Hullaballabalú

ovvero l’Inno di questo blog!

Capita per Caso d’imbattersi in persone e cose che poi ti lasciano il segno. Cose e persone che ti danno una spintarella e ti deviano dalla tua diritta-via del tran-tran quotidiano. E ti aprono gli occhi su cose mai viste, nuove, spingono a guardare in modo diverso quelle “vecchie”; crediamo all’abitudine e, a volte, rischiamo di barattare un pò di rigenerante cambiamento per un pò di stantia tranquillità. Una difesa, del tutto umana e naturale.

Capita per Caso d’imbattersi in qualcos(in)a di piccolo come una canzone che abbia l’effetto di farti scoprire qualcosa che avevi sempre avuto, che all’improvviso lo fa emergere come il raggio di sole che penetra attraverso le nuvole grigie di una giornata di pioggia, rigenerante come quel raggio di sole, rivelatore e salvifico. Una canzone trovata per Caso grazie alla sorell(in)a, che con il suo contagioso entusiasmo mi ha dato il carburante per iniziarne la ricerca. Invero, le indicazioni fornite si sono rivelate per lo più prive di collegamento e fuorvianti: il gruppo è i Múm, il titolo della canzone è tipo “labalak” e una strofa che fa più o meno “a question of lust”. Ora che so che il gruppo musicale è quello dei Múm (esatto), che il titolo è “Hullaballabalú” e che di quelle parole nella fantomatica strofa non ce n’è traccia se non in una bella canzone dei Depeche Mode, come faccio a dire alla mamma che mia sorella, nonchè sua figlia fa uso di sostanze allucinogene, che producono effetti di stato confusionale post-trauma?

Hullaballabalú è una mistura magica composta da:

  • un terzo: Mago di Oz,
  • un terzo: Mary Poppins,
  • un terzo: un gruppo musicale di (elfi) islandesi.

Una musica che risveglia una spensieratezza e un non-senso bambinesco, un testo di parole inventate di filastrocche che divertono perché sei libero di andare dove vuoi e nelle canzoni lo puoi fare perché nessuno ti potrà giudicare e dire che non ha senso. E’ una canzone, solo “una canzone”. Hullaballabalú è come Super cali fragili stiche spiralidoso.

Hullaballabalú in queste parole anneghiamo, in queste parole anneghiamo, sprofondando giù, giù, sempre più giù,

La voce ti culla, i fiati e le percussioni ti sollevano, ti rapiscono in un turbine di emozioni che sgorgano da profondità dimenticate dell’anima fino a raggiungere la superficie della pelle con quel brivido che a me viene sempre dietro al collo, parte esattamente alla base del collo e scorre potente lungo tutto la schiena. il ritmo sale, le percussioni picchiano più forte, le trombe trionfano, sei in un girotondo che giraarigirarigirarigirarigira, fino a farti perdere l’equilibrio, s’incrocia la vista, si perde il controllo delle gambe, la forza centrifuga ti spinge all’esterno, barcolli, paurosamente sbandi e, se non trovi un appoggio, finisci a terra…e inizi a ridere, ridere, ridere,…vi sentite stupidi?…e il riso allora prorompe gli argini della logica e della pudicizia, ti viene da ridere e non riesci più a fermarti, recuperi il fiato, ti fermi un attimo eppoi scoppi a ridere di nuovo pensando a quanto ridevi prima.

Hullaballabalú in queste parole anneghiamo, in queste parole anneghiamo, sprofondando giù, giù, sempre più giù

Hullaballabalú, dicono i re di tutte le terre

Hullaballabalú, dice lui, dico io e te

Hullaballabalú, dicono gli uccelli di tutte le terre

Hullaballabalú, dicono loro, dice lui, dico io e tu.

Hullaballabalú Hullaballabalú

in queste parole anneghiamo,

in queste parole anneghiamo,

sprofondando giù, giù, sempre più giù

sprofondando giù, giù, sempre più giù

giù, giù,

giù

io spero che leggendo questo blog, anche voi, qualche volta, possiate in queste parole annegare, dolcemente annegare, sprofondando giù, giù,

sempre più

giù. Hulla…balla…ba…lú

L’Inno di Pictures of You: Hullaballabalú

Grazie a mia sorella, ai Múm e al loro Sing Along To Songs You Don’t Know, ovvero canzoni che pensiamo di non conoscere…fino a quando non iniziamo a cantarle.

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6 responses to “Hullaballabalú

  • tiZ

    Canzoni che all’improvviso ci appartengono e diventano il ricordo in cui immergersi. .. lasciarsi annegare.
    Bellissimo il tuo inno: rispecchia red🙂

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    • redbavon

      Contavo che lo leggessi, data la tua particolare sensibilità musicale, e speravo che ti piacesse. Quando l’ho scoperto, è scattata davvero quella spensieratezza dei bimbi quando giocano per le prime volte a morra cinese, a girotondo, a un-due-tre stella, a campana. I primi giochi con cui si confrontano con gli altri, ma senza l’ansia della competizione, una spensieratezza e un’assenza di altri pensieri al di là dell’esplorazione e del divertimento, tuttavia vissuti molto sul serio.
      Beh, pensare seriamente a coltivare questo tipo di spensieratezza, genera un pò di felicità, un viatico per continuare la nostra strada, che più avanti va e più sembra essere gestita dagli stessi assessori di questa città: piena di buche, per l’incuria di mesi trascorsi, ormai voragini capaci di inghiottire un motorino senza lasciare traccia.
      Il leit motiv dell’annegamento poi mi è particolrmente caro, anche se ultimamente sto trascurando il mio tabagista dell’Amore, lasciato sott’acqua…da molto tempo.

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  • Affy

    E’ molto musicale ‘sta roba qui! ‘na bomba!
    … ed io sto sprofondandoci dentro 🙂

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    • redbavon

      Pure essendo estremamente gratificato da questa esplosivo apprezzamento e ringraziarti di cuore nel dare conforto a un attentatore della lingua italiana, vorrei dirti di fare attenzione a usare la parola “bomba” perché di questi tempi la Polizia Postale potrebbe chiudere – senza nè “a” nè “ba” – tutta questa blog-baracca😉
      Narciso, Narcì!!! [ma da quant’è che non si lava le orecchie ‘sto piccirillo?]…NARCISOOOOO…[finalmente il bamboccio si palesa con un’epsressione che lo riempiresti di schiaffi e poi baci, di schiaffi e poi baci, a catena] Narciso, smettila di giocare a lanciare l’ovetto e urlare “GRANATAAAAaaaaH!!!”. Guarda come hai combinato il muro! Neanche alla Fabbrica del Cioccolato hanno dei muri inguacchiati di cioccolato così!…No, non se ne parla proprio. Non ti ci porto alla Fabbrica di Cioccolato…Come sarebbe a dire “Allora ci vado con zia Affy…”?!?

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    • redbavon

      I Mum sono una miscela particolare: strumenti elettronici e acustici mescolati così che l’ascoltatore deve impegnarsi per distinguerli. Riescono a creare un suono di atmosfere incantate, una magia, senza apparente sforzo e chi ascolta non deve avere quali conoscenze musicali. Non è artefatta, non mi sembra ci sia quale studio specifico, ma solo tanta esperienza e professionalità applicata al cuore: la magia accade naturalmente, come d’altronde è “normale” per una magia.
      E di magia, deve trattarsi se pensi che i componenti della band vengono da esperienze totalmente differenti: Smarason (spero si scriva così) lavorava su musiche di videogiochi su un Commodore Amiga…Se dai un’occhiata in giro, ti sarai accorta che qui i videogiochi ricorrono in varie salse.
      Altro gruppo islandese che ti segnalo (ma forse lo conosci) è Sigur Ros, Trovi un accenno e un video su:
      https://redbavon.wordpress.com/2015/11/25/the-cure-tornano-in-italia/

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