Casa

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Questo non è un post, ma sono tre: il primo di un trittico di post, molto differenti tra loro, ma legati in un leit motiv comune: “home”, il ritorno a casa. Un luogo, fisico, fatto di pareti, finestre e un tetto, ma anche un “non-luogo” che tutti aspirano ad avere e tutti avrebbero il diritto di avere. Lo scrive un emigrante che lo dichiara pubblicamente nel suo autodafé Io sono terrone. Oui je suis emigrante“. Un emigrante sa cosa significa “casa” e deve convivere con la sua mancanza o decidere di tagliare i ponti, giungendo anche a rinnegare le sue radici. Io rientro nel primo caso.

In un periodo in cui sono ritornati in auge i muri e le “etichette” di massa, in un periodo in cui c’è chi pensa a “ritornare grande” e trolla con le sue banfe l’intero pianeta senza che qualcuno possa bannarlo, vuole dire che qualcosa sta andando fottutamente storto.

Se il troll inizia pure a bannare gli altri utenti del forum (ne sa qualcosa l’ex-ministro della Giustizia statunitense), due sono le cose: l’administrator e i moderatori sono troll anche loro oppure il troll si è comprato il server. Fosse limitato a un server, non sarebbe così grave, ma – a giudicare dalla diffusione di certe idee e dichiarazioni – il virus trolleggiante si è diffuso come una pandemia influenzale: non ti ammazza, ma ti lascia scassato e sfibrato.

Pensando a quante persone, mai come in questi anni, sono alla ricerca di una “casa”, dovendo fuggire per tanti motivi dalla propria casa, la scimmia – che comanda le mie dita e bulla la tastiera – ha iniziato a giocare con questi pensieri e sensazioni come se fosse il cubo di Rubik. Muovendo e ruotando, è riuscita laddove io – homo sapiens – messo davanti al cubo di Rubik, lo mangiai. Si è presentata con il dannato cubo risolto e un sorriso beffardo: “Adesso tocca a te”.

Ebbene, se ancora siete attaccati allo schermo dopo aver visto passare troll presidenti degli Stati Uniti d’America e scimmie risolvere il cubo di Rubik, è il momento di non tirare oltre la corda e vuotare il sacco. Tre post per raccontare la ricerca di una casa, di un “posto” cui sentirsi parte: una canzone, un racconto e un videogioco, a ognuno il suo post(o), a ognuno la propria “casa”.

Ad alcuni potrò apparire un Pindaro in versione particolarmente pirla e dall’italiano decisamente contorto, perciò la metto giù più facile all’inizio con una canzone:“Home” dei Depeche Mode. È il tassello che fissa il concetto. Trasmette la sensazione. Recinta il perimetro.

Tuttavia, possiamo recintare quanto vogliamo o erigere muri più alti che possiamo, ma è fatica inutile perché i protagonisti di tutta questa storia sono: il vento e un fiore.

Continua a Home (testo e traduzione) – Depeche Mode
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19 responses to “Casa

  • Pupazzovi

    Che tempi tremendi che stiamo vivendo, dico tremendi perchè a me questo fatto dei muri non piace per niente, di sicuro emigrare resta resta una tragedia in tutte le epoche nella quale è stata vissuta…..
    Bel post !!!!!!!

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    • redbavon

      Concordo caro Pup, mala tempora currunt. E noi come contemporanei non ne percepiamo la gravità. Anche per i ragazzi che cosa stiano seminando?
      Ma non voglio seminare pessimismo, ma guardare avanti, al ritorno a “casa”, una casa comune, questo mondo, di lasciarlo migliore.
      Grazie per il supporto. Questo post è un tantinello ostico perché si spiegherà più compiutamente nei prossimi post. “Spiegherà” è una parola grossa. Ci proverò.

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      • Pupazzovi

        E tu provaci che io ti vengo dietro…..
        Nella scuola dove lavoro tutti gli anni proponiamo un progetto educativo sul quale far convergere parte del programma.
        quest’anno ha riguardato l’alimentazione, per il prossimo anno mi piacerebbe proporre un qualcosa di simile a quanto proponi tu tipo l’accoglienza del diverso, di quelli che vengono da altri paesi, altre culture….
        Sempre bella l’idea del mondo come casa comune……

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      • redbavon

        Bellissima idea la tua! E i tuoi alunni sono dei fortunati! Bravo! Di cuore te lo dico! È così, è dalla scuola insieme alla famiglia che gettiamo le basi, le fondamenta degli adulti che saranno.
        Io continuerò imperterrito a sostenere queste idee e – per qualcuno – utopie vuote e non realiste.
        Il mondo è una casa comune. Noi siamo ospitati e dobbiamo lasciare la casa meglio di come l’abbiamo trovata. È una regola semplice di buona educazione.

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      • Pupazzovi

        Almeno ci proviamo e sicuramente dobbiamo far leva proprio sulle prossime generazioni……

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  • silviatico

    Lodevole proponimento,amico mio: già mi sento ammagato dalla cosa…
    E lasciamelo dire: poni delle premesse straordinarie……

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  • Tati

    leggo queste righe dopo essere rientrata tra queste mura, che difendo con tutta me stessa perché restino le mie mura… perché mi sento bene qua, questa è la mia casa… ma rientro in solitaria e sento il vuoto… perché CASA non sono solo mura e tetto, finestre e balconi, giardino o vasi di fiori… CASA non è solo ABITARE… è quel qualcosa in più che quando manca si fa sentire… CASA è un diritto, una necessità… fisica ed emotiva insieme…
    … e in una CASA non ci deve essere spazio per l’arroganza… quando c’è diventa solo abitazione e se non si capisce questo si diventa dei troldimerdadaicapelliassurdiedaipensieriidioti…

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  • Zeus

    Ho letto questo e anche la canzone… adesso bisogna continuare.
    In effetti il mondo sta impazzendo. O forse lo stiamo lasciando impazzire, perché è semplice dire “non ci si poteva far niente”, dire “stavo solo seguendo degli ordini” e cose simili. Gettare la responsabilità ad altri è una cosa semplicissima ed è l’azione più compiuta dall’uomo (e donna dai).
    Qua si parla di prendersi responsabilità.

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    • redbavon

      Una parte importante di americani sta dando prova di non volere lasciare impazzire il mondo, le manifestazioni e certi giudici ne sono la prova. Ora tocca anche a noi non andare appresso a certi osceni personaggi della politica e a robe tipo Brexit. Sono sempre convinto che uniti si vince.

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  • mariluf

    Dov’è la petizione che la firmo? Nome, cognome, indirizzo, dati anagrafici completi. Grazie!
    E sì, siamo decisamente inquilini maleducati. E’ difficile, ma ance partendo dalle piccole cose si può migliorare. Buona vita! mf

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