42, passati. Olè!

Non sono  nuovo all’autocelebrazione, ce n’è traccia da qualche parte qui in mezzo, che i detrattori ci azzuppino il pane, prego accomodatevi.

40+2 avrei scritto continuando quella “storia”.

41+1 scrivo oggi. E’ il primo anniversario che manca papà. Un aeroplano nell’aria bionda e calda vola piano, lascia un bel mondo dal colore baio, dove c’è il fiume di gennaio

41+1, sfastidiato, con un dolore all’orecchio sinistro che prende tutto il trigemino tanto per ricordare che gli anni passano e la carcassa scricchiola, ma per graziadiDDDio e (s)fortuna vostra ancora non è giunto alle falangi, falangine e falangette, che articolo sicuramente meglio di quanto i pensieri nel cervello. Scendi, pilota, fammi vedere, scendi a bassa quota, che guardi meglio e possa raccontare cos’è che luccica sul grande mare.

41+1 telefonate di auguri di amici cari, qualche augurio che mi sarei aspettato ma non è arrivato, una manciata di sms, qualcuno che avrei tanto desiderato e un sms mi sarebbe bastato, ma non è arrivato. Auguri per e-mail, una anche dalla lontana Australia! Sorrisi di conoscenti, abbracci, sorrisi (degli occhi) dei più stretti. Teneri baci sulla guancia e timidi strofinamenti di…guancia. Gesti cari. Ma sempre presente di fondo una sensazione di “sfastidiamento”. Ne sono certo: proprio un pianoforte da concerto, dal suono avuto dal mistero, un pianoforte a coda lunga, NERO.

Una sensazione scura, me ne starei raggomitolato in un angolo buio tutto attento ad ascoltare il dolore del mio orecchio. E’ la crisi dei “Quaranta”, dice la Gente…non ci credo. Invecchio ma è solo un dato anagrafico che mi insegue e spero lo faccia per molto ancora. Cosa vuole dire questo “sfastidiamento”? Vaglielo a spiegare alla Gente. Certo c’è stata laggiù una storia molto complicata, ci va una bella forza per lanciare un piano a coda lunga in alto mare.

Però vedi,VEDI quante persone care qui intorno, c’è una festa (quasi a sorpresa), un (non-)compleanno. Non voglio abbandonarmi al cuore duro. Allora sì, seguiamo la tradizione: festeggiamo. Dove c’è un piano, intorno c’è sempre gente che fa baccano, ci sono occhi che si cercano, ci sono labbra che si guardano.

Rimane questa traccia di una bella festa di buon(non-)compleanno e i miei ringraziamenti che faccio a tutti nel modo che mi viene più naturale. Per molti solo chiacchiere, per me foto, Pictures of You appunto, foto di un album un giorno da (ri)sfogliare. Non mi fido, in certi casi un pianoforte è un grido, ci sono gambe che si sfiorano e tentazioni che si parlano

Gira pilota, recuperiamo il cielo ad alta quota, torna nel mondo dal bel colore baio,dove c’è il fiume di gennaio

42, passati, olè! Prendo il mio bel Aguaplano e parto alla via di questi 43, fottutissimi 43. Vostro Ulisse.

Aguaplano (Avion Travel cantano Paolo Conte “Danson Metropoli”)


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2 responses to “42, passati. Olè!

  • Giorgia

    Che dire……dopo il buon compleanno a questo punto, passati 3 giorni dall’evento non mi rimane che augurarti
    BUON ANNO
    ……ovviamente con il sorriso negli occhi !!!!!🙂
    grazie

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  • TT

    …dai clà …ed io cosa dovrei dire????….. 40+6 quasi….non ci posso credere!!! ommiddio quanto sto invecchiando, ma con i miei 40+6 ci siete voi a farmi compagnia, pensa a Baglioni come stava messo peggio..lui aveva le carte!!!! bacioni e ancora auguri per i tuoi 40+2 +3gg

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