Viva il Messico! Ep. #3 – Pollo e Zorro

maschera-aereo

Grazie alla “pietà” dei componenti del mio gruppo-vacanze, sono riuscito a sciropparmi ben due film: “EDTv”, che scimmiotta “The Truman Show”, ma nella sua mediocrità al massimo può aspirare a variante sul tema “Real TV” su MTV; il secondo film è “The Out-of-Towners”, commediola americana in anteprima assoluta per il pubblico italiano  che sarebbe potuta tranquillamente rimanere nelle sale americane, dato mi ha fatto sì sganasciare la mascella, ma per gli sbadigli.

Sono le 16:30 e siamo oltre metà del tragitto per Newark (è così che si scrive, Frank?!?…Pignolo) (Pignolo…E bastardo).
Ho Diego nelle orecchie che nel momento medesimo in cui scrivo mi fa: “che stai a scrive?” e io checacchioneso visto che vado a (ri)getto!? Qui, gli assistenti di volo si fanno un mazzo tanto e ci rimpinzano di schifezze plasticose, neanche fossimo dei maiali all’ingrasso.
Qualche esempio di ciò che le compagnie aeree spacciano per cibo e bevande:

  • caffè

E che è caffè?!? Versato in un bicchiere fino a metà, ha la consistenza di un tè particolarmente “carico”, l’odore è molto blando e ricorda l’aroma dell’originaria bevanda. Dopo avere “mangiato” avevo bisogno di un bel caffettino, ma non ne ho avuto il coraggio. Il ricordo del succo di pomodoro forte e la faccia di Francesco è ancora troppo vivido e raccapricciante.

  • “bistecca o pollo?”

Questa la fatidica frase pronunciata da un’hostess di colore, prosperosa e dalle unghie di colore viola, lunghe e ricurve (oddiomamma!), che mi ha illuso quando è giunto il momento del “pranzo”: incuriosito da “bistecca”, mi sono detto “vediamo come fanno a infilarla dentro quei contenitori di simil-plastica che fanno tanto colazione presso Istituto delle Santissime Suore della Carità”.

  • Quando i polli fanno ‘Peeeh!’

Se è probabile che i bambini possano fare “Oooh!” – i miei fanno “Ahò!” causa natali romani – è invece pari all’evento impossibile che i polli possano emettere in natura un suono simile a un “Peeeh”. Sbagliato: un pollo che fa “peeeh” è nel “cestino” del pranzo di mio fratello, che alla domanda “bistecca o pollo?” ha risposto “pollo”.

Nel “cestino” c’è un mix di aberrazione gastronomica e colite spastica: sulla sinistra, bene azzeccata, una poltiglia gialla che, a prima vista, mi sembra pasta; a una seconda occhiata, formaggio; infine, patatine. Buona la prima: pasta, dall’inconfondibile gusto di alluminio lesso. Al centro, sono disposti tanti bei pezzi di PAL (“dò sempre PAL ai miei hani“)…ooops “bistecca”, scusate questa è LA bistecca. All’estrema destra, un pot-pourri di carote lesse, tagliate a forma di pallin@!%?#  e UN, 1, dico UNO, UN broccoletto. A seguire: due gommosissimi panini, di cui uno integrale (perchè io ci tengo alla salute!), una vaschetta con ennesime carote tagliate – in questo caso – a fiammifero, un pomodorino secco, anzi rinsecchito, una fetta di salame, un dadino di formaggio e una foglia d’insalata definitivamente passata a migliore vita, dato il colore tendente al blu notte…Almeno credo sia insalata.
A me sta a venì ‘na strana voglia, ‘na voglia come de…come de…’a Gianfrà…Come de mortadella tajata ffffffina ffffina, che tu t’a metti in bocca e te se squaja….’A mortadella, Gianfrà, ‘a mortadella.

Un simile pranzo, che non sfigurerebbe in un ennesimo tragico Fantozzi, ha tuttavia un suo perché: il tempo passa.

Ore 12:15 ora locale (“locale” per Montreal), a un’ora e 37 minuti dal fatidico tocco del suolo americano  Diego ha il classico colpo di genio.
Nel nécessaire del viaggiatore fornito dalla compagnia aerea, c’è un oggetto che attira la nostra attenzione, quanto i piccioni attirati da una mollica di pane tirata in mezzo alla piazza: una mascherina in stoffa da porre sugli occhi per dormire. Almeno questa è la funzione standard prevista da chi l’ha inventata, trovata utile sia dalla compagnia aerea sia dal 96% dei passeggeri.

Il genio di Diego l’ha trasformata nella maschera di nientepopodimeno che Zorro!

Zorro, Zorro, Zorro… di te chi è cattivo ha paura. Zorro, Zorro, Zorro… la tua spada è gustizia sicura. Zorro, Zorro, Zorro… a cavallo di notte colpisci. Zorro, Zorro, Zorro… è la Z la firma che lasci…

Anche in questo caso, sono state date diverse interpretazioni: secondo Diego è la maschera di Zorro; Palmera (Francesco) dice che Diego, in piena confusione sessuale, si sente la bellissima Megan della pubblicità di una compagnia telefonica; io dico che potrebbe essere riciclata in qualche giochino sadomaso con fruste et similia; Lucio no comment.

Vorrei anche io provare l’ebrezza di indossare la maschera di Zorro, ma il mio vicino partoricano se n’è impossessato e ora vaglielo a spiegare che gliene hanno date erroneamente due, una per lui e una per me. Quale idioma utilizzare per la comunicazione: spagnolo o inglese o italiano gesticolato? Rinuncio a Zorro.

Non ho mai sopportato Zorro nemmeno a Carnevale: cosa ci troveranno le donne in uno vestito come un ballerino di flamenco, con dei piccoli baffetti disegnati, cappello che sembra una padella, spada di plastica e una mascherina che ti danno per dormire sugli aerei.

Continua a leggere Viva il Messico! Ep. [#1] [#2] – [#4] – [#5] [#6]

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