Piccole storie di soldati piccoli

18 giugno 1815, Waterloo. Fanteria francese.

A sinistra il tamburino Fransuà (François, per francofoni), a destra il trombettiere Pascal (Pasquale, per i francofobi).

Fransuà: “Nè Pascà ma la vuoi smettere con questo strazio?!?”

Pascal:”Jamais! Faccio il mio dovere di vero soldato patriota! Le jour de gloire est arrivé !…Pensa a rullare tu!”

Fransuà continua a rullare e risponde:

“Rullare, sì rullare…mon frère (trad. dal francese al napoletano: “bello d’o’frà”) ‘na canna ti dovresti rollare così ti rilassi. Écoute-moi! (trad. dal francese al napoletano: “Sient’a mme!”) 

Pascal non lo degna di uno sguardo e continua a soffiare nella tromba.

Fransuà continua a rullare e pensa:

“Ho deciso: stasera faccio rapporto al Comandante e chiedo di essere sbattuto in prima linea! Meglio il rischio di una pallottola che la sicurezza di morire sordo!”

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62 pensieri su “Piccole storie di soldati piccoli

    1. Il nostro dialetto ha diverse parole di origine francese, no? Poi è vero, risente del fatto che tutto si è svolto non proprio a Waterloo, ma casa mia…anche se dopo certe feste dei miei nanerottoli ci va molto vicino a Waterloo a battaglia finita.
      Purtroppo è una produzione a basso budget: due centimetri.

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        1. Ti ringrazio anche a nome di Fransua’ e Pasca’. Si sono montati la testa e dicono che vogliono farne una serie. Non ci sono più i soldatini di una volta (certo perché i miei genitori li hanno regalati tutti a quel bambino…)

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    1. Se continua così il buon Pasca’ temo che quella tromba gli attirerà non solo l’antipatia dei suoi patriottici commilitoni, ma anche qualche bordata di batteria dall’altro lato del campo di battaglia. Uccidere la musica è un crimine contro l’Umanita’!

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            1. Mentre preparo qualcosa qui nella cucina della taverna, tu serviti da solo. Le bottiglie di tequila sono sotto il bancone e vedi bene che in fondo – dietro un muro di bottiglie di cerveza vuote c’è un piatto di tacos y tamales con enchiladas…Non ti mangiare tutto eh, Natciso se l’era messo da parte…

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                    1. Jugo de cana come se piovesse, conpadre! Dimenticavo: Narcisiello è si “umano” ma diventa una bestia se gli mangi gli ovetti Kinder. Conpadre, semmai ti offrisse parte del suo ovetto di cioccolato vuole dire due cose: o è segno di profonda gratitudine (per ragioni tipo gli hai salvato la vita); o ti sta mettendo alla prova: se accetti quel mezzo ovetto, ti bolla come “persona indesiderata”. Ti ho avvisato, compadre 😉

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                    2. No llores compadre! Lo sai bene che è un modo di dire. Dunque non insistere affinchè si soddisfi il tuo narcisismo con più elogi che a Narciso: si sa che sei tu il deus ex machina che agita magistralmente personaggi di favola

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                    3. Non ci conosciamo di persona, ma pare che mi conosci molto bene :).
                      Più che narcisismo, di Narciso ho usato la molestia provocatrice…e ne ho ottenuto una piacevole conferma reciproca di legame che va oltre l’ostacolo dello schermo e della lontananza.

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                    4. Asì es compadre: pur nella penobra data dallo schermo luminoso del monitor, ci si riconosce
                      compagnia dell’anello, quella dai legami stabiliti dall’empatia e da un vissuto per molti aspetti comune…

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    1. Non credo la Marsigliese e nemmeno un assolo jazz, ma un’interpretazione personale dei vari ordini per fare muovere i manipoli del battaglione di appartenenza. Pare – dati storici a supporto non ce ne sono – che la responsabilità della disfatta non sia tutta da ascriverai a Napoleone…

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  1. ahah Mi provochi spasmi muscolari (uno dei tuoi pezzi migliori). Quei soldatini li avevo, li mandavo a farsi massacrare sul fronte (o sulla fronte, visto che poi con l’incazzatura ce li tiravamo), perché per i bimbi la guerra è una cosa essenziale, mentre la vie n’est que de l’ennui ou de la crème fouettée. Appost anche da grandi facim a guerr.

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    1. Bene, sei entrato nello spirito Franco-Parrenopeo dell storia. Sono particolarmente contento che ti sia divertito visto che è uno dei miei pezzi più brevi. A chi mi dice che sono prolisso e logorroico, mostro un braccio alzato con le cinque dita serrate a pugno mentre l’altro braccio e’ appoggiato sull’incaco interno all’altezza del gomito, tie’! (Lo so, potevo scrivere “faccio il gesto del l’ombrello ma vuoi mettere la soddisfazione che devono sciropparsi tutta la descrizione anatomica-muscolare?)
      Allora tocca incontrarsi per darsi battaglia a botte di calici pieni di un liquido rosso rubino, che non è sangue dei campi di battaglie, ma sangue sacro della vite…e della Vita! Fuck The War!

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      1. nel Medioevo dicevano fare le fiche (anche Dante le faceva fare al povero Vanni Fucci), ergo gesto dell’avambraccio più che legittimo. L’articolo breve, lo sai bene, funziona in rete meglio di uno lungo. Ma il tuo è un blog molto tecnico (e sì, caro Claudio) e insomma si attaccano al (gesto della mano sul pacco). E’ bello leggerti e va bene così. Ci vediamo in enoteca, questo è sicuro

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          1. 1) la tua è una scrittura apparentemente istintiva; in realtà ci hai lavorato ma non lo fai sentire.
            2) gli argomenti sono leggeri in superficie, ma se vai a grattare (e io gratto, eh) c’è una consapevolezza (lo dico, dai) storica e culturale. Parti dal pallone e gli fai raccontare un mondo. E la cosa ti diverte e imbarazza (e più t’imbarazzi e più io mi diverto, ne)
            3) solo chi è profondo ama la maschera (non ricordo se l’ha detto Nietzsche o Balotelli) e la tua sa di una lingua che ha bevuto roba buona (alcolica credo)
            E tanto altro, ma qua mi fermo, perché il passo verso la pederastia (da parte mia) sembra dietro l’angolo, ed entrambi ci abbiamo famiglia

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            1. Azz’ e ri-Azz! Uno spiegone con i contro-cazz! E io che mi aspettavo una lapidazione a ghiaia fina e invece questa è da incorniciare. Tocca smontare il salotto farci costruire un camino, comprare una capa d’orso e di cervo impagliati, una decina di coppe e trofei e poi attaccarci su questo commento incorniciato.
              Grazie OnGianca’. I giri di vino so’ddue a mio carico.

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  2. Ormai hai trovato il filone d’oro dentro i soldatini di plastica 😀 se mi metto a pensare ai dialoghi che facevo, nelle trincee della mia mente, penso che tirerei fuori il Grande Romanzo di Guerra 😀 peccato che non mi ricordo proprio niente, perché poi si suonava la carica e arrivava la merenda 😀

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    1. tapi o tappi? Questo il dilemma per il correttore…e puntualmente non ci capisce un tubo! Al correttore lo metterei al muro e vai di fucilazione senza manco l’ultimo errore come ultimo desiderio!
      PS: Si per GB 92 minuti di applausi in piedi sul bancone…

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