Africa Folk Music Atlas

Non avete mai provato il “mal d’Africa”?
Africa Folk Music Atlas potrebbe farvelo venire!

Contenuto di Africa Folk Music Atlas: libro, Cd-Rom e 3 Cd-Audio

Africa Folk Music Atlas: libro con copertina cartonata rigida, un Cd-Rom e 3 Cd-Audio

“Africa” oggi si associa solo a un concetto: “migranti”. Eppure l’Africa è un continente vastissimo e ricco di diversità tale da suggerire un’abbondanza di argomenti. L’accezione di “migrante” viene poi utilizzato in modo subdolamente spregiativo, eppure la logica dei grandi numeri suggerirebbe che nell’intero continente africano qualche aspetto positivo debba pure esserci.

Io sono napoletano. Oui, je suis migrante

Ho avuto la fortuna di viaggiare fino in Botswana e Zimbabwe e di bellezza ne ho vista tanta da riempire un blog. Ho potuto vedere con i miei occhi duri contrasti, ma la nostra “evoluta” società occidentale è teatro di contrasti altrettanto duri e macroscopici: una minoranza che consuma la maggioranza di beni materiali e si assegna privilegi a scapito di una maggioranza distratta ad arte e divisa per individualismi e pecoreccia accondiscenza al più “potente”  Uno spettacolo di una compagnia di mediocri attori in un grande teatro all’aperto gremito di un pubblico “medio-cre”. Al di fuori di questo teatro, si pretende che gli esclusi, i “migranti”, stiano a guardare da lontano, “a casa loro”, possibilmente senza distubare perché ho pagato il biglietto e “the show must go on”.

La società occidentale è uno specchio che riflette inganni, equivoci, imbrogli di una storia tra questi due mondi caratterizzata da legami, piuttosto che differenze. Il primo uomo della Storia non è greco come Pelasgo, non è iracheno come Kushim (è il primo uomo di cui si conosce il nome), ma è africano. Una delle prime civiltà che ci insegnano a scuola è quella egizia. L’Africa è stata la culla della civiltà, ma un modello paleoantropologico o la storia antica sono argomenti che rischiano di ispirare più sbadigli che interesse, figuriamoci un “pensare positivo”. Quando si parla d’Africa, un legame immediato e accessibile a tutti esiste ed è quello che Beethoven amava definire “il terreno nel quale lo spirito, vive, pensa e fiorisce”: la musica.

Laddove la razionalità e la logica possono essere manipolate e creare divisioni, la spiritualità e le emozioni, che la musica è capace di generare negli uomini dalla notte dei tempi, rimangono un mistero: la musica cura i dolori dell’anima, avvicina agli spiriti e agli dei, unisce gli uomini elevandoli dalla loro condizione terrena e terrestre a una mistica e universale.

Africa Folk Music Atlas è un’ opera multimediale, che prende spunto dalla musica etnica per raccontare e fare conoscere il continente africano: immagini, video, suoni e testi ordinati in un percorso interattivo e fruibili grazie a un libro, un Cd-Rom e tre Cd-Audio. Grazie a questi differenti supporti, gli autori riescono a fornire un differente modo di leggere, che fornisce informazioni, le arricchisce di sensazioni, ne stimola la ricerca di altre e traccia un percorso di spontaneo approfondimento.

Africa Folk Music Atlas (d’ora in poi AFMA), curato da Leonardo D’Amico e Francesco Mizzau, è stato pubblicato nel 1997 da Amharsi Edizioni Multimediali. Consideriamo che nel 1997:

  • non esiste Google
  • il browser dominante è Netscape Navigator; Internet Explorer 3 è drammaticamente indietro
  • la risoluzione di schermo massima è 800×600.
  • Il modem più veloce “sfreccia” tra pagine web per lo più testuali e con pochissima grafica a 56Kbps, cioè circa 7 Kilobyte per secondo.

Contenuti e contributi audio-visivi di grandi dimensioni quindi devono essere distribuiti su supporto fisico, il Cd-Rom (il primo kit DVD per PC è del maggio 1997 grazie a Creative Labs). Sul mercato vi è una ampia offerta di corsi, giochi ed enciclopedie multimediali, il cosìddetto “edutainment“. Questo tipo di prodotti verrà spazzato via dalla diffusione di Internet grazie a connessioni sempre più performanti e il boom “demografico” di siti web: 50.000 nel 1996, quasi 1 miliardo nel 2015.

Copertina Africa Folk Music AtlasAFMA è prodotto multimediale figlio di quel tempo ed è composto da: un libro di 96 pagine (in italiano con testo inglese a fronte), un Cd-Rom e tre Cd-Audio.

Il libro, con l’ausilio di immagini e testi, percorre sinteticamente la storia dell’Africa, per poi analizzare il panorama musicale, specchio della cultura del continente e delle sue etnie: se ne contano più di ottocento.

In sequenza, vi si decrivono le tradizioni musicali, i principali strumenti, le vocalità, infine la musica moderna con un registro di comunicazione divulgativa, accessibile, ma non banalizzante. Viene così stimolata la curiosità di ascoltare le musiche, i canti, gli strumenti musicali. Inserire nel lettore il Cd-Rom è un gesto spontaneo per potere finalmente sperimentare quanto descritto con tanta cura e passione.

Dopo una rapida installazione dei dati dal Cd-Rom, si accede all’ “atlante della musica africana” grazie a una mappa del continente da cui si articolano cinque percorsi, che riflettono l’impostazione del libro:

  • Etnostoria: un percorso storico dalle origini dell’uomo, attraverso il colonialismo e l’Islam, alla nascita delle nazioni indipendenti.
  • Musica dei popoli: le differenti tradizioni musicali africane attraverso una selezione di etnie. A ogni etnia è dedicata una scheda contenente una selezione di brani musicali, un testo introduttivo, foto e video.
  • Mappa interattiva

    Mappa interattiva

    Strumenti musicali: i principali strumenti musicali, selezionati considerando i “capifamiglia” della complessa tradizione africana.  A ogni strumento è dedicata una scheda contenente brani musicali, un testo introduttivo, fotografie e video.

  • Vocalità: un ipertesto di brani musicali per ascoltare differenti stili vocali, dalla memoria cantata alla vocalità nella vita quotidiana.
  • Musica moderna: una panoramica sui differenti stili della musica africana moderna; ascoltandola riconoscerete le influenze e nomi noti anche nel panorama musicale mondiale come Youssou N’Dour, Cesaria Evora, Miriam Makeba. Altrettanto interessanti sono i contributi di tanti altri artisti, sconosciuti ai non addetti, ma di indubbio talento.

Le mappe geografiche e tematiche interattive sono il punto di partenza, fine e crocevia di tanti percorsi, che spesso si intersecano. I riferimenti ipertestuali e il materiale fotografico stimolano l’interesse a scoprire sempre di più. Suoni, video e musiche esotiche e suggestive creano un’atmosfera magica, l’atmosfera di una “terra selvaggia e materna”.

“Terra selvaggia e materna” può sembrare un’altisonante espressione, ma risulta riduttiva una volta ascoltati i 3 Cd-Audio allegati:

  • Voices of Africa: la cultura africana è tramandata oralmente, pertanto il canto o, meglio, la parola cantata è un fondamentale mezzo di comunicazione. Quindici tracce musicali sono distribuite tra altrettanti artisti, provenienti da dodici Paesi: le influenze arabe delle voci di El Mouahidya (Algeria) e Sonia Laarais (Tunisia), le influenze ancora arabe e indiane nella voci del “padre della musica somala”, Abdullahi Qarshe e di Cumar Dhuule; l’ipnotica Ibi Kelena eseguita dalla famiglia Dembelé (Burkina Faso) e, ancora, artisti dal Ghana e dalla Nigeria, dallo Zaire al Rwanda, con una performance di Amampondo (Sud Africa) davvero trascinante.
  • Winds & Strings of Africa: fiati e strumenti a corde per quindici brani, a volte mescolati al canto con risultati inconsueti per il nostro “orecchio”, tanto che dei tre cd-audio è forse il più difficile da ascoltare. Troppo avvezzo alle più svariate contaminazioni, al nostro “melting-poP” musicale, forse faccio fatica a seguire il filo che unisce questi suoni e ritmi, cioè il racconto di gesti di una quotidianità più semplice e concreta, il racconto di vite vissute in luoghi distanti, tra guerre e siccità, fatica del lavoro nei campi e danze di festa per la sposa.
  • Drums of Africa: nei tredici brani di questo Cd le percussioni guidano attraverso i principali ritmi e stili africani, facendo comprendere che non si tratta di un semplice intrattenimento, ma parte integrante della vita quotidiana. I tamburi, i bastoni e le altre timbriche di percussioni generano il ritmo che arriva diretto, tocca certe corde primitive, fa scoprire le radici della musica, l’ “anima”.esempio di pagine interne Africa Folk Music Atlas

Un simile “bombardamento” di informazioni ipertestuali e audiovisive potrebbe confondere: nel breve ci si potrebbe ritrovare a cliccare meccanicamente per lo schermo, perdendo via via interesse, ma con AFMA non succede; piuttosto, si viene colti dalla sindrome dell’ “ancora un altro e poi mi smetto”.
AFMA ha un fine dichiaratamente divulgativo e riesce a sfruttare le caratteristiche del medium come dovrebbe fare uno strumento didattico multimediale ovvero trasportare l’informazione attraverso i diversi canali sensoriali per favorire la migliore fruizione possibile e stimolarne l’ approfondimento .
L’ unico appunto che può muoversi ad AFMA è che, per il timore di trattare le musica africana con una forma mentis troppo “bianca” ed europea, manca un’ analisi sistematica ed esplicita a livello interattivo dell’influenza che i suoni e i ritmi africani hanno sui molti generi musicali come blues, jazz, rock’n’roll, hip hop, rap; ciò avrebbe senz’altro giovato all’utente medio, che ha più familiarità con questi ultimi generi musicali, ai fini di una migliore comprensione e di un maggiore coinvolgimento.

Tecnicamente il prodotto all’epoca della sua prima pubblicazione era valido, con una gradevole grafica e i video funzionali. Gli anni trascorsi pesano sulla presentazione a causa della ridotta risoluzione grafica dell’interfaccia e della compressione video, tuttavia la cura dei contenuti rende AFMA un unicum editoriale adatto a soddisfare varie esigenze: è uno strumento didattico per le classi di Musica; è una “piccola gemma” per chiunque abbia già un interesse per la musica e per la cultura africana; è da consigliare anche a coloro ai quali manca tale esperienza di suoni, vocalità e musiche così lontane dai nostri “rumori”, ma così vicine alla nostra anima primitiva, poichè saranno in breve risucchiati dall’ indiscussa magia del Continente Nero.

Requisiti minimi: lettore Cd-rom 2X, PC486 66Mhz, 8 Mb RAM, 3 Mb su HD, mouse, scheda grafica SVGA modalità 640×480 migliaia di colori, scheda audio Sound Blaster o compatibile, Windows 3.1 o Windows95. Prezzo Lire: 89.000. (stampato sul retro della quarta di copertina della copia in mio possesso)

AFMA è in vendita sul sito di Amiata Records al prezzo di €.69,00 oppure i dischi audio singoli a €.18,00. Su Ebay si trova qualche copia anche usata, sul Servizio Bibliotecario Nazionale sono indicate le biblioteche che hanno il volume. Potete ricercare il prodotto con il titolo: “Africa Atlante della musica tradizionale”.

La prova è stata effettuata su WIndows 7 e Wndows 98. Su Windows 7 l’installazione dell Cd-Rom procede senza problemi: all’avvio, in modalità compatibile, l’interfaccia grafica presenta dei problemi di visualizzazione legati ai driver. Su Windows 98 (un vecchio ma caro “muletto” riesumato per l’occasione) tutto funziona senza problemi. Su macchine 64bit ovviamente non funziona visto che l’applicativo è 32 bit.

Botswana e Zimbabwe, il mio viaggio

Un Diario di viaggio che non vuole sorprendere, ma è per chi vuole lasciarsi sorprendere e resistere a un’idea di vita pianificata a tavolino.

Informazioni su redbavon

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2 responses to “Africa Folk Music Atlas

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