Batmancito [Ep.#10] – Il mio nome è nessuno

Ulisse contro Poliphemaya (by RedBavon)

Segue da Ep.#9. Come together

Ade entra con incedere quasi marziale e un grande sorriso sornione stampato in viso.
Indossa una maglietta rossa su cui campeggiano quattro grandi lettere di colore giallo “C.C.C.P.” e una piccola falce incrociata a un martello appena sopra la scritta all’altezza del suo centro. Si blocca a metà strada tra l’entrata e il nostro tavolo, si guarda intorno, solleva con una mano il berretto verde militare alla Castro, con l’altra si gratta la testa rasata, poi si gratta la barba di tre centimetri abbondanti che sporge dal mento ed esclama:

“Oh bischeri! Che si mangia?”

Esattamente all’opposto di Ade, l’incedere di Zeus è dinoccolato, quasi disinteressato a cosa facciano le gambe, “vadano per la propria strada, si facciano un giro, io ho cose più importanti da fare”. Tuttavia, i suoi capelli lunghi ondeggianti quasi a lambire i glutei, la sua carnagione chiara e la fierezza nei suoi occhi gli conferiscono un aspetto da antico guerriero norreno.
Di certo non incrocerei mai la mia chitarra con la sua. Porta con sé sempre una chitarra elettrica e la suona da Dio: Zeus, nomen omen.

Si dice in giro che la sua inseparabile chitarra sia la Black Beauty, una Gibson Les Paul degli anni ’50, che Randall William Rhoads usava solo per farsi ritrarre in fotografia. Dopo l’incidente aereo nel 1982 in cui rimase ucciso il grande chitarrista, si era persa traccia di questa chitarra. Sembra che Zeus ne sia venuto in possesso dopo peripezie non indifferenti, ma questa è un’altra storia. Un giorno l’Oste forse riuscirà a convincerlo a farcela raccontare.
Zeus indossa un “chiodo” di pelle nera: ricade su un jeans strappato che non ha bisogno di rammendi, ma di essere sostituito. L’Oste si avvicina al mio orecchio e sussurra:

“Non se lo toglie mai. In quel ‘chiodo’ c’è nato!”.

Quaranta gradi all’ombra  – di media! – in questo buco infuocato del Quintana Roo e Zeus porta sempre quella giacca di pelle nera: solo un Dio può sopportare tanto.
Sotto il chiodo si intravede una t-shirt di colore nero con figure e scritte goticheggianti di colore bianco: vi sono ritratti guerrieri che brandiscono chitarre, bassi e aste di microfoni come se fossero alabarde e spade.

Infine c’è tiZ, quasi non la vedo arrivare, minuta com’è, in mezzo ai quei due ceffi quasi scompare.
È un spettacolo di radiosità improvvisa come il sole che si riappropria del cielo dopo uno dei forti acquazzoni così frequenti da queste parti in estate. Vestita con un tipico huypil delle donne del Quintana Roo, a causa della sua carnagione scura, tiZ potrebbe essere scambiata per una messicana di antiche origini aristocratiche, discendente dell’unione di nobili spagnoli con le più belle indigene. Il razzismo scompare sempre sotto le lenzuola.

Si avvicinano al nostro tavolo, salutano Narciso e l’Oste con grande enfasi, abbracci, sfioramento di zigomi e baci sulla guancia. Colgo un momento di esitazione quando è il mio turno. Ci siamo conosciuti l’altra sera, ma durante e dopo la rissa con l’inglese e i due ceffi yankee, non si è presentata l’occasione neanche per dirci come ci chiamiamo. L’Oste prende la parola e – devo riconoscerglielo – è un vero maestro nel togliere le persone dall’imbarazzo e favorire un incontro.

Se El Rojo decidesse di fare il ruffiano e aprire un locale di giochi d’azzardo e donnine discinte, farebbe i soldi a palate anche in questo buco di posto. Ma non ne vuole sentire, come dice lui, di “giochi che succhiano l’anima ai poveri disgraziati” e sulla prostituzione è capace di attaccare una pippa monumentale, fare recedere anche la prostituta e il suo cliente dal loro mercimonio e convertirsi: lei a suora dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, lui a fervido pentacostale che segue il “profeta Branham“, una specie di guaritore, che insegna una dottrina ispirata a un mix letale di Bibbia, Astrologia e Piramidi egizie.

“Allora, compadres, l’altra sera lo avete già conosciuto insieme al socio Sergio, che ora è di sopra…è il caso di presentarci come si usa tra personcine beneducate – si rivolge verso di me e poi a uno a uno indica i tre appena arrivati – lui è Zeus, lui è Ade e, dulcis in fundo, la dolce tiZ.”. Dopo un rapido e silenzioso giro di strette di mano, i tre fissano El Rojo con un’espressione interrogativa.

“Ah già! Vorreste sapere il suo di nome…mmmmh…non me lo hai detto gringo e, se me lo hai detto, me lo sono dimenticato… tú disculpa, ho una certa età e un sacco di cose cui stare dietro…”

“Ningún problema Oste, il mio nome è Ulysses, Nobody Ulysses.”.

Un’espressione interrogativa appare sui visi dei tre e si estende anche a Narciso e all’Oste. Me lo aspettavo: mi mangio il cappello la prima volta che non succede quando mi presento!

L’Oste rompe gli indugi e con un’espressione divertita mi apostrofa: “Ci stai prendendo in giro. Dai, ammetti che è uno scherzo!…Se qualcuno ti sta cercando, tranquilo compadre, non vogliamo sapere la tua triste storia…almeno non stasera…però non ci raccontare frottole…”

Gli rispondo sforzandomi di usare un tono che non ammette dubbi o repliche:
“Nobody Ulysses è il mio nome. Mia madre era un’archeologa specializzata nell’antica Grecia e mio padre un professore di filologia, entrambi con uno spiccato senso dell’umorismo.”.

“E allora benvenuto Signor Nessuno! – l’Oste mi abbraccia – Mi casa es tu casa!”. Esplode una sonora risata collettiva e, dopo un giro di tequila limone y sal, Zeus e tiZ si allontanano per prendere posto sull’improvvisato palco della taverna, armeggiano con gli strumenti, casse, microfoni e – puntualmente – discutono animatamente sul repertorio della serata. Dopo una salomonica conta dell’An ghin go, il risultato del sorteggio arride a Zeus, che decide per un repertorio di musica heavy metal e black metal.

“Stasera qui c’è un bel mortorio! Per smuovere quest’aria cimiteriale, non c’è niente di meglio che il black metal!”.

tiZ trattiene a stento la sua insofferenza e aggiunge: “Sì, ma non ti illudere di suonare ‘sta roba per tutta la serata…Dopo la mezzanotte scelgo io cosa cantare!”. Zeus annuisce e l’apostrofa mentre le gira le spalle con un ‘è arrivata Cenerentola’. Per poco il chitarrista non rischia di guadagnarsi un posto a imperitura memoria sulla parete della taverna, accanto al trofeo dell’alligatore impagliato. Si rende necessario l’intervento di tutti e quattro, l’Oste, Narciso, Ade e io, per trattenere tiZ dal fare scempio del divino chitarrista. La calma sopraggiunge dopo avere lasciato sfogare la señorita, che per una buona decina di minuti investe Zeus e tutto l’Olimpo con una sequela ininterrotta di coloriti epiteti nel suo dialetto di origine. Narciso e l’Oste si sbellicano di risate. Ade e io ci scambiamo sguardi interrogativi: non capiamo nulla se non che è veramente fuori dalla grazia di qualunque divinità (incluse quelle greche).
Infine, si ratifica l’originario accordo tra i due, ammantato della sacralità di un agognato armistizio di pace tra popoli da tempo immemore in guerra, con tanto di benedizione e teatrale segno della croce da parte dell’Oste.

Ade si trattiene con noi per un altro giro, si scola due birre, assesta su tutti e tre una serie di pacche in segno – secondo lui – di amicizia, ma il segno che lasciano è una fitta di dolore localizzato sul punto d’impatto. Se in questo buco di paese Ade decidesse di fare l’osteopata, non ricorrerei di certo alle sue cure.

“Fra trippole e trappole m’avete fatto fa’ tardi! Vo’ a preparare qualcosa di buono da mettere sotto i denti!” con queste parole Ade ci dà il temporaneo commiato e sparisce inghiottito dal corridoio alle nostre spalle che porta in cucina. Ade è un cuoco sopraffino, quando gli gira di cucinare, c’è da farsi crescere barba e baffi per leccarseli.

Mentre discutiamo del piano per tirare fuori Sergio dalla sua stanza, la taverna viene letteralmente presa d’assalto da un nutrito gruppo di gringos. Sono una ventina e tutti yankee: uomini e donne hanno la stazza di giocatori di football americano con ancora tutta l'”armatura” di protezione addosso, casco incluso. La pelle completamente ricoperta da tatuaggi che i Maori al confronto sembrano dei neonati dalla pelle immacolata; indossano bandane, cappelli da cow-boy, bracciali borchiati, stivaloni alti da ranchero, t-shirt raffiguranti il dito medio alzato, teschi e tibie incrociate, bandiere confederate e scritte con almeno un “Fuck” nel mezzo. Sembra una banda sbandata di biker degli anni Settanta e invece sono solo tipici yankee giunti qui per fare immersioni. Ci vuole poco per venire a sapere che sono tutti del Texas.

Si annuncia una serata movimentata.

To be continued

giaguaro-pipistrello-maya

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Dedicata a  questo treno di pazzi personaggi l’Onda sonora consigliata è:

Crazy Train cantanta da Ozzy Osbourne.

Nel video il chitarrista è proprio lo scomparso Randall William Rhoads.

59 pensieri su “Batmancito [Ep.#10] – Il mio nome è nessuno

    1. Bene che tu sia più grosso di loro, Ade! Perché ne avremo bisogno!…Non ti dico altro eheh.
      Allora, è andata bene. Ero un po’ preoccupato sull’uso del fiorentino, ma non ho resistito. E non è finita: avremo uno scambio di opionioni e poi…poi vabbè ti rovino la sorpresa. Ma ci vuole ancora un po’. I’tocca aspetthare Ade.
      Grazie e sono contento ti sia piaciuta così tanto!

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  1. Eccomi qua con il commento! Capitolo che subito fa vedere un paio di cose, che ascolto musica gradita a tutti (ahaha) e che riesco a farmi degli amici in meno di due secondi (sorry tiZ).
    La colonna sonora consigliata è uno dei miei pezzi preferiti di Ozzy, stupendo. Riesce a dare una carica e un’energia incredibile (quando l’ho visto dal vivo, senza Randy ovvio ma con Zakk Wylde alla chitarra, per poco non mi son messo a piangere. Poi quando ha cantato Paranoid è successo ahahah).
    Grazie per la gloriosa descrizione… pantaloni rotti (abbastanza, ma spesso per via del fondo a zampa d’elefante ahah), magliette improponibili check… capelli lunghi, sarebbe bello! 😀 ahah. Ironia della sorte sono più vicino alla descrizione di Ade, rasato con barba 😀 😀 😀 ehehehe.
    Non c’è che una cosa da fare adesso: aspettare il prossimo capitolo.
    Io intanto lo ribloggo, sono diventato un personaggio – e ne sono orgoglioso!!
    Grazie

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    1. Vedi che succede a scrivere insieme per troppo tempo? Si diventa parte della storia, tale che chi legge potrebbe non capire il confine tra la realtà (del lettore) e la finzione del racconto.
      Sono sollevato dal fatto che ci ho preso nei tuoi gusti musicali…ho studiato eh;)…ero indeciso con questa e Master of puppets. Poi mi è venuto in mente che dovevo creare un legame sacro con la chitarra (e quale chitarra ho scelto per te!) e quindi la scelta è finita su Ozzy.
      A proposito di chitarre, hai notato che ti ho lanciato un’altra storia in pasto?
      Sono anche soddisfatto che la mia descrizione sia solo ispirata e non sia identica a te, ma che tu ti ci riconosca….Bellissimo! Sono proprio felice e sono onorato che addirittura tu abbia scelto di condividerla sulla tua webbettola. Sia reso grazie a Zeus. Sempre sia lodato. Ammmen!

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      1. Infatti, a forza di scrivere e intrecciare storie e trame, ecco che si fa venire meno il labile confine fra verità e finzione. E per verità si intende scrittoria e per finzione quella reale.
        Hai scelto bene, Master Of Puppets è un pezzo degno di rappresentare il metal in generale. Crazy Train è un pezzone che ha fatto la storia e poi la chitarra è perfetta (Gibson! Urca).
        Ho visto, infatti incominciano a bussare sul retro del cervello alcune mezze ideuzze. Vediamo cosa ne esce!
        Ovvio che la condivido. Sono diventato personaggio!!! Una cosa incredibile 🙂

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  2. GengisJokerKhan

    Puoi fare riferimento al fatto che mi chiamano Gengis Khan, per via della mia leadership particolare e per la mia vasta cultura marziale (mio sport). Mi piace l’idea della maglia CCCP ma mi piacerebbe vedere un personaggio che mette paura a tutti, proprio per le sue convinzioni di un certo tipo. Cosa che è accaduta realmente, in contesti in cui ho fatto attivismo. Ricordati della mi stazza e che ho i tattoos eh eh. Mi fanno un baffo quei confederati. Bella comunque, te lo ribadisco.

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    1. Come successo per Zeus, voi siete l’ispirazione, quindi vedici dentro anche aspetti nuovi e diversi che questo mentecatto inserisce perché quel personaggio è funzionale alla storia per certe “caratteristiche”. Questo è un fumettone, non c’è alcun messaggio se non il piacere dell’avventura e la sete di meraviglia per l’ignoto. Il tutto condito dalla mia ironia e auto-ironia, almeno ci provo.
      Certo non rinuncio a certi valori: qui ne trovi diversi (gioco d’azzardo, prostituzione, razzismo…) ma per forza di cose sono solo accennati.
      Ade, fidati, la tua cultura marziale verrà fuori e sarà molto utile…il problema è che gli yankee non hanno molta voglia di ascoltare…(e secondo te perché ci ho messo dei rancheros texani?!?….ahahah)
      Metti da parte i libri e prepara a imbracciare il wok come Thor il martello 😉

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        1. Una mezza idea ce l’hai, ma aspè ricorda che qui “nulla è come appare”….katana c’è, ma non è per te. Tu hai di meglio…Quando lo scoprirai, mi vorrai abbracciare per la contentezza…(fai piano che mi stritoli). Ora però sarò muto come una tombola il 15 di agosto

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    1. Mi eLa sembLato di vedeLne qualcuno più di due…una ventina di giganti e belli tamarri direi….(cit. Titti, il canarino di El Rojo che vola libero nelle taverna)
      Bonjour Liza….le presentazioni ora sono state fatte. Soddisfatta di Nobody Ulysses, il nuovo arrivato?…Che facciamo? Ce lo teniamo?

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      1. Liza

        Eh…ti diro’ di Ulysses mi piace tutto il pacchetto ma Oste mi ha chiesto di fare la brava..mi disturba l’orda di tamarri..quelli portano guai e miei sensi scorpioneschi si sono svegliati…hai mai visto uno scorpione in assetto da combattimento??? 😉

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        1. Fare la brava?! Te l’ha detto l’Oste?!?!” Uggesummaria l’Oste posseduto da Maria Montessori!
          Capisco che all’inizio uno nuovo come me ti ha destato qualche sospetto, ma ora che l’Oste ha fatto le presentazioni, puoi andare a ruota libera con me! D’altronde non mi chiamerei Ulysses se non amassi ll’ignoto…anche nelle persone che incontro.
          Qui nei commenti quelli lassù della storia non possono vederti, quindi sei libera di fare quello che vuoi…I tuoi sensi ti dicono bene perché anche l’Oste ha una certa idea ma non è ancora certo…
          Però, potrei mettere una buona parola allo scribacchino della storia e potresti balzarci dentro…che dici? Non prometto nulla, ma se tu sei d’accordo almeno ci provo…Mi devi una cerveza, Lizamuylinda!

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          1. Liza

            Bhe’ diciamo che fondamentalmente sono paranoica.Che non do’ mai le spalle a nessuno,che mi siedo al tavolo in fondo per avere tutta la panoramica,che so’ dov’e’ l’uscita secondaria..e che mi piace osservare..che adoro le lame ,la tequila y la cerveza…siediti qui con me un momento Signor Nessuno, ti offro un cigarillo e facciamo conciliabolo di questo mio balzo nella storia,ma non disturbare troppo il Creatore..io posso cmnq restare un osservatrice.. 😉

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            1. Grazie! Mi ci voleva un cigarillo! ‘ste sigarette fanno una puzza! Devo smettere prima o poi…
              Come preferisci, l’idea è che se qui le cose si mettono male, forse ci sarà bisogno di una mano, anzi tutte e due. Quelli sono venti e belli grossi, boni po fundi a Santu Ingiu! Un paio di lame e il carattere tosto di una sarda doc è quello che ci vuole! De amigos est bonu a nd’haer finzas in domo de su diaulu.

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                1. la Jana mala! Eccola qua, è nato un personaggio nuovo! L’unica cosa che manca è darle un aspetto fisico: se vuoi darmi quache indicazione io segno e poi lo scribacchino ci metterà del suo. Puoi scommetterci che ci metterà del suo.

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                    1. Sin City certo! Pensa che mi ero già fatto un’idea simile anche se non ispirandomi a questo bel film…Siamo sintonizzati sulla stessa linea. Bene, veni, vidi, scribit.
                      Vedo come evolve e ora so che posso chiedere aiuto a un’altra disponibile amiga!
                      Grazie

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    1. Diamine sono diventato così prevedibile?!?!….:))))
      C’è baruffa nell’aria (cit. pubblicità di taaaanti anni fa).
      Sì, tu sei nuovo di qui quindi posso ripetere uno dei mantra dell’Oste e Narciso (più di Narciso in verità, ma l’Oste gliel’ha sgraffignato): “A El BaVon Rojo nulla è come appare”.
      C’è sicuramente baruffa nell’aria e a quella mandria di yankee non gli spunta sicuramente “il fiore in bocca” .

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  3. È sempre così, mi vesto da figlia dei fiori “peaceandlove” e finisco a peggiore vajassa dei peggiori quartieri. Riesci a centrare la mia essenza perfettamente, io amo tutti ma guai a calpestarmi i piedi… Ti trovi incatastato in un angolo senza neanche sapere quando 😆
    Nessuno può mettere tiZ in un angolo; dincell a Zeus che amma fá nu poc e nu poc.. che solo co’ l’heavy mi vengono i chiodi in fronte.
    E poi qui a batmancitO un poco di musica SoulJazz scalda i cuori dei nostri gringoS.

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    1. La reginetta (e non c’entra Patrizia e nemmeno Baia Domitia) del palco di El Bavon Rojo sei tu. La nostra vocalist preferita e indiscussa. Narciso poi è proprio intransigente. Certe canzoni le può sentire cantare solo addu te!
      L’accordo è sacrosanto: a mezzanotte scegli tu cosa cantare. Ho però l’impressione che la mandria di mangia-hamburger-formato-XL non apprezzi tanto per la musica nera…E’ una mia impressione eh, ma io mi fiderei dell’Oste: quando entri, ti squadra senza che te ne accorgi e sei schedato 😉 A volte prende degli abbagli epocali, ma ci azzecca il più delle volte.
      Vedrai, vedrai…
      Narciso all’Oste: “è arrivata Santa Lucia!”

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        1. tiZ tu o’ssaje che non mi piace la violenza e me piacesse ‘sta quiete quiete. Po’ chi ripaga tute ‘e seggiulelle e i tavule ca’ scassano?!? Però…’sta serata co’ tutte sti signuri tatuate e femmene pittate…tengo ‘nu strano sentimento, nu pre-sentimento…Brutto brutto assaje. ‘Ca fossero sule mazzate e segge scassate, ce mettesse ‘a firma!

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    1. Duciamo che l’amico ha bisogno di una mano perché nell’aria c’è qualcosa di strano. Poi vedi un po’ se nel mezzo di una serata tranquilla piombano in massa degli ariani (non vegani eh) e tu che fai?!! Ti organizzi per una degna accoglienza.
      Comunque compadre, attento osservatore, hai ragione: non ho resistito a dire come la penso su fatti di recente attualità negli USA. Piuttosto che mettermi in ginocchio durante l’inno, in ginocchio ci finiscono loro a recitare l’atto di dolore (e 30 Pater Noster e 30 AveeMmatia non glielo toglie nessuno!)

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      1. In ginocchio o meno, il papero non tollera contestazioni. Piuttosto che votare questo tizio mi sarei cucito le mani nelle tasche. Ancora adesso mi chiedo come abbiano fatto così tante persone a votarlo. Ma so che non ci sono risposte: anche noi abbiamo avuto il nostro pagliaccio al comando……

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    1. La poltrona sacco guai chi la tocca, è uno dei pochi posti “riservati” in questa taverna “siediti dove ti pare e se hai fretta meglio che vai da un’altra parte (se ne trovi una in questo posto dimenticato da Dio)”.

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    1. Hai visto He spettacolo la Jana Mala! Come e spuntato fuori un altro personaggio dallo scambio con Liza? Fantastico! Amo questa commistione tra il racconto che scrivo e ciò che mi restituiscono gli altri blogger aficionados. Non è una storia, sono vasi comunicanti di rivoli di racconti. Hasta luego mi linda Mariluf.

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  4. Pingback: Batmancito [Indice] – Pictures of You

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