The B(av)log Experimentz

Se bighellonando per queste pagine, vi colpisse qualche commento esagggeratamente entusiasta o semplicemente “fuori luogo”, complimenti per il vostro sesto senso da Uomo-Ragno perché qualcosa di strano sta accadendo. Un giorno, un caro amico, anzi… un amico (altrimenti mi si gonfia tronfio) che è giunto al termine di un corso di specializzazione in sicurezza delle reti, nel raccontarmi l’oggetto della tesi finale, mi fa: “…ma tu che bazzichi in rete, non è che hai qualcosa di pubblico…”, manco a dirlo Narcisiello balza in piedi e pure essendo di bassa statura, non passa inosservato perché risponde con voce squillante accompagnata da un mulinamento degli arti superiori tipo giocoliere nel numero dei birilli: “Certo! Ho un blog!”. Il fatto che il sedicente amico non si ricordasse de ‘sta mia bella criaturella (ogni scarafone…), non mi ha fatto pensare nemmeno un nanosecondo (l’amico è basso, ma basso veramente) che, per pudicizia e conservazione di una certa onorabilità nella vita reale, sarebbe stato il caso di tacere. Ma la gioia improvvisa che un caro amico…anzi un amico potesse leggere questa maceria di facezie ha risvegliato insieme il piccolo Narciso e il RedBavon trasvolatore avventuroso di terre sconosciute, eccitato al pensiero di un nuovo compagno di viaggio…

Il caro amico…anzi l’amico ha avanzato una richiesta di utilizzare il b(av)log come piattaforma di un esperimento per raccogliere dei dati importanti per la tesi finale. In pratica, utilizzando degli indirizzi di posta elettronica con nome&cognome molto comuni, li si inserisce su una pagina web pubblica e si controlla quanto tempo ci mette a fare il “giro-completo” e finire nelle varie “catene di Sant’Antonio” che, in barba al povero Santo che proprio non se l’aspettava una finaccia del genere, invadono tutti i giorni la nostra posta elettronica con offerte di orologi prestigiosi a costi stracciati, lavori “da casa” ben pagati, avvisi della “tua” banca di fornire le tue credenziali segrete di accesso al tuo conto, “vincite” inaspettate e pillole&pastiglie assortite che assicurano alla virilità maschile una portentosa potenza (manco fosse Superman l’Uomo d’Acciaio) e lunga durabilità (manco fosse una batteria di pentole acciaio Inox 18-10, indistruttibile!). In altri termini: quanto tempo ci vuole affinchè un indirizzo di posta elettronica diventi “spamming”.

Proprio come nel film “The Experiment – Cercasi cavie umane” (Das Experiment, Germania, 2001), un thriller claustrofobico e ossessivo, ispirato a un vero esperimento sugli effetti della vita in prigione, lo “Stanford Prison Experiment“.

Quindi, se vedete un certo Ethan o una certa Michelle che commentano (in italiano) sparando una vaccata qualsiasi, non preoccupatevi, il b(av)log non è stato hackerato, questo mentecatto non è andato a mendicare commenti da sedicenti ammiratori affinchè questo naufragar sia più dolce in questo mare. Ma…

…Siete su Kazzenger!…ehm no, sarebbe troppo anche per me…siete nel The B(av)log Experimentz!

Grande Crozza! Quando la parodia è più attendibile della “realtà”.

Informazioni su redbavon

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3 responses to “The B(av)log Experimentz

  • giulia.esposito61@libero.it

    I nobili propositi del tuo amico vanno supportati, fai bene ad aiutarlo!…

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  • michael78davis@hotmail.com

    Troppagrazzzzia santanto’ … magari bastava un semplice ok!

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    • redbavon

      Sant’Antonio è un santo importante, uno dei più noti e amati nel mondo. La sua Basilica a Padova viene visitata da milioni di pellegrini e devoti, da tutto il mondo. Ogni Chiesa ha un qualche riferimento al Santo sotto forma di affresco, dipinto, statua, nicchia o altare. E sai perchè tutto questo affetto? Perchè, da sempre, è colui che dialoga con chiunque abbia da condividere qualche sofferenza nello spirito o nel corpo. Quindi, sopratutto per te, mio caro amico…anzi amico, dal corpo martoriato dalla bassa statura e dalla calvizie, il Santo sarà sempre presente come compagno di viaggio della vita quotidiana. È il fratello maggiore, l’amico confidente, sempre presente.

      PS: Sant’Antonio ha parlato ai pesci e a una mula, ma d’inglese non spiccicava manco un “ok”….

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