Videogioco: malato congenito di Sindrome di Peter Pan

Donkey-Little-Computer-People by RedBavon, 2016 - redbavon.wordpress.com

Chi videogioca è asino di natura (c) RedBavon, 2016

“Sdoganamento” dei videogiochi? C’è ancora tanta strada da fare. Letteralmente.

“Eppure, vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in sé stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa…” (cit Così è (se vi pare) Atto II – Scena III di Luigi Pirandello).

Da bambini il gioco, i compagni e il luogo dove si gioca, sono utili strumenti per superare le convenzioni nell’ambito di un processo formativo di crescita.
Da adulti, è game over.
Il gioco da adulti è visto dai più come sintomo di grave disagio psichico, a volte diagnosticato come “Sindrome di Peter Pan”. Il Videogioco è permesso da bambino, chi da bambino porta con sé in età adulta questa passione, è un caso di congenita sindrome di Peter Pan,

In questo periodo il (video)gioco è al centro di una moltitudine di discorsi in una moltitudine di luoghi, dai tavoli del bar alla macchinetta del caffè in ufficio, dalla TV agli ascensori: è il fenomeno Pokémon. Ma tranquilli, non ci sono Pokémon in questo post. Abbiamo già dato.

Un passo avanti per lo “sdoganamento” del Videogioco come medium – con tutti i difetti di gioventù – alla stregua degli altri?
Un passo avanti sicuramente c’è stato: nei discorsi in ascensore; infatti, ha dato un po’ di varietà a un altrimenti stereotipato palinsesto tra un “Chi l’ha vistE?” le mezze-stagioni e “Arnoldo Foà legge…” la capienza e la portata massima della cabina salva-vita ai pigri come me.

In TV si parla molto dei nuovo videoGGioco della Nintendo (Chi?!?), ma ormai il mio cervello è diventato selettivo con il bla-bla(bleah) dei servizi televisivi “filler”, cioè “tappa-buchi” e li auto-esclude. Quando accade il miracolo su RaiNews24 all’annuncio dello speaker dell’ennesimo servizio sui Poké-stai-cheKaz (questa la capiscono solo i napoletani): è invitato a parlare del fenomeno un esperto di tecnologia.
Finalmente, qualcuno che non vede disadattati, orde di zombi o file di lemming pronti al suicidio pure di catturare un pupazziello per giunta inesistente, se non sulla propria retina. Cervello, manco a parlarne.
E ti appare costui.

espertoTV

Non metto in dubbio che l’esperto sia tale e non azzardo link a Wikipedia per certi abbagli alla Oscar Giannino. Mi fido e non metto in dubbio la levatura accademica e professionale.
Ma dico io!
[pausa] [respiro profondo] [pausa] [inspirare] [espirare]
Nei dieci minuti dopo avere finito di ascoltare tale approfondimento, mi è passato davanti tutto il dizionario di turco-alamanno, alto aramaico e basso sumerico per cercare di non disturbare la Pace nell’Alto dei Cieli e con i miei improperi causare una discesa degli legioni di Angeli Sterminatori, annunzianti la novella del Giudizio Universale e la fine prematura di questa zozza società. Devo smettere di vedere Dominion. E de beve er vino la sera.

Non che si siano pronunciate blasfemie, collazionato la stolida serie di inesattezze o demonizzato il Videogioco; anzi, le considerazioni erano tutto sommato coerenti con quanto cianciato in queste pagine.
Semplicemente, non si è parlato di Videogioco.
Si è detto della Borsa, della Realtà Aumentata, sui probabili sviluppi nell’economia reale come la professione dell’Allenatore di Pikachu e compagni. Sì vabbè, allora quando i cioccolatini “PockémCoffee”?

Ciò che veramente mi porta su posizioni da nichilista dell’evoluzione del Videogioco e negazionista dell’emancipazione del videogamer, è che in questo Paese l’”Esperto” abbia 60 anni. Perché quelle rare volte che si parla di videogiochi in TV e si vuole dare voce a un esperto in Tecnologia, si chiama uno di 60 anni?

Il motivo di questo mio “sbrocco” non è dovuto all’esimio professionista, che chiamo affettuosamente “professò”, bensì al fatto che, anche in presenza di questo medium così giovane, non venga interpellato chi è “esperto” perché ne ha fatto veramente esperienza da quando era piccolo e ha trasformato questa passione nella sua professione.

La tecnologia evolve a velocità esponenziali: una generazione non fa a tempo per sceverare tutto lo scibile da una “tecnologia” che la generazione dopo la ha già superata e si appresta a consumarne un’altra.

“Professorè, ma mi padre ancora digggita!” questa la risposta di un quattordicenne nell’ambito di una ricerca di mercato sull’utilizzo della messaggistica istantanea e social network.

Numero di anni necessari per raggiungere i 100 milioni di utenti per medium

Numero di anni necessari per raggiungere i 100 milioni di utenti nel Mondo

In questo Paese, l’esperto da chiamare in televisione ha 60 anni.

L’esperto che apre un suo articolo così: “Pokemon Go mi ero riproposto di non parlare. Ne scrivono già tutti, mi son detto. Ma è successo qualcosa di impensabile. E quindi eccomi a narrare il risvolto business di questo gioco vitale che sta invadendo le città peggio dei tempi dei Gosthbuster”.
Professò, a parte il refuso sui celebri “acchiappa fantasmi’, meno male che non ne voleva parlare: è finito in televisione!

“Sdoganare” il Videogioco – e tiratemi le pietre perché 1) sono brutto 2) sono idealista – per me significa che quando si affronta il tema “Videogiochi” in ambienti non settoriali, si parli:

  • del dolore di Cloud mentre sorregge a pelo d’acqua il corpo senza vita di Aeris in Final Fantasy VII
aeris_cloud_morte

Datemi del nerd! La prima volta che mi sono venute le lacrime per un videogioco.

  • di Ico e il suo dolcissimo rapporto con Yorda
Yorda e Ico, mano nella mano...il gioco è tutto lì.

Yorda e Ico, mano nella mano…il gioco è tutto lì.

  • di Wander e le sue galoppate nella vastità di una regione desolata alla ricerca dei Colossi in Shadow of The Colossus
Al galoppo non è il cavallo, ma la nostra fantasia

Al galoppo sfrenato non è solo il cavallo, ma anche la nostra fantasia

  • di Guybrush Threepwood e delle sue avventure comiche, la sua ironia, le sue gag, i personaggi sopra le righe, nell’isola dei Pirati nella serie Monkey Island
Monkey Island 2 - LeChuck's Revenge: La gara di sputi.

Monkey Island 2 – LeChuck’s Revenge: la gara di sputi. Scagli la prima pietra, chi non ha…”peccato”

  • delle peregrinazioni in un deserto apparentemente disabitato dell’anonimo incappucciato e dei suoi incontri con altri “viandanti”, casualmente selezionati dai server nel mondo con cui condividere la strada e aiutarsi vicendevolmente in Journey
journey-deserto

In Journey è il viaggiatore a scegliere i tempi del proprio percorso

  • della storia d’amore tra Link e Zelda, ormai diventata una…Leggenda
Zelda...Oh her eyes her eyes Make the stars look like they're not shining. Her hair , her hair falls perfectly without her trying She's so beautiful and I tell her every day (Just the way you are - Bruno Mars)

Zelda…Oh her eyes her eyes Make the stars look like they’re not shining. Her hair , her hair falls perfectly without her trying She’s so beautiful and I tell her every day (Just the way you are – Bruno Mars)

  • della serie Dark Souls e dell’epifania del cavaliere senza macchia e senza paura che impara dai propri errori: uno “sbaglia e ritenta” che è, sì frustrazione per il videogiocatore, ma anche stimolo alla creatività: l’errore “fertile”. E la Ricerca riprende. Come Sir Parsifal e il Santo Graal
Compare, metti sul fuoco le salsicce che c’ho un vinello rosso d’annata che fa risorge li mor…mejo de no, poi mi tocca fa’ gli staordinari

Compare, metti sul fuoco le salsicce che c’ho un vinello rosso d’annata che fa risorge li mor…mejo de no, poi mi tocca fa’ gli staordinari

  • Della direzione artistica, immersa nelle note di Claire de Lune di Claude Debussy, che aggiunge un quid che la sublima, rendendo Rain un’esperienza da vivere. Goccia a goccia
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Rain è una rêverie, il suo codice digitale ne possiede una delle caratteristiche peculiari: collega i sogni e i ricordi

  • di To The Moon, della sindrome di Asperger e dell’ ultimo desiderio di John prima di morire: andare sulla Luna
John e sua moglie River. River ama questo faro in modo molto particolare.

John e sua moglie River. River ama questo faro in modo molto particolare.

  • del mondo post-apocalittico in cui l’umanità è ormai perduta e si ritrova in due sconosciuti che diventano padre e figlia alla fine del loro viaggio in The Last of Us
Uno dei miei moenti preferiti in Tha Lasst of Us

Uno dei miei moenti preferiti in Tha Lasst of Us

Nella cultura popolare e nella cultura alta, quando si fa riferimento ai prodotti culturali (c.d. “cultura documentata”), il Videogioco rimane sempre escluso sebbene possa rientrarvi perché, come il cinema, la televisione e la musica, è eseguito o mostrato a un pubblico di spettatori (si pensi agli eSports) e perché è un artefatto, cioè un “congegno artificiale che espande le nostre possibilità; in particolare, un artefatto cognitivo cioè “uno strumento di pensiero che completa le capacità della mente rafforzandone i poteri” ” (cit. “Le cose che ci fanno intelligenti” di Donald A. Norman, 1993)

“Sdoganamento” dei videogiochi? C’è ancora tantissima strada da fare.
Emancipazione negata per emancipazione negata, vi lascio con un’immagine – mi perdonino le gentili donzelle – di ferale concretezza.

pokemon-figachu

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22 responses to “Videogioco: malato congenito di Sindrome di Peter Pan

  • lamelasbacata

    Non so se sdoganare sia il termine giusto. Si dovrebbe poter parlare di accettazione e comprensione del videogioco come forma di arte visuale e concettuale. Non siamo ancora pronti, forse. D’altra parte la storia dell’arte insegna che non sempre i movimenti artistici vengono capiti pienamente da subito.

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    • redbavon

      Sono d’accordo che “sdoganare” non sia il termine corretto (l’ ho inserito tra virgolette), ma è un termine piuttosto (ab)usato in questi discorsi intorno ai VG nei circoli più nerd-isti. È più immediato e il contrasto attira. Tu, fine cesellatrice della parola, cui non sono degno di tenere il cesello, ha notato subito il mio espediente.
      Cara Mela, è un leit motiv della vita quello di comprendere e accettare un punto di vista differente, non per distruggerlo a priori, ma per capire se è possibile un mostro cambiamento. Cambiare è insito nella vita, nell’uomo, animali, piante: chiamala se vuoi…evoluzione (Battisti perdonami!)
      Parlare di Arte e Videogiochi è argomento spinoso, in senso letterale. Vuoi per gioventù del medium, vuoi per un’offerta che esiste per essere commercializzata, vuoi perché non è il frutto di un moto dell’anima di un singolo artista, bensì di un team (che è una delle principali tesi sostenute da chi nega qualsiasi valore artistico al VG)
      Se il logorroico commento non ha ancora esaurito le tue diottrie e pazienza, di Arte e VG ne ciancio tra queste pagine. Clicca sul link in questo post alla parola The Last of Us.
      Troverai semi per il tuo torsolo e sarei davvero curioso di sapere cosa ne sentì.
      Grazie Mela!

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      • lamelasbacata

        Il “mostro cambiamento” è un refuso interessante! Lapsus freudiano?
        Anche i movimenti delle avanguardie lavoravano in una sorta di team, anche se sodalizio artistico è più calzante.
        Leggerò e farò sapere a vossignoria!
        Se vossignoria invece mi facesse sapere cosa pensa della mia mail di mercoledì scorso…..

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      • redbavon

        Refuso, refuso da tastiera di telefono, dita grandi e correttore anarchico…interessante però!
        Però quale email di mercoledì ogeaummmmaria! Rivado a controllare la posta di redbavon! Chiedo scusa e sono mortificato anche se fosse finita stranamente in spam, maledetto Google account!

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      • redbavon

        Mela, era nello spam insieme a altre 300! Ora dovrò andare a scartabellarle tutte….grazie moltissimo. Pubblico a breve. Mi ci metto dopo pranzo. Scusa scusa scusa

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      • lamelasbacata

        No, non è mica per farti pubblicare a forza!!! Solo che mi stavo intanando per la vergogna!

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      • redbavon

        Che tana! Esci subbbbito da quella sordida spelonca! Ma io potrei pubblicare pure alla cieca con te! Ti leggo e in un mio ultimo commento ti ho espresso tutta la mia …mELaviglia! Non è un refuso, ma un neobaveologismo che esprime….vabbuo’ hai capito! Meeeela, mi cospargo la tastiera di cenere. Pubblicare per forza??? Tu sei matta da legare (senza offesa eh)😉 … Per me è un onore e un sommo piacere! …’sta tana te la muro prima p poi…scusi Signora Mela posso vedere il suo permesso per costruire, la SCIA, l’APE è una visura catastale recente..Sa, abbiamo una segnalazione che questa spelonca sia abusiva e sorga su luogo di interesse archeologico…

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      • lamelasbacata

        La tana è diecimila leghe sotto i mari, non è occupazione di suolo pubblico, semmai immersione! Matta da legare mi piace, ma basta con i complimenti se no divento una mela candita! 😉

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      • redbavon

        E allora Signora so’ caz…piti! Lei è in riserva naturale della biosfera! Che fa concilia o le mando la squadra il Principe Namor a sfrattarla?

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      • lamelasbacata

        A questo punto chiedo l’aiuto da casa!
        Aquaman!! Capitano Nemo!!!! Aita, aita!

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      • redbavon

        Ho appena finito di divorare il tuo racconto. Namor, procedi pure: muta con quei massi ciclopici, li sul fondo…si, proprio quelli di Atlantide, te l’avevo detto che non si butta via gnente…Poi, per sicurezza, di alla Piovra gigante di farci casa, che ultimamente si è lamentata che il suo antro s’era fatto piccolo e c’è troppo via vai di sommozzatori….Così ci leviamo pure Piovra fuori dai tentacoli!
        Bellissimo, sono ora in soggezione per l’immagine da scegliere…vabbuo’ poi mi dirai tu. Ora al lavoro! Grazie eh😉

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      • lamelasbacata

        Quindi ho lo sfratto esecutivo??? Gesummaria!
        Vabbè, mi arrangio lo stesso. Adesso occupo un basso nella barriera corallina e sto da principessa! Ci metto pure un coppia di pescecani da guardia!
        Sono io in soggezione e grazie perché accetti ogni volta di mandare in vacca i tuoi post accettando i miei commenti sui generis.
        Grazie 😊

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      • redbavon

        Ora che ci penso…hai ragione. Un OT biblico…mmmmh e io che mi sono dannato – non sono un grafico e si vede! – per mettere insieme l’immagine di Donkey Little Computer People! Pescecani? Sapere cosa fare, tanto vi chiamano spazzini del mare, no? E si sa una mela un giorno leva il sommozzatore per sempre di torno.

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      • redbavon

        Ecco qui! Ho rimediato al maleducato account che sbatte in spam i miei amici blogger!
        Con somma gioia e onoratissimo, chiunque abbia seguito le nostre farneticaZzzioni ora può indirizzare il puntatore del mouse (o dito) su:
        Album di figurine: la Mela sBacata..
        Quando avete finito e avete giustamente reso salamelecchi a Mela…tornate qui e cominciamo di nuovo a parlare di videogiochi eh? Non so ma qualcosa mi dice che resterò parlare da solo con l’esperto….ma non di Tecnologia, di psicoanalisi.

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  • Johnny Cornerhouse

    Ma che ne sa! Ma che ne sa! Siamo noi generazione anni 80 i veri esperti di questo media. Si cari vecchiardi e ottusi inquisitori il videogioco è arte come lo è un libro e come lo è un disco. Ne più ne meno. E come queste forme di espressione artistica singola o corale è in grado di provare emozioni! Tacci tua RedBavon per la scena di Cloud, quanto ho pianto. Cari tuttologi di fracazzidavelletri cosa ne sapete? A malapena sapete cos’è una playstation e per sentito dire nominate Sega e Nintendo. Quel ragazzo aveva giochi violenti e ascoltava Marylin Manson oddio ha fatto una strage a scuola. I videogiochi sono i figli segreti di satana programmati da sacerdoti per manipolare le giovani menti. Ah quante leggende su Pokemon Blake e Polibius. Ebbene cari tuttologi, Io ho ammazzato millioni di sprite o ora ammazzo secchiate di poligoni quasi fotorealistici e mi piace marylin manson che dobbiamo fa? Sono un serial killer? mmmm siamo proprio sicuri che siete esperti?

    Ps. Bav mi scrivi il link per partecipare all’album di figurine? Che ho trovato qualcosa di fico!

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    • redbavon

      Prima il dovere
      A gentile richiesta (maddai GRANDE!), risposta: puoi scrivermi all’indirizzo di gmail, che puoi immaginare quale sia. Comunque vai sulla pagina di About. In fondo ci trovi l’icona della busta da lettere e cliccando c’è l’apposito comando “mailto”. Mandami un e-mail di prova, che quella di Mela è finita nello spam.

      Ora il piacere
      Mastro, quasi stavo per rimanerci male che non avevi qualche parola – anche malaparola – da mandarmi. Sto ancora ridendo per i “‘tacci” simpaticamente ricevuti!🙂 Ci stava tutta! Ma allora mi sarei procurato un “curse” a vita che mi avrebbe schiantato WordFess e server tutto se avessi pubblicato il video – come stavo facendo – dall’inizio di quella scena: la sfera che inizia a cadere giù, un attimo di silenzio e poi un clink, un solo clink quando rimbalza…e poi si apre quella musica fantastica e, a me, si aprono le cascate Victoria all’altezza degli occhi! Che faccio, la metto? Abbracciamoci e vogliamoci tanto bene perché We are…Happy Shiny Little Computer People! You, Donkey! (senza offesa per Kong, che come hai visto dalla foto, è dei nostri)
      Attendo un tuo segnale per scatenare…il diluvio lacrimale!
      Grazie Mastro: ora non mi sento più solo. Particella di sodio f*ck ya’!

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      • Johnny Cornerhouse

        Per FF VII veramente fu uno dei giorni più tristi del terzo anno delle superiori. Pensa avevo pure dato i nomi ai personaggi in base alle miei amicizie dell’epoca e Lei beh… era la ragazzetta che mi piaceva, Giorgia. si chiamava Giorgia. Quando accadde quella cosa li (accidenti) glielo andai a raccontare… puoi immaginare come andò a finire…

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      • redbavon

        Regina Scacco Matto a Mastro Birraio. Fatal Error. Non ti meritava…Io ho detto sempre così ai miei “pali”

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  • tiZ

    Cioè 60 anni fa manco night stalker intellivision… uno dei pochi giochi che radunava la famiglia per intero!
    Se i videogiochi sono una forma d’arte per diletto come la musica o la pittura è pur vero che fa preoccupare quanto tempo ci passi un individuo indipendentemente dall’età.
    Se suoni per 10 ore filate o dipingi per un giorno intero stai comunque producendo qualcosa e alimentando la tua anima .. se stai sui videogiochi no. È fuori discussione il lavoro che c’è dietro la grafica di un videogioco e credo che la cosa più mortificante per un artista – che ha lavorato al progetto – è venir commentato da un opinionista qualunque.

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    • redbavon

      Uhéilach!:) Anche la tiZ si è stranita! La cosa veramente assurda che in questo Paese si parla (pochissimo) di disoccupazione giovanile, si parla ancora meno della difficoltà di percorsi di carriera del middle e top management…E poi ti ritrovi in ruoli dirigenziali o, addirittura, su uno scranno, gente come il figlio di un politico con laurea triennale o “conseguita” in Albania (non ho nulla contro gli amici albanesi, ma contro il modo con cui l’ha conseguita il figuro cui si allude). Questo è un Paese per vecchi. Bando alle lagne e rogne, ritornando ai VG: hai centrato il tema!
      Il prodotto culturale – come artefatto – è capace di farti andare oltre le convenzionali categorie di apprendimento e conoscenza, di arricchirti. Ma perché ci si ostina a ghettizzare una categoria di “prodotti”, che – non sempre, ma vale anche con certo tipo di opere d'”arte” – riescono a realizzare quest’obiettivo? Ma bisogna essere ciechi, sordi od ottusi!
      Stesso discorso vale per gli anime giapponesi. Da noi = cartoni animati = per bambini. I miei due nani hanno visto sul divano insieme a me “Si Alza il Vento”, in silenzio, tranquilli, chiaro che non hanno capito buona parte del film, ma è una questione di “stratificazione” di informazioni, di dare degli “strumenti” e poi ci penseranno loro ad aprire la scatola…cranica. E io cercherò di insegnargli anche ad aprire il cuore: perché il prodotto culturale – per non volerlo chiamare con l’altisonante “artistico” – ti gonfio il petto e ti dà l’energia e la fame per cercarne dell’altro. Come la musica, no?

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      • tiZ

        Ma che scherzi? mia figlia è cresciuta a pane e Miyazaki, la bellezza e l’incanto di Totoro e il Castello errante Howl e la grande musica di Joe.. un concerto per l’anima ♡

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      • redbavon

        Io ho contagiato mia sorella con Joe…Per i nanerottoli sto accatastando tutta la produzione giapponese che io non mi potevo permettere da adolescente: niente web, tasse doganali da rapina (poi dicono l’Europa Unita, santa subbbbito!), tempi biblici e importatori assatanati e degni di essere citati dal Dante Alighieri nell’Inferno. Senza contare, finanze private appena sufficienti per treno-Napoli-Roma-Napoli (il diretto eh?Altro che IC!) dalla mia morosa, pizza, birra e manco le sigarette.
        Come al solito la tua selezione musicale è da “cecchina del cuore”!

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