Giovedì gnocchi

Da “Priscilla, la regina del deserto”

Questo post non si pone l’ambizioso obiettivo di scoprire il mistero del più classico dei menu del giovedì. Da un’insulsa usanza, un titolo insulso per un post insulso. Navigante avvisato.

Giovedì, oggi è giovedì…un’afosa, soffocante sera di un giovedì di agosto. Porca miseria è già giovedì! E’ già quasi trascorsa una settimana delle tre di ferie, dopodiché ritorno al lavoro, al delirio metropolitano, alle polveri sottili, al parcheggio all’O.K. Corral, all’emergenza idrica, alle “bombe d’acqua”, ai tombini tappati e le vie allagate. Sempre che decida a buttare un po’ di pioggia su questa riarsa terra. Angeli stitici? Giove Pluvio con problemi di prostata?

Il riscaldamento del pianeta, di cui già si parlava quando ero ancora dietro un banco di scuola, abbiamo scoperto essere una “bufala”, un “fake” per dirla come quel faccia di cool del Presidente degli Stati Uniti d’America con i capelli più “fake” che un parrucchiere abbia mai creato e con un programma di politica interna ed estera che speriamo si riveli davvero un “fake”. Previsioni del tempo in Corea del Nord: perturbazioni in arrivo, previste abbondanti precipitazioni di tritolo e altri metalli pesanti. Speriamo che le previsioni del tempo non ci azzecchino.


Una sera perfetta per rispolverare la fida tastiera e riprendere la ginnastica per i polpastrelli e per il vostro cervello-cuore-viscere. Eh sì…la mia ormai ha assunto la caratteristica della missione. E come ogni buon (?) prete durante l’Inquisizione (non chiamatela “santa”), certo di essere nel giusto, mi darò a ogni efferatezza pure di raggiungere lo scopo: la conversione. O meglio, il tasso di conversione. E questa è sicuramente la prima efferatezza: costringervi a leggere qualcosa di diverso da post suppost-amente interessanti, scartoffie di lavoro, scontrini fiscali, bollette dell’ elettricitàcqua e gasse (L’arrotino docet).

Potete rifugiarvi nei bigliettini dei Baci Peugina, ma vi dò una cattiva notizia: non ne troverete sugli scaffali dei supermercati poiché il caldo ne danneggia il gusto e le proprietà organolettiche (?!?…ci stava bene, qualsiasi cosa voglia significare) quindi nel periodo estivo la nota marca non produce né distribuisce questi cioccolatini (letali come armi per levarvi di mezzo un conoscente rompi-balle e allergico alle noci e nocciole). Se ne avete scorte, anche squagliate da qualche parte di una credenza o cassetto, siete salvi.

Fermatevi un attimo, leggete questa righe – anche se non sono proprio sicuro di essere così laconico – perdete due-minuti-due per rispondermi e otterrete una di quelle pause che neanche Pocket Coffee o il Duplo sa darvi. Cosa dovreste rispondermi se non ho chiesto né – orgogliosamente lo ammetto – espresso un solo concetto degno di attenzione di un vostro neurone, sebbene ridotto come un orso polare allo zoo, spiaggiato sulla sua banchina di finto ghiaccio in un pomeriggio d’agosto?

Seguite l’onda delle mie dita che annaspano nel caldo umido ed evitano mosche e zanzare come un pilota di un caccia evita i proiettili vomitati dal nemico che lo tallona a ore sei. Dita trotterellanti sulla tastiera come un criceto impazzito dal caldo: galoppa sulla sua ruota per avere un po’ di sollazzo dal vento che produce lo spostamento d’aria.

Dite la verità? Non sentivate la mia mancanza…eppure è parecchio che manco dalle parti del mio scassatissimo buco in Via WordCess..Dove mi trovo in vacanza non c’è Uai-Fai, il segnale 3G arriva razionato come l’acqua in molte parti d’Italia, il vetusto Edge si ringalluzzisce e ogni tanto credo che mi alzi contro anche il dito medio, visto che sullo schermo appare la “E” e… …. basta: rete inesistente. Per pubblicare questo post, che sto scrivendo su un notebook stravaccato sul Sacro Dondolo, sperimenterò di nuovo l’ebbrezza dei miei primi passi sulla Rete: modem 14.400 baud (sui 14 Kbyte), il suo fruscio gracchiante e col caz…pito che navigavo! Fino a quando non ho scoperto cosa fosse il “trumpet” in WinPus 3.1 Lavorodigruppo (e il Santo Marco amico mio). Dopo tale scoperta, che per me ebbe lo stesso valore della rivelazione di un Segreto di Fatima che va dal Quarto in poi a vostra scelta, riuscivo a scaricare un’immagine di Victoria Silvstedt in topless (sai che novità) in circa un quarto d’ora. Anche scarso, va’!

L’Oste di questa webbettola è scomparso per una settimana e ora rispunta con questa insulseria (=salsamenteria di insulsaggini) poiché l’infame lavoro l’ha risucchiato fin dentro le mutande (l’orchite non è ancora considerata una malattia da lavoro, ma dovrebbe esserlo), è stato bocciato per l’ennesima volta alla prova costume (omme ‘e panza, omme ‘e sustanza) e la vita sociale – se di sociale c’è qualcosa nello scrivere su un computer ad anime affini, per lo più mai conosciute – è praticamente pari a zer0. A meno di omologare come “sociale” anche la frequenza forzata con colleghibarracolleghe…alcuni anche parecchio stronzi. Barra stronze.

L’estate romana è una stagione magnifica per girarla. Credo di avere girato a Roma più quando vi avevo interessi sentimentali e facevo il pendolare d’amore da Napoli, piuttosto che in questi lunghissimi quasi due decenni di permanenza e residenza acquisita.
Non è che voi ve la passiate meglio perché, a giudicare dalla vostra assenza misurabili in commenti, stellette e visite ai post (tip del blogger-vecchio ai blogger-niubbi: vanno alla grande le visite sulle traduzioni delle canzoni), siete parimenti impegnati. Speriamo in faccende più allegre delle mie. Non che mi voglia lamentare, ma non c’è nulla che in questo periodo mi abbia colpito tanto da rimanere indelebilmente scolpito nella mia già molto volatile memoria tanto da potervi rendere partecipi, volenti o, meglio, nolenti. Non c’è veramente granché ma il piacere di una chiacchierata con gli amici vale bene il tempo perso qui alla tastiera…se poi riuscite a battere un paio di colpi a caso su una tastiera altrettanto a caso sarebbe davvero un regalo gradito. Lasciate perdere ogni buon proposito natalizio tanto Babbo Natale…i regali li porta lo stesso.

Vostro-vorticoglionamente-Red

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59 pensieri su “Giovedì gnocchi

  1. Dopo circa due settimane di altoforno… a Cagliari è arrivato il vento!
    Il mondo è ancora un posto pieno anche di brutte cose, ma c’è il vento e io sto bene!
    Spero che il vento resti per sempre qui, sono disposto a ospitarlo. Gli lascio il mio letto, tanto mi sono abituato a dormire per terra, col caldo di questa urenda estate!

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        1. Qui oggi vento e il mare si sente da lontano che è in burrasca. Al sole comunque si schianta già a quest’ora.
          Ah le pizzelle fritte di mamma’ sono eccezionali. Non c’è n’è per nient’altro su questa terra. Io ho provato a emulare la tradizione riuscendo nell’intento almeno di avvicinarmi a Fritta, la divinità domestica di cui mia mamma è gran sacerdotessa. Ora che ci penso sono fuori allenamento, dovrei rimettere le mani in pasta.

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            1. Mamma ne ha messe da parte qualcuna: preferisci il ripieno di mozzarella, salame napoletano è una spruzzata di pepe; oppure ricotta, salame e pepe; oppure semplici con pomodoro fresco e basilico; se posso consigliarti, la colazione la inizierei con il dolce: bastoncini di pizza fritta rotolati nello zucchero (versione ricca del pane bagnato e zucchero). Poi passi al salato.

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    1. E sudaticce. Il povero putto sta tirando giù tutto l’Olimpo e leva canti blasfemi a qualche divinità feroce ittita. Io provo a confortarlo che si deve godere le sudate ferie…ma alla parola “sudate” si incavola abbestia.
      Stasera proprio grande trionfo di pizzelle fritte ripiene di mamma’! Ora si va a nanna così le 4 ore passano e domani faccio concorrenza all’uomo-in-ammollo.

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        1. Acidi grassi e polinsaturi?!? Oh ma mamma le frigge nell’ojo bbbono de mamma mica nell’olio malvagio di palma…e poi lo vuoi fare lavorare un po’ il fegato. Si annoia poverino 😉
          È l’unica ricetta di mamma’ che ho voluto imparare: una tradizione da tramandare di padre in fritto…eh figli

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            1. Touche’! Faccio pubblica ammenda (tanto qui non è che ci sia ‘sto gran passaggio) e la prossima volta non avrò remore sapendo che il fritto è amico della mia carcassa.
              Quando torno a casa a Napoli, varco l’uscio e sento l’odore di fritto di mamma’, mi sento veramente a casa. Mi casa es mi fritto.

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    1. Bentrovato! Oh pare che l’insulseria abbia funzionato! Il che mi rallegra. Poi la notizia dei 26 gradi meriterebbe una festa fino all’alba! Qui siamo a 40, prova a scendere a 37 ma poi risale. Stasera leggera brezza che quasi quasi dormo qui in terrazzo.

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        1. Se pensi di andare in Messico, batti un colpo…qui sono appena alla 27 puntata del mio viaggio in Yucatan e Chiapas. Trovi anche altri spunti più vicino nella sezione “Si, viaggiare…”. Mi casa es tu casa (è il motto di questa webbettola)

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  2. Red oggi è il primo giorno che si respira un’aria vagamente europea qui nella capitale. Pensa, sono in pausa pranzo davanti al PC con il condizionatore spento e la finestra aperta. Impensabile fino a ieri. Che si abbia lasciato l’africa? Chissà. Vedremo quanto dura.
    Per il resto tutto nella norma, la mia norma, che tu sai è complicata, presto ne svelerò li segreti anche su lo web ma si sa la scaramanzia non è mai troppe neppure per un uomo del nord come me! 😀

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  3. Le mie vicissitudini lavorative le sai, allora dico solo che scorsa settimana c’era un caldo africano che metà ne bastava (e da ieri ci sono 20 gradi – uno sbalzo termico di quasi 20 gradi in un giorno…). Tutti i turisti arrivano qua pensando di trovare refrigerio e via dicendo, invece si sono trovati in un calderone bollente e infernale.
    Le bestemmie che non ho tirato… visto che al lavoro l’aria condizionata è inesistente e l’odore d’ascella pezzata incomincia a diventare il leit-motiv dell’entrata dalla porta.
    Domani esco con un post intelligente dopo giorni di vaghezza. Decente si fa per dire, ma volevo bullarmi un po’.
    Teniamo duro Oste, che l’autunno sta arrivando.

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    1. Arriva l’autunno? Ma non esistevano più le mezze-stagioni?
      Certo che l’ascella pezzata come leit motiv non fa immagine a meno che lavori in un’azienda che inventa deodoranti…incateniamoci al timone e barra dritta. Narci’ scendi dalla coffa che quaggiù c’è bisogno di te al pappafico!

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    1. Ritengo del tutto involontario è quasi un fortuito “incidente” il fatto che la lettura di qualsiasi mia “cosa” (che “scritto” mi pare troppo altisonante) possa procurare gioia er laetitia;) in particolare poi questa “cosa” scritta inseguendo Quel gran perla di Icaro (gli voglio bene eh)…sono perciò assai contento di averla allietata. Ciao GelsoBianco (ne avevo un albero in giardino, amo i suoi frutti, ma è una storia lunga)

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      1. gelsobianco

        E raccontami, se vuoi, la storia del tuo gelso bianco. 🙂
        Questa tua “cosa” mi ha allietata, sì.
        “il piacere di una chiacchierata con gli amici vale bene il tempo perso qui alla tastiera…se poi riuscite a battere un paio di colpi a caso su una tastiera altrettanto a caso sarebbe davvero un regalo gradito.”
        Ecco, spero che il battere sulla tastiera ti sia risultato gradito.
        Ciao Red.
        Ti sorrido
        gb

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  4. Sembri una di quelle fresche ventate che sfugge dal polo nord per giungere fin qui in gran segreto. Solo che non sa la grande fame di fresco che c’è da queste parti, e finisce per essere consumata in poco tempo… Ahi compadre que calor!… Meno male che c’è il tuo lieve frusciare di parole ventose e fresche…..
    Buona continuazione di vacanze…

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    1. Compadre mi ricordo di un caldo così asfissiante solo in Yucatan! E non ho nemmeno un’amica su cui buttarmi a peso morto. Se ti ho portato un po’ di “frescura” con queste chiacchiere, sono state ben spese. Ahimè – dici bene – l’effetto è di brevissima durata. Buone vacanze anche a te.

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      1. Mi pare che, qualcuno, cantasse: la calunnia è un venticello… Ma io direi: il tuo post è aria fresca ventilata negli androni asfissiati dall’afa di wp…
        A parte il fatto che non sapevo che l'”amica”, buttandocisi addosso a peso morto, possa ingenerare freschezza, piuttosto che infiammare ancor più il caldo infernale dell’atmosfera… eheheheheheheh!!!! Compadre: mi mandi più fuori di testa del solito, forse si tratta di refuso e tu intendi amaca, piuttosto che amica!….Ahahahahahahah!!!!!!!!!!

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        1. Ahahahah! Il correttore del dumbphone ha evidentemente le turbe giovanili di estati del tempo che fu (per me)! Più che refuso direi un lapsus (io sono sempre più convinto che il correttore sia ormai un’intelligenza artificiale senziente ai primi vagiti…finiremo tutti come nel film Terminator…)(…e io ve l’avevo detto)

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