Batmancito [Ep.#11] – Heavy rain

Segue da Ep.#10. Il mio nome è nessuno

Attirato dal trambusto di quella mandria di yankee appena entrati nella taverna, Ade viene fuori dalla cucina e per poco non gli prende un colpo. Si avvicina al nostro tavolo e, strofinando le mani sul grembiule, fa all’Oste: “Ma da dove sono sbucati fuori ‘sti beceri? Mi prudono le mani…Li buttiamo fuori eh Oste!? Li buttiamo fuori come a que’ du’ grulli dell’altra sera!”

L’Oste gli fa cenno di avvicinarsi e chinarsi per parlargli sottovoce.
“Ade, t’ha dato di barta i’ cervello?! Li vedi quanti sono e come sono grossi?! Non mi fanno paura, però noi siamo – fa la conta silenziosamente guardandosi in giro – una donna, quattro uomini – fissa Narciso – e mezzo. Cosa dice il Grande Maestro Sun Tzu? ‘Se il nemico prevale numericamente, devo evitare di impegnarlo’. Stiamocene quieti e, ti assicuro, se qualcuno de’ beceri la fa fuori dal vaso, gli diamo una ripassata di storia: Gettysburg sembrerà una lite di bambini in cortile.”.

Ade è contrariato, fa per insistere, ma l’Oste ne interrompe lo slancio:

“Senza lilleri un si lallera! Per mandare avanti ‘sta baracca ci servono i dollari di questa gente, la taverna se ne sta cadendo a pezzi e, se continuiamo ogni sera a spaccare seggiole e tavoli, a breve ci sediamo per terra. ‘Sti beceri bevono e trangugiano qualsiasi cosa, basta che sia “tanta”. Sfiliamogli un bel po’ di dollari come contributo riparatore del reiterato saccheggio degli yankee a questo Paese. Te lo chiedo come favore: preparagli gli intrugli Tex-Mex di cui vanno ghiotti, condiscili con dosi generose di habanero, così poi si bevono pure il Mare dei Caraibi!”.

Ade fa un cenno di avere compreso e rincara la dose:

“Oste, a ‘sti beceri gli si dà le paste! I’ Texas l’è come Siena. I’ Texas di tre cose è piena: tori, cow-boy e figli di puttane!”

Mentre Ade ritorna in cucina, l’Oste emette un lungo sospiro e si rivolge a Narciso:

“Né Narcì, come stiamo messi a bende e anti-dolorifici? Fa n’imbasciata o’ dottore, mi dispiacerebbe dovere svegliare il buon Feliz nel pieno della notte. Avvisalo che stasera è prevista burrasca, è meglio che resti sveglio. Mandagli una cassa di birra per ingannare l’attesa e come ringraziamento per la sua disponibilità.”.

Sono arrivato da poco qui, ma riesco a percepire quando i due soci si scambiano silenziosi sguardi d’intesa. L’Oste appare nervoso, preoccupato. E non per l’irruenza e la baldanza di Ade. Quando gli yankee sono entrati, li ha accolti con la sua solita gentilezza e affabilità. Appena tutti hanno preso posto e ha sistemato i tavoli, El Rojo è tornato a sedersi qui: ha portato con sé un’ombra sul viso.

La serata prosegue tranquilla: gli yankee sembrano gradire particolarmente la cucina Tex-Mex, bevono come cammelli prima della traversata del deserto, vanno in visibilio per la musica che Zeus sta suonando. L’unico momento in cui ho pensato che la serata prendesse la brutta piega prevista dall’Oste è quando Zeus ha intonato Back in U.S.S.R nella versione hard rock di Lemmy Kilmister.
Si è levato un coro di “buh”, fischi, urla sgraziate e “Fuck USSR!”.

Si è ormai concordato il piano per stanare Sergio dalla sua camera-bunker: Narciso con una scusa si farà aprire: chiederà a Sergio un aiuto per un guaio che ha combinato e ha intenzione di rimediare prima che l’Oste lo venga a sapere. Sergio non si è mai tirato indietro a una richiesta di aiuto e per Narciso ha un debole.  Appena arrivati qui, mi ha confessato che il nanerottolo gli ricorda Juanito, il suo amico del cuore nei giochi dell’infanzia: Juanito  morì a dieci anni appena compiuti, pestato selvaggiamente dal padre sempre ubriaco. Non lo ha mai dimenticato e quando si è visto davanti Narciso gli è quasi scoppiato il cuore in petto.

Narciso porterà Sergio sul retro, l’Oste ed io li raggiungeremo con un cassa di birra e di tequila. E non lo lasceremo andare fino a che non avrà svuotato il sacco.

Faccio per alzarmi quando mi accorgo che i miei due soci sono rimasti immobili, pietrificati nei loro posti e fissano entrambi l’entrata. Mi volto anche io in quella direzione e sull’uscio noto una figura femminile scura ferma appena fuori dalla porta. Fissa nella nostra direzione in silenzio, immobile, l’aria stessa sembra più immota del solito. Mi concentro per mettere a fuoco la donna, più la guardo e più avverto la sua figura come sottilmente sfocata ai bordi. Lascio scorrere il mio sguardo su di lei, dall’alto verso il basso: non indossa scarpe, i piedi nudi…non è possibile! Non toccano a terra. Non può essere, sta levitando? Diamine non reggo più tequila y cerveza insieme!

L’Oste e Narciso hanno assunto un’espressione molto grave. L’aria tra i due è pesante e non a causa del tasso di umidità che quest’anno ha battuto ogni record stagionale. L’Oste con un filo di voce si rivolge a Narciso: “Luna?” e il socio continua come se leggesse nella mente dell’Oste: “Che ci fa stasera qui?”. Segue un’altra pausa che sembra infinita e subito dopo uno dei loro soliti sguardi d’intesa. Finalmente l’Oste si alza dalla sedia e, a passi lenti e ben stesi, si avvicina alla figura femminile sull’uscio.

Un fulmine cade nel mare alle spalle della donna, illumina la notte e il riverbero della luce traccia i bordi di quella figura misteriosa come per disegnarla nella scenografia della notte. La luce svanisce e quella figura ritorna a confondersi nella scenografia. Lei e la notte diventano una cosa sola. Romba il tuono e la taverna ne viene scossa fino alle sue fondamenta. Scricchiola il legno, travi  e pareti. Inizia una pioggia battente. Il solito acquazzone estivo di queste parti.

La voce di Narciso fa eco al tuono: “Questa sarà una notte buia e tempestosa”.

To be continued

giaguaro-pipistrello-maya

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Onda sonora consigliata: Standing in The Rain cantanta da Action Bronson & Dan Auerbach (of The Black Keys) ft. Mark Ronson

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34 pensieri su “Batmancito [Ep.#11] – Heavy rain

                    1. Eh si! Ho studiato. Siena di tre cose tu sei piena: di torri, di campane e di figli di puttane. Mi è sembrato perfetto fare dire al tuo personaggio una cosa simile per ‘i Texas, anzi ‘i Texhas 😉
                      Disclaimer: in questo post non si approva né si istiga alla discriminazione dei senesi. Nessun senese è stato maltrattato durante la stesura di questo post.

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    1. Non darei per scontato che al prossimo succeda la baraonda. La tipa è una vecchia conoscenza…A El Bavon Rojo nulla è come appare.
      Ti ricordi quando scrivevi che i personaggi iniziano a parlarti? Ecco, mi sta succedendo la stessa cosa e tutti hanno da dire la loro. È un gran casino mettere in ordine e l’Oste, quando ci prova, si caccia in rogne epocali.

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    1. La tequila va salvata altrimenti come ci lecchiamo le ferite dopo la scazzottata? E’ un presidio medico raccomandato dall’Associazione Medici Osti. Attenzione: può indurre molestia, allegria e male di testa.
      La mano servirà e l’entrata sarà di quelle a grande effetto! Ho qualche ideuzza, l’impasto sta lievitando.

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    1. E’ roba che gli aficionados già conoscono. Ma non trascuro i nuovi (per me pari siete):
      nel post successivo in fondo ci sono dei link per chi è davvero curioso e riesce a reggere un racconto in tre parti. Temerari a cui va la mia incondizionata stima.

      Piace a 1 persona

  1. Pingback: Batmancito [Indice] – Pictures of You

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