Album di figurine: The Professionals

The_professionals

Come è vero che “il buongiorno si vede dal mattino!”
Oggi, stimati professionisti, funzionari di prestigiosi Enti Internazionali e terrore di grandi multinazionali in attesa del responso sui loro bilanci; ieri, grandi giocatori e fini scarpini.

Massimo, Riccardo, Luca e Dario sono il migliore calcio espresso nelle nostre partite su campi di calcetto improvvisati o campi di barbabietola convertiti a professionali manti di erba per partite di calcio a otto e perfino a undici.

Massimo, secondo da sinistra; Riccardo, il biondo al centro

Massimo, secondo da sinistra; Riccardo, il biondo al centro

Massimo, fine attaccante, punta incisiva e stuzzicante, una vera spina nel fianco di tutte le difese. Un bel giocatorino, anche d’aspetto: oltre a essere bello verderlo con il pallone al piede e le giocate di fino, pure bello a vedere. Bello come il sole, ma non ti va a sbagliare il gol a porta vuota!
Il nostro Cabrini!

Massimo, ultimo a destra accovacciato. Poi ditemi se non è vero che Massimo sta nella squadra come Alan Ford sta nel gruppo TNT. "Di tutti è il più bello, ci stà proprio per quello..."

Massimo, ultimo a destra accovacciato. Poi ditemi se non è vero che Massimo sta nella squadra come Alan Ford sta nel gruppo TNT. “Di tutti è il più bello, ci stà proprio per quello…”

Da sinistra a destra: Luca, Massimo, Lucio, Claudio F. (non sono io), Gianluca

Da sinistra a destra: Luca sull’ala, in attes del passaggio filtrante da Massimo al centro, che prova a involarsi, Lucio in rotta di intercettazione, Claudio F. (non sono io) in azione di disturbo, Gianluca in agguato

Luca, ala che andava. Posizione preferita: sulla destra, oltre la linea laterale.
Ha fatto anche il provino per la Lodigiani, ma per le solite beghe calcistiche e calcio-mercato truccato più di una “drag queen” viene inspiegabilmente scartato.
Ma la giustizia su questa Terra esiste: poco dopo, fa il provino con l’Oratorio Salesiani Nuovo Salario (Roma) e viene preso nella rosa degli undici titolari, preferito a Mario Monti e Mario Draghi.
Capace di accelerazioni improvvise, degne di un turbo nelle gare di dragster, schizza per il campo come una faina con il pollame in bocca, inseguita dal contadino armato di canne-mozze.

A sinistra Glenn Stromberg; a destra Il nostro biondissimo Riccardo

A sinistra Glenn Stromberg; a destra Il nostro biondissimo Riccardo

Riccardo, detto “Stecca” non per un passato di campione a biliardo, ma per la sua statura e magrezza.
Biondissimo e serafico, perfetto da sfoggiare come oriundo svedese nelle nostre partite di terroni e gente comunque di colore, vista la permanenza a mare per circa tre mesi continuati.
Riccardo, giocatore dalla posizione incerta: punta o terzino destro.
La sua calma serafica nel valutare gli avversari, posizioni e tattiche, lo rende perfetto per una difesa disposta in linea e applicare il “fuori gioco” con feroce sistematicità. Per quanto questa regola, non sia stata quasi mai applicata: il giocatore in “fuori gioco” era di solito quello che aveva dato tutto nell’ultima sgaloppata e non riusciva a tornare a coprire.
Tuttavia, il suo vero spirito è quello di punta: un Glen Stromberg de’ Noantri, il capitano storico e simbolo dell’atalantinità, con cui ha in comune anche un glorioso passato al tennis-tavolo.

Dario_Inter_figurina

Nell’Inter, Altobeli era “Spillo”; il nostro Dario (di fede interista), sicuramente “Spigolo”.

Dario, l’uomo più spigoloso del Pianeta. Bastava passare vicino al buon Dario per riportare un graffio o una botta. Dario sul campo, in termini tecnici, era un assassino seriale preterintenzionale, ma non perché avesse intenzione di uccidere. E’ come il fuoco: se ci passi troppo vicino, ti bruci.
Dario era un’anima pura, un’anima buona in un corpo votato per essere una barriera anti-tank sulla spiaggia di Omaha in Normandia.
Se Dario ti cercava sul campo, non avevi scampo. Un missile a ricerca calorica che si agganciava alla traccia del calore corporeo del sudatissimo avversario.
Per precisione di cronaca, Dario è la prima scelta di ogni squadra, nessuno lo voleva contro e “se non puoi sconfiggerlo, fattelo amico”: difensore arcigno, centrocampista assassino metodista, una linea Maginot per gli attaccanti, una palla di bowling in strike sicuro sulla difesa avversaria. Animato da una furia vichinga Berserker  – nonostante natali romani e discendenza ancora più terrona – si muove tra i giocatori, avversari e compagni di squadra, come circondato da una mazza ferrata perennemente mulinante.
Insomma, Dario è un giocatore da avere in squadra, un must delle nostre partite, il Pietro Vierchwood de’ Noantri.

Questo post è nato intorno a un tavolo, in un pomeriggio estivo, chiacchierando del più e del molto meno, sorseggiando acqua e succo di frutta, pertanto le baggianate qui sparse a granella sono genuine e non suggerite dai fumi dell’alcol. Intorno a questo tavolo, convocato proprio per una stesura in “jam session” di tali memorie superflue per i posteri, ma importanti per qualcuno ancora vivo, sono intervenuti Luca, Massimo e mio fratello Lucio, che ringrazio sentitamente di avermi aiutato nella stesura di questa ulteriore pagina del nostro Album di Figurine.

E pure questa è fatta! Marò che partita!

E pure questa è fatta! Marò che partita!

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