fatevi toccare!”.

Proprio quando avevamo preso lo slancio e intravedevo la vittoria, la situazione diventa peggio di come era prima.

Siamo davvero alla fine.

Some say they’ve heard them singing
In strange tongues of melancholy
Of the gods, of the night, and of glory.
Of the dead, and their memory.

So they rode on.
Yes, they rode on.

To be continued

giaguaro-pipistrello-maya

Vai all’indice degli episodi di Batmancito

Onda sonora consigliata: They Rode On cantanta da Watain

 

 

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78 pensieri su “Batmancito [Ep.#18] – Sangue e arena

      1. Io patisco se vedo ferire gli amici…. almeno ora non far succedere di nuovo qualcosa a Narciso, povero tato.
        L’Oste sta facendo un viaggio in solitudine, nessuno lo può accompagnare, ma ho fede incrollabile nelle sue risorse e sono certa che tornerà alla sua taverna. L’Oste È la taverna, senza di lui non si va avanti.

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        1. Sono con te: gli amici si vedono nei momenti di difficoltà, perché in quelli felici l’amicizia non costa nulla.
          L’Oste incarna – oltre al sacro spirito antico dell’ospitalità – anche questo sentimento dell’amicizia, fatta di convivialità, di condivisioni, di rinunce sia materiali sia del proprio-io, fino all’estremo sacrificio (ammetto, la pallottola all’Oste ha del teatrale, ma non potevo farlo andare via senza tributargli “gli onori della tastiera”.
          L’Oste sta facendo un viaggio e in quanto a solitudine c’è qualcun altro che lo sta già cercando. Fai bene ad avere fede perché sarà necessaria.
          Perché non è scontato che tornerà alla sua taverna. Dipenderà dall’indifferenza o dall’amore…
          Orami ci siamo, un paio di capitoli e la storia terminerà (complice anche una dannata infuenza che mi sta devastando le vie respiratorie).
          Qualcuno dovrà fare delle scelte…e io le rispetterò. COsti quel che cOst£ 😉
          Io ho fede che l’Oste tornerà, lo spero di cuore, ma non è più nelle mie mani il suo destino.

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  1. Ma finalmente viene fuori il vero Zeus, un vero cazzaro 😀 eheh. Giusto così. E qua, però, devo farti i complimenti per aver unito, in una sola spada, i pregi di Pungolo e quelli di Stormbringer, la mia spada senziente preferita.
    Per quello ti invidio! 🙂
    Bella la trovata delle anime mannare, interessante. Adesso vediamo cosa fanno questi compagni di avventure davanti a qualcosa di ultraterreno.. cioè, più ultraterreno di quello che abbiamo già visto 😀

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      1. Ma certo, l’insensatezza è quello che ci rende vivi. Se mai leggerai Stormbringer, gustati la descrizione del mondo completamente governato dalla Legge, avrai modo di capire per quale motivo punto al giusto compromesso fra cose sensate e scemenze eheh.
        No, si va alla grande. Anzi, io punterei sui fuochi d’artificio per il prossimo. Adesso hai scaldato gli animi… ci vuole qualche colpo di scena.
        Ma io sono drastico eheh

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        1. Stormbringer è nel mirino, sebbene ci siano delle oggettive difficoltà di reperimento. Ma ce la farò 😉 Mi incuriosisce troppo.
          Fuoco d’artificio ci sarà e anche colpo di scena. Talmente è colpo di scena che mi è venuto fuori così, mentre buttavo giù le battute finali dello scontro…non me l’aspettavo neanche io.
          Più drastico di rischiare l’Oste?
          Narciso, no se toca.

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          1. Già, la mia copia non si tocca neanche a pagarla 😀
            Ottimo, io attendo il colpo di scena. Non so cosa, non so come, ma lo attendo. Potrebbe essere anche la morte di un personaggio, che ne so. L’Oste è sul terreno, Zeus è ferito e gli altri stanchi. Chi lo sa che succede? 😉

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            1. Saranno i fumi della tachipirina, gli effluvi dei mucolitici, ma ho pronta una roba di cui sono parecchio soddisfatto. Ha preso una piega che non immaginavo, ma me gusta mucho. Speriamo anche a chi legge. Per ora pare sia gradito visto diversi commenti che virano all’ansia.
              Dai Zeuas che è prevedibile cosa succede, non nei modi però! Spero sia quantomeno appassionante e vedrai chiuderà il cerchio con riferimento nientemeno al primo episodio (letto da pochi) e con un altro paio di citazioni.
              NB: ma nulla da dire sulla OST di questo pOST? E dire che è la cosa più tranquilla che ho trovato…;) Mi serviva una ballad e questa sia per testo sia per musica è favolosa. Detto da me, poi.

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              1. Io lo attendo e sai già cosa sto facendo, quindi i miei commenti “pro-Oste” sono quasi secondari. L’ansia ci sta, la lettura e l’immedesimazione sono fondamentali.
                Richiami al primo? Citazioni? Spero che hai fatto i canonici hyperlink per chi è arrivato solo dopo… in questo modo ritorna indietro nel tempo. Un po’ come i reboot dei film.
                NB: ho visto e apprezzato (molto). Non ho commentato perché mi sembrava di essere il classico hooligan che parteggia per la musica che gli piace.
                NB2: ti ho mandato qualcosa via mail ieri sera. Chiedo perdono 😀 😀

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                1. Eh no! Cazzarola! Voglio proprio il commento dell’hoolingan.
                  Certo che inserisco i link benedetti (ne faccio sempre uso, ma dalle statistiche spione di WordCess noto che sono il solo. Non posso biasimarli però).

                  NB: ho visto e non puoi chiedermi il perdono perchè tu sei…Zeus, un Dio! 🙂 Quindi nessun perdono, anzi nel pomeriggio gli dò uno sguardo approfondito perché c’è bisogno di un po’ d’ordine che la cosa sta diventando veramente interessante. Non immaginavo. Ne sono lusingato e orgoglioso.

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                  1. Il commento da hooligan è il seguente: finalmente un po’ di black metal – anche se qua c’è un gran pizzico di Iron Maiden che ammorbidiscono il tutto. I Watain non sono la mia band preferita, mi lasciano un po’ freddino, forse perché non li ho approfonditi più di tanto?! Può essere. Ma la scelta della canzone è totale.

                    NB: ok, allora nessun perdono 😀 sì, e ti posso assicurare che sto procedendo ancora e sto scrivendo avanti. Il fatto è che c’è un po’ di indecisione per il motivo che si diceva in contesto privato. Ma per quello mi dirai. Intanto vado avanti che mi sta prendendo.

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                    1. Bene per la canzone perché dei Watain questa è la cosa più leggera che ho trovato e le mie orecchie sono riuscite a trattenere 😉 Ero curioso se erano le mie orecchie a essere troppo educande oppure la canzone fosse degna di rappresentare il black metal (un mio personale tributo a Zeus-personaggio e a Zeus-in-persona)
                      NB: eh lo so. Dipende da quando questi smettono di parlare. Ma niente ogni volta che penso che la prossima volta è l’ultima, ZAC mi si infila qualcos’altro. Resisti e continua.

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                    2. Rappresenta la nuova ondata del black metal, quello post-2000 con i suoi pregi e i suoi difetti. Odiato dai puristi e amato dalle nuove leve, ma non solo (ad onor del vero – visti anche i dati di vendita confortanti).
                      Grazie per il tributo 🙂
                      NB: capisco il delirio di gestire la situazione. Figuriamoci. Tanto, come hai capito, da me sarà lunga e, prendendomi delle ampie, MOLTO AMPIE, libertà gestirò la situazione più avanti nel tempo e, ti posso assicurare, che sarà nel futuro NON prossimo ehehe

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  2. “All’arrivo degli alleati Zeus, tiZ, Luna e Ade sono da un lato incoraggiati poiché il nemico è ormai stretto tra due fronti, ma dall’altra sono fiaccati nelle forze e, per la perdita dell’Oste, anche nel morale.”

    Dai suoi commenti precedenti, non mi è parso che Ade fosse particolarmente fiaccato dalla forse-morte dell’Oste 😛

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    1. Già, hai ragione.
      Però nel racconto io mi riferisco ad”Ade” personaggio, non quello reale.
      Anche perché quello reale non ha alle braccia delle catene con le spade come Kratos.
      Comunque Adelfone mi sembra uno dei più entusiasti a partecipare a questo esperimento di mix tra virtuale e reale. Hai mischiato anche tu i due “ingredienti”…che te ne sembra?

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      1. Il risultato è euforico, come la Santa Muerte ma senza narcos (mi chiedo se la signora sia d’accordo a essere patrona di certa gente).
        Tra l’altro, non è facile trasformare la gente reale in persone fittizie, a seconda di quel che fai ai personaggi, c’è il rischio di offendere il modelli di riferimento.

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        1. Non c’è “strumentalizzazione” o “utilizzo” dei personaggi. Il personaggio è un mix tra i tanti scambi di commenti in questa webbettola e nella loro (e in alcuni casi anche di contatti diretti), poi si inserisce la mia immaginazione per inserirli coerentemente e verosimilmente nella storia. Se leggi gli Episodo 6 e 7 capisci meglio la genesi e la sua evoluzione.
          Liza, per esempio, che seguo da parecchio tempo, come “personaggio” è nata nei commenti di qualche episodio fa. Con il suo consenso, qualche indicazione…poi chiaro io rischio…se non ti piace, cancello. No problem.

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    2. Indispettire il “personaggio vero”? Solo se ti credi più di quello che sei e non sai prenderti in giro.
      Io ho fatto esplicita richiesta al buon Oste di farmi molto più scemo del personaggio figo che è su carta. Mi sembra divertente, in fin dei conti siamo qua per goderci un po’ di scrittura, due chiacchiere e far andare avanti la taverna 😉

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      1. L’ironia e l’auto-ironia sono uno spirito che scorre potente in questa taverna, giusto Zeus!
        Se non lo accetti, basta dirlo. Mi adeguo.
        Però a chi si prende tanto sul serio, in tutta onestà, dico che questa webbettola non fa al caso suo. Ce ne sono tantissime, più belle e nettamente più fighe di questa.
        Questione di sapere fare le proprie scelte e non rompere i marroni se gli altri la pensano in modo diverso 🙂

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        1. Concordo al 200% su quello che hai scritto. La tua è una rappresentazione di una “persona reale” (per quanto sia reale una persona che si vede unicamente tramite i propri scritti e, quindi, tramite quello che vuol far vedere/leggere) e, oltre a questo, è anche modificata dalla tua immaginazione.
          Ci sta il cambio, ci sta anche il cambiare il personaggio di molto.
          Basta accettare e sorridere.

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            1. Io non ho mica detto che non si possa fare, ho detto solo che non è facile 😉 e di certo non mi metto di traverso nei rapporti di amicizia tra le altre persone – immagino che in questi lidi nessuno abbia paura di dire se qualcosa non vada bene, non stiamo nemmeno parlando di temi scottanti, salvo che qualche taumoantispecista si risenta per il bagno di sangue di lupi mannari fittizi 😛 ma a quel punto non saprei davvero come ribattere, chi si preoccupa della violenza ai danni di personaggi immaginari non so inquadrarlo… °O°

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              1. Ho capito, Conte, ciò che intendevi. Ho pensato di entrare più nello specifico sopratutto per chi dovesse leggere queste righe senza averne capito lo spirito 😉
                Ma secondo te, sta funzionando? Voglio dire, nella tua lettura, funziona questo aspetto del personaggio misto reale-virtuale oppure è distruttivo della verosimiglianza?
                Mi interessa molto conoscere la tua noblie opinione.

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                1. Dipende da cosa vuoi ottenere: a me sembra qualcosa in stile Tarantino senza le cose che non mi piacciono, di Tarantino. O di Rodriguez, li trovo simili.
                  La cosa mi diverte e credo di non essere il solo a divertirmi 😉
                  La verosimiglianza non posso ancora valutarla, non conosco bene l’ambientazione e le sue premesse, ancora: se c’è coerenza con le premesse, per me una storia è verosimile.
                  Personaggio reale che passa a virtuale – tipo blogger che tirano fuori poteri, manufatti mistici e doti marziali da film (che Ade sarà pure un marzialista esperto, ma immagino che azzuffarsi con dei peggio-che-lupi sia fuori da qualsivoglia dan :P)? Fa parte del genere di molti film, se ti rifai a quel tipo di canone è ok, se ti rifai a Manzoni… forse un po’ meno 😛

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                  1. Il Manzoni lo agitaimo come un treccia di agli di fronte a un vampiro per discorsi che facemmo a suo tempo nella tua webbettola 🙂
                    Per il resto, interessante il tuo punto di vista, onesto come tuo solito.
                    Cosa voglio ottenere? Lo scoprirai alla fine. Ci siamo quasi. Resisti.

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                    1. Ecco, ahem Conte…Lei lo conosce ad Ade, no? E’ fatto così…E’ un impulsivo. Vedi? Kratos gli è cucito addosso al nostro gigante con la t-shirt rossa con la scritta CCCP. E ha una marcia in più: cucina da Dio.

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    1. L’ansia a breve finirà – giurin giurello (mi sono beccato l’influenza e quindi ho un po’ di tempo tra un tossito, uno sternuto e una pillola – ma per l’Oste non posso fare nulla.
      “tusolopuoi” questa frase posso girarla a te…abbi pazienza e vedrai come sarà possibile. Forse c’è ancora una speranza. O forse no. Dipende dall’amore o dall’indifferenza…

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  3. Liza

    Sempre piu’ bello Red!!!!
    Tarantiniano al punto giusto!
    Tutti i personaggi sul pezzo
    e non vedo l’ora di vivere la parte paranormale…(nn che non lo sia gia’ eh? )
    Ammentas?So’ una jana mala hisco venzas de maghias…malas e bonas! 😉

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    1. Tu sei sicura che il sardo non ha nulla a che vedere con il yucateco…il nuraghe ha su di me un richiamo atavico almeno quanto le piramidi in Yucatan…Per fortuna in Sardegna non sono arrivati quei fetenti di Aztechi, sto almeno tranquillo che non avete fatto riti sacrificali e partite di pallone con le teste dei nemici.
      Sarai pure una jana mala, ma sei però amica mia, no?

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        1. No, non ne sono certo, ma senza fonti autorevoli non vorrei fare la fine di Kazzenger 😉 Non mi meraviglierebbe, data la tempra del popolo sardo. La Sardegna mi evoca sempre sensazioni ataviche, sarà che il mio primo anno di vita l’ho vissuto a Nuoro e ne sono rimasto – inconsapevolmente – imbevuto. E’ una cosa strana che non mi sono mai spiegato, ma la accetto come un dogma perché la sensazione che ricevo è estremamente positiva.

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            1. Se è per questo, anche noi napoletani abbiamo qualcosa del genere. Sarà che la Storia ci ha segnato e il cambiamento è lento quanto i cicli storici, fatto dal piccolo contributo di ogni singolo individuo. Lacrime nella pioggia, direbbe un androide famoso.

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  4. Credo che, dopo questo racconto, cercherò di stare alla larga da tutti gli Yankees: tra di essi ci vedo un ruolo anche per il nazistello Bannon, il tirapiedi di Trump. No, non vorrei averci a che fare. Chissà perchè questo tuo racconto mi suona metafora dell’America di oggi.
    Hasta luego compadre: vado a far scorta d’aglio, crocifissi e bombe d’argento…

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    1. Sarà una coincidenza, ma i fatti negli USA di una rinnovata “supremazia bianca” e in Europa di nazisti retaggi che raccattano seggi nelle civiltà democratiche sassoni è coinciso con il recupero di Batmancito e una forte volontà di dargli una fine…o sarà un inizio? Come i Maya credevano e i Toltechi e gli Aztechi professavano nei loro riti di sacrifici umani.
      La morte è rinascita. Ma credo che a questa botta, se certi personaggi non smettono di trastullarsi con armi atomiche, non ci sarà luogo dove rinascere.

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      1. E’il brutto tempo che avanza: una tempesta che spero si sgonfi prima di trovarcela sulla testa.
        In ogni caso, comunque credo che ne verremo fuori, il problema è sempre il prezzo da pagare. Ma si sa che la natura richiede sempre un alto prezzo alle sue creature…

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