Andale ad Andalo


La neve. Avete presente la neve? Quella che deve fioccare a Natale per forza pure se sei a Pantelleria, altrimenti l’atmosfera natalizia va a farsi benedire. La neve non è il mio ambiente. Io definisco la neve: ambiente ostile. E non esagero.

Percepisco la neve come un ambiente ostile.

Il fatto che abbia natali partenopei, forse, ha influito, ma non da farlo sfociare in un’avversione così fondamentalista. La verità è che il mio ideale di vita è quasi inconfessabile in una società che riconosce nei soldi accumulati e negli status lavorativi le principali misure del successo e della felicità. A me non me fotte: mi vedo in riva al mare, una camicia di lino o una waikiki coloratissima, una mutanda fiorata e basta così.

Per quanto irrealizzabile e bollabile come “infantile”, potete comprendere quanto il mio ideale di vita cozzi contro l’ambiente freddo e innevato.

Aggiungiamo che il ghiaccio è pericoloso anche se stai fermo…Io sto alla neve come uno stambecco sugli scogli abbasc’a Margellina.

Ebbene se scrivessi che nel mezzo del nostro viaggio messicano, perdetti la diritta via che era smarrita e finii su un treno per Andalo?

Poco male, penserete: Andalo sarà da qualche parte sperduta dello Yucatan. Niente di più sbagliato.

Andalo, pensavo anche io, di primo acchito,  fosse in Messico, ma poco mi bastò per capire che era un infame trabocchetto: sono in viaggio per Andalo, in Trentino, con tutta la famiglia per la classica delle classiche tra le vacanze invernali, la Settimana Bianca, la mia prima settimana bianca alla venerabile età di quasi 49 anni!

Dovrei sentirmi un fortunato a potere permettermi questa vacanza e lo sono! Ma la sensazione, che affiora spontaneamente, come l’olio sull’acqua, è proprio quella della gazzella finita a casa del leone.

Non vi dirò che “da giovane ho fatto parte della Valanga Azzurra” (cit. Fantozzi), anzi chiarisco subito che non ho mai messo ai piedi uno sci, figuriamoci due, e non ho intenzione, ne’ oggi ne’ domani, di lanciarmi in discesa su una lastra di ghiaccio compatta su due miserabili assi, detti “sci”, in un precario equilibrio, che in Natura non hanno nemmeno i pinguini. Le foche si trascinano sulla pancia e, nel migliore dei casi, finirei come questi mammiferi marini. Il mare ritorna. È più forte di me.

Non mi convincerete che sciare è una sensazione e un’esperienza da provare. Vi credo. Tuttavia, non ne sono attirato.

“Te la fai sotto!” questa è la verità. In parte confermo, ma in tempi antichi, quando ero giovine, amavo solcare i mari su un windsurf, giungendo a strambare laddove gli ombrelloni sulla spiaggia apparivano piccoli come pedicelli su un elefante. Scivolare su una superficie, cavalcare una gobba, la vertigine di vincere la forza di gravità, l’adrenalina della velocità, il pericolo di cadere sono sensazioni sperimentate ed esaltanti. Il windsurf non è roba da pavidi: cadere in acqua quando il suo colore è nero pece o infestato da banchi compatti di meduse o, ancora, a causa di una raffica in strambata, ricevere un albero in piena fronte oppure rimanere bloccati in mezzo al mare per un’improvvisa bonaccia mentre si alza tutto intorno un’inquietante nebbia fitta e densa (avete presente il film The Fog di John Carpenter?). No, non me la faccio sotto.

Insomma, ci hanno provato a convincermi in tutti i modi, ma la neve è ambiente ostile e lo sci non mi appartiene.

Ho deciso che questo momento della mia vita, che potrebbe finire in un crepaccio o sprofondato nella neve fresca con tutte le ciaspole, vada ricordato tra queste pagine. Sarà l’inizio di un infantile diario di viaggio di un marinaro ncopp’a muntagna? Non lo so. Per ora, mi accontento di esserci.

Muy bien, conpadres de blog, ahora andale ad Andalo!

Continua a Andale ad Andalo#1

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35 pensieri su “Andale ad Andalo

    1. Tu dici che devo continuare? Vediamo dai. Comunque a me la neve piace, sebbene non mi trovi a mio agio. Il freddo, il casino sulle piste, l’ambaradan per l’attrezzatura, la vestizione negli scafandri atermici non fa per me. La montagna che incombe mi inquieta.

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    1. La neve mi piace. A piccole dosi, ma mi piace. Mi è bastato ieri la fila per prendere al resto della famiglia l’attrezzatura per sciare per capire che è troppo uno sbattimento. Non fa decisamente per me. Vorrà dire che mi bombarderò di bombardini 😉

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  1. Pensa al divertimento dei due nanerottoli e la neve ti sembrerà sabbia bianca, come la pomice di Lipari.
    E salta sopra uno slittino se gli sci non ti regalano l’avventura!
    Buon divertimento e raccontaci poi com’è andata 🙂
    Un caro saluto da Affy

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  2. Campo invernale scout 1993 ‘ncopp a na muntagna sommersa dalla neve, bere e lavarsi agli abbeveratoi delle mucche, dormire in un garage con le finestre rotte e la neve che travolge nel sonno. l’ho talmente maledetta, ho talmente patito il freddo che manc se me pavano ci ritornO!!!!!!

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  3. La neve è lieve… spettacolare… puo farsi amare, ma anche sotterrare…
    Mai stata in settimana bianca… e a roma… tutta sta neve… io gli sci maaai!! Ma a pallettate magari! I miei cognati sono andati ad andalo in estate… si sono innamorati!

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  4. Ogni rischio ed ogni sfida ha il suo fascino.
    Non scio più da anni e ho surfato un paio di volte (senza vela, litigando tremedamente con la mia incapacità di saltare in piedi sulla tavola al momento giusto, con il guizzo giusto, per ore, fasciato da una muta salva-vita, giacché era dicembre ed eravamo in Toscana…). Vivo a stretto contatto con molti alpinisti. E’ una cultura, uno spirito, una malattia, una dipendenza, la montagna. Sciare su pista è divertimento, artificiale e un po’ complicato in effetti (le persone di cui sopra amano e praticano lo sci-alpinismo, ovviamente; anche molto più rischioso,tornando alla paura). E’ scimmiottare la montagna, volendo ben vedere. La “montagna”, quella di prima, è un’altra cosa.
    Io non amo il rischio in genere. Questa è la verità. Non c’è una forza che mi dice che vale la pena di rischiare la vita per salire su una vetta, o per gettarsi da una rupe e atterrare placidamente godendosi minuti da aquila, o sfidando le onde del mare in clima avverso (non c’è forza più implacabile).

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