Stop Making Sense. I Talking Heads hanno ragione.

Inserito nel lettore della PleistescionQuattro, la console ha smesso di avere senso come videogioco....This is 4 Everybody Loves Music!
Inserito nel lettore della PleistescionQuattro, la console ha smesso di avere senso come videogioco….This is 4 Everybody Loves Music!

Mentre ero in fase di revisione di un post sull’utilizzo di tag e categorie – mi sono cimentato in una roba nuova sul te(c)NNicoAndante-Moderato-con-ironia – mi cade l’occhio su un DVD. Il DVD è Stop Making Sense, un film concerto dei Talking Heads registrato live nel corso di tre serate al Pantages Theater di Hollywood nel dicembre 1983.

Segnalato dal compadre Silviatico in uno scambio di commenti, il mostro-spendaccione che è nel mio indice è stato liberato. In realtà, la spesa è stata ragionevolissima: circa 7 euro spedito dalla Germania nell’emporio dell’Amazzone italiana.

Il DVD mi era arrivato la settimana scorsa e fremevo di godermelo in piedi ballando sul divano, frittata di cipolle e rutto libero. I programmi di gloria sono stati più volte rimandati e ho visto le ragnatele formarsi intorno alla confezione. Allora, strafregandome della tranquillità familiare di un sabato mattina italiano, mentre riguardavo la stesura dell’appena partorito articolo teNNicoAndante-Moderato, mi è preso il raptus, ho inserito il disco nella PleistescionQuattro e…Si è fermato il senso di ciò che stavo facendo!

Le sole prime tre canzoni mi hanno comunicato uno stato crescente di esaltazione. Avete presente quelle attrazioni da Luna Park di una volta, la “Prova di forza”? Il gioco consiste nel picchiare con un martello il piedistallo alla base di una colonna per fare schizzre un peso il più in alto possibile fino al massimo segnalato da un ‘gong’: ecco, alla terza canzone il peso aveva fatto tre gong! consecutivi!

Già ero lì sul punto di mollare tutto e venirvelo a scrivere qui.

Ogni esitazione non ha avuto più alcun senso, è stata spazzata via quando ho visto uno dei miei due nanerottoli ballare sulle note di ‘Burning Down The House ed emulare le movenze di un David Byrne in una forma stellare. Tutti i musicisti sono in una forma stellare. Un concerto davvero fantastico, di quelli che ti viene il dispiacere, quasi la rabbia, di dire “Perché io non c’ero?!?”. Per fortuna ci sono i DVD (ne esiste anche una versione in Blu-Ray).

Per ora fatevi bastare questa anteprima, spero di ritornare con una senti-recensione. Non vi assicuro nulla. Forse pure no. C’è solo una cosa da fare: comprare e ascoltare Stop Making Sense dei Talking Heads.

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31 pensieri su “Stop Making Sense. I Talking Heads hanno ragione.

            1. I Talking Heads capitano a ciccio. Da una delle mie canzoni preferite Once in a lifetime:
              Letting the days go by, let the water hold me down
              Letting the days go by, water flowing underground
              Into the blue again after the money’s gone
              Once in a lifetime, water flowing underground

              Mi piace

              1. Liza

                lasciando che passino i giorni, fa che l’acqua mi tenga fermo
                lasciando che passino i giorni, l’acqua scorrerà sotto terra
                di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
                per una volta nella vita, l’acqua sta scorrendo sotto terra…
                “Once in a lifetime”.
                Stupenda

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  1. Nota: il regista è Jonathan Demme, non so se mi spiego…Il silenzio degli innocenti, Una vedova allegra ma non troppo, Qualcosa di travolgente, Manchurian candidate(quest’ultimo richiama molto l’elezione di Trump)…
    Que viva siempre Talking heads!…

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    1. Pensa che io invece ci sono nato, ma allora non c’era questa facilità nel muoversi. L’aereo era un lusso e i gruppi stranieri non è che bazzicassero il nostro Bel Paese data la carenza endemica di strutture adatte…non che oggi ce ne siano a bizzeffe. Milano è una piazza ben servita. Roma quasi quasi. Il Sud è rimasto così com’era. Vivevo a Napoli e il concerto degli U2 fu una specie di Evento mandato dal Signore. Biglietti finiti in un battere di ciglio. Andai fuori e verso la fine aprirono i cancelli in tempo per assistere alle ultime 3 canzoni. Che spettacolo!

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