Un Santo patrono dei blogger?

Roma – Palazzo della Civiltà Italiana (foto da web)

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”, le virgole le ho aggiunte io. Questa la famosa frase scritta sul frontespizio del Palazzo della Civiltà Italiana, situato nel quartiere EUR di Roma, noto anche come “Colosseo Quadrato”.  In realtà, a essere famosa non è tanto la frase originaria ma la sua esemplificazione: “Italia, patria di santi, poeti e navigatori”, più sbrigativa e decisamente più “2.0”.

Senza chiamare in causa tutti gli Stati Generali e perfino i “trasmigratori”, mi limito ai santi, tralasciando poeti e navigatori poiché, nel caso dei poeti, ci è sempre stato detto che “con la cultura, l’arte e la bellezza non si mangia”; nel caso dei navigatori il disastro della nave Concordia suggerisce un rispettoso silenzio per le vittime e la damnatio memoriae dello scellerato comandante. Rimangono i santi.

Non è la prima volta che in questa webbettola si scrive di Paradiso e si tirano in ballo i santi (e non solo per evocarne a sproposito i nomi dal calendario). In La Fine del Mondo e De Pretore Vincenzo e la festa del papà  mi sono avvicinato alle più alte sfere celesti con garbo e rispetto, un pizzico di ironia e ciò che mi è rimasto della Fede. Riconosco che il mio approccio sia poco ortodosso, tuttavia di estremo rispetto. Chi dovesse sentirsi offeso, mi cancelli dalla cronologia così da non incappare più in questo lido sperduto tra i marosi di Internet, ma – abbiate pietà voi che dite di esercitarla –  non infognatemi lo spazio dei commenti con invettive, caccia-alle-streghe, sante-inquisizioni(che di “santo” non avevano nulla) perché altrimenti mi costringete a citare Ezechiele 25.17:

“E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”.

Versetti che voi uomini timorati e pronti a imbracciare la spada al grido “Dio lo vuole!” (‘sta frase non mi è nuova…) sapete benissimo essere di pura invenzione nel film Pulp Fiction e che Ezechiele – se potesse – non esiterebbe a definire “fake” o “bufala” sulla propria pagina dei social network più diffusi. Tuttavia, come Oste e “admin” di questa webbettola quoto Ezechiele e ne applico gli insegnamenti.

Spero perciò di avere sgombrato il campo da fraintendimenti, anche in ossequio a ciò che la nonna paterna mi ha sempre consigliato:“Non è buona educazione iniziare a parlare con una persona appena conosciuta di religione, sesso e politica”. Sarà pure buona educazione, ma se escludo questi tre argomenti, ho una fortissima limitazione al solo iniziare un colloquio con chicchessia, visto che capisco poco o nulla di calcio e non guardo mai le previsioni del tempo.

In Italia, patria di santi, gli onomastici si festeggiano soltanto al Sud e ormai è diffuso un certo “barbarismo” anche nei nomi di battesimo. A parte i nomi di seconda generazione delle famiglie di immigrati, vi è una consolidata tendenza a dare nomi di origine straniera. Quindi, niente onomastico nemmeno sei sei meridionale.

Graduatorie nomi più diffusi 2015 Fonte Istat: https://www.istat.it/it/prodotti/contenuti-interattivi/calcolatori/nomi

Nomi maschili più diffusi nel 2015 (fonte: Istat)

Nomi femminili più diffusi nel 2015 (fonte: Istat)

Il passo dai “santi & onomastici” ai “santi protettori” per me è stato semplice e immediato come un collegamento ipertestuale. In Italia i santi protettori sono quasi 12.000!

In questa folla di santi protettori, ve ne sono alcuni davvero curiosi:

San Giuseppe da Copertino protegge aviatori, passeggeri di aerei e astronauti perché si dice levitasse per le continue estasi;  San Lorenzo martire, bruciato vivo steso su una graticola è il protettore dei rosticcieri, cuochi e pompieri; San Gabriele “Annuciaziò, annunciaziò!” è il protettore degli edicolanti, lavoratori delle poste e telecomunicazioni; Santa Veronica, che avvolse il corpo di Gesù nel sudario su cui sono rimaste impresse le sue  fattezze, protegge – indovinate un po’?  –  i fotografi.
San Cristoforo è un’autentica autorità in materia di protezione: invocato sia in occasione di gravi calamità naturali sia per la protezione da disgrazie “spicciole”, trasportò Gesù sulle spalle e quindi protegge i postini, i facchini e tutti coloro che hanno a che fare con il trasporto, anche gli automobilisti. Sant’Antonio abate , ritratto spesso con un maiale vicino, è protettore degli animali domestici poiché quando dal XI secolo fu vietato di fare pascolare liberamente i maiali in città, gli Antoniani furono gli unici a esserne dispensati affinché potessero continuare a ricavarne cibo e unguenti per i malati. Infine, Sant’ Onorato di Amiens…tenetevi forte! Poiché è francese il suo nome originario è Saint Honoré …ed è il protettore dei pasticceri! E pure dei fornai.

Tra tutti questi santi protettori è mai possibile che non ce ne sia uno per tutti noi blogger?

Così ho scoperto che, secondo alcune fonti cattoliche, il santo patrono dei blogger esiste e lo si fa coincidere con San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e proclamato Dottore della Chiesa.

San Francesco di Sales [foto da web]

François de Sales, nato a Thorens-Glières il 21 agosto 1567 e morto a Lione il 28 dicembre 1622, durante l’apoteosi del Calvinismo aggressivo, si dedicò alla predicazione escogitando il metodo dei “manifesti” o “memoriali”, ovvero dei foglietti che affiggeva ai muri e alle porte oppure recapitava personalmente alle famiglie, attraverso i quali spiegava le verità di fede, non disdegnando la polemica con i protestanti. In questo modo, riusciva a raggiungere anche i fedeli più lontani.

Francesco di Sales quindi è un evangelizzatore che, pure di fare giungere il suo messaggio, utilizzava i “nuovi media” dell’epoca: fogli stampati, facili da leggere, e distribuiti nelle case del popolo. A metà del Cinquecento erano disponibili più di 9 milioni di libri, prodotti da più di 1700 tipografie in tutta Europa. La diffusione di una nuova tecnologia, la stampa a caratteri mobili, non era mai avvenuta in un modo così rapido e ampio; un fenomeno simile si ripeterà solo nell’Ottocento con la Rivoluzione Industriale.

Il vescovo di Ginevra fu fonte d’ispirazione di parecchie congregazioni, in particolare la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco, la cui missione è prevalentemente rivolta alla crescita e all’educazione delle giovani generazioni e, in speciale modo, dei figli delle classi meno abbienti. Nell’opera di Francesco di Sales si può individuare passione per la comunicazione, intento di coinvolgere e di fare partecipare, una missione incentrata sulla formazione. Sono di fatto elementi tipici del giornalismo moderno.

Così Francesco di Sales, beatificato e canonizzato a tempo di record (1661-1665), viene proclamato nel 1923 da Papa Pio XI: “patrono dei giornalisti” e di “tutti quei cattolici che, con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina”.

Due aspetti della sua opera sono essenziali e caratterizzanti: Francesco non evitava di entrare in polemica con i protestanti e utilizzava questo nuovo metodo dei “fogli volanti”.

Diverse fonti cattoliche sparse per la Rete gli hanno attribuito, perciò, un riconoscimento che definirei da “santo protettore 2.0”: più che patrono dei giornalisti lo considerano come patrono dei blogger (cattolici).

“Due punto zero” è una locuzione “utilizzata per prodotti e gadget tecnologici, ma anche, in senso sempre più estensivo, di qualsiasi entità che sia all’altezza della modernità tecnologica” (cit. Treccani.it). Come Francesco di Sales alla sua epoca, così oggi i blogger veicolano attraverso la Rete i loro messaggi su argomenti e con approcci che non trovano spazio nell’ortodossia e nei rituali dei mass media. Anche i blogger, come Francesco, non disdegnano la polemica (nel suo significato non spregiativo e più comune) e – nei limiti del rispetto reciproco e a esclusione di troll – si impegnano non di rado in dibattiti e scambi di opinione nello spazio dei commenti (sempre lode sia ai commenti. Amen!).

Chiaramente tali fonti cattoliche si riferiscono ai blogger cattolici, ma mi pare tranquillamente estendibile anche a quelli non cattolici, quando vi sia onestà nella ricerca e proposta delle informazioni, umiltà e rispetto nei confronti dell’altrui pensiero, passione genuina per la condivisione vera (da distinguere dall’utilizzo selvaggio del “condividi” su Facebook). A unire cattolici e non, viene in soccorso San Paolo nella Lettera ai Filippesi (Cap.2 – 3,4)

“[3]Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, [4]senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri.”.

Tuttavia, anche come cattolico, mi rimane indigesto questo rimarcare il fatto che San Francesco di Sales sia considerato santo protettore dei blogger cattolici. Non fa parte della cultura inclusiva e libera di Internet 1.0 (cioè degli inizi di questo medium), ancorché di quella cristiana cattolica che mi hanno insegnato.

Pertanto nel rispetto degli insegnamenti di San Paolo, ispirato alla biblica saggezza e sapienza di Salomone ed evitando di alimentare inutili saint-flame-war  dal puzzo inquisitore, propongo io un santo patrono di tutti i blogger:
Sant’Antonio di Padova.

Se proprio ci tenete a conoscere le motivazioni di questa mia proposta, vi do’ appuntamento a breve su queste pagine con l’ennesimo sproloquio dal titolo:
Sant’Antonio 2.0, una storia di catene e protettori.

Che Sant’Antonio mi protegga!

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