To The Moon. When the videogame gets serious, the serious get videogaming

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Se amate i videogiochi o se vi fanno ribrezzo, giocate To The Moon. Un capolavoro, una storia scritta con il cuore, una colonna sonora che apre il cuore. Se non ricordate di averne uno, ve lo farà battere. Sui titoli di coda potrebbe venirvi perfino da piangere, come è capitato a me.

Il Videogioco è il fratello scemo del cinema. Il Videogioco è di certo un medium poco considerato come mezzo che possa contribuire alla crescita e all’arricchimento dell’individuo. A eccezione di momenti in cui un fatto di cronaca o un “buco da tappare” nel giornale di turno riporta il Videogioco sul palco e sotto i riflettori come il “il mostro da sbattere in prima pagina”, grazie a persone disinformate e la stampa che fa spesso confusione tra Videogioco e violenza reale.

La crtica si esprime nei confronti del Videogioco in modo più severo rispetto alle altre Arti, ammesso che il Videogioco vi rientri tra le discipline artistiche, ma ciò non sembra. Considerato che l’interattività è una sua peculiarità e pertanto non è uno strumento puramente contemplativo, ritengo che non esistano critiche totalmente ingiustificate nei confronti di contenuti particolarmente delicati, sempre che ciò non equivalga a una censura a priori o pregiudizi frutto d’ignoranza del medium. Quelle rare volte che ci s’imbatte nella fatidica lancia spezzata, non nelle reni, ma a favore del Videogioco è quando si parla di “serious gaming”, cioè videogiochi che contengono elementi educativi, realizzati a supporto di certe disabilità o sviluppo di certe facoltà, basati su vari modelli pedagogici, dalla psicologia comportamentale, all’apprendimento esperienziale.

Prossimamente dedicherò un approfondimento al “serious gaming”, ma non sono dell’idea di separarlo dal Videogioco tout court: Caino e Abele è un’altra storia. Distinguere tra “quello buono” e “quello cattivo” può essere utile se si parla di colesterolo,  è invece inutile creare dei “serious games” quando i “giochi seri” (per milioni di dollari ed euro) sono altri, differenti. Il “serious gaming” non va sviluppato solo come segmento di mercato a parte o per fini specifici (si pensi a Food Force),  ma deve entrare nel videogaming dalla porta principale, cioè implementato nelle produzioni “tripla A” e “indie”.

Un esempio calzante è To The Moon, un videogioco “indie”, che affronta tematiche delicate come la malattia, la Sindrome di Asperger, la morte.

Se non amate i videogiochi, dovreste davvero continuare a leggere: una storia intensa, toccante, scritta e raccontata meravigliosamente, vi prenderà per mano, letteralmente con il mouse e la tastiera…Fino alla Luna.

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