…/Ritorno da New York

Onda Sonora Consigliata: Leaving New YorkR.E.M.

Scritto e dedicato a Titti.

Piccola cronoca di quanto succede su un volo, spunti per ingannare il tempo e la mente: se volare vi mette agitazione, mettetevi comodi, guardatevi intorno e…godetevi lo spettacolo. Per chi ha paura di volare, perché possiate spiccare il volo. Per ora, almeno con l’immaginazione.

Immagine da www.thesartorialist.com

E ora: i saluti!

Eccoci di ritorno. Decollati. Si balla un po’ per le bizzose condizioni metereologiche. Pioggia, vento, banchi di nuvole turbolente e chissà cos’altro lì fuori, il tutto producente effetto sussultorio-ondulatorio per niente fastidioso (se non alla buona grafia), ma ci ricorda che siamo in aria solo grazie a quel miracolo chiamato “portanza”.

Leggo un libro, che dato l’argomento trattato, vale la pena citare “Blog-grafie”. Immerso nella lettura non faccio molto caso al tipico microcosmo che è l’interno di un aereo da trasporto passeggeri, a parte un coppia di signori dietro di me che sembrano usciti dal serial “The Sopranos”. Massimo rispetto.

E’ un aereo di emigranti. Emigranti come me. Con radici profonde in un posto più o meno lontano dal luogo dove vivono, vivranno e – Dio lo voglia il più tardi possibile – moriranno. Una per tutte: dialogo tra due signore sulla cinquantina, entrambe calabresi, entrambe made in USA, una dice all’altra: “ho vissuto qui (in USA) più di trent(H)anni”. ’(H)aspirazione tipica e inconfondibile. La conferma viene dall’inevitabile scambio delle località di origine: Locri e Soverato.

Passano i carrelli con le prime provviste…salatini e un bicchiere di vino bianco: è l’ora dell’aperitivo…non credo, ma facciamo finta. Un sorso e solo un’altra considerazione: Soverato, patria della mia compagna di viaggi A/R al lavoro nonché coinquilina di scrivania. Il mondo è davvero piccolo o è solo una diabolica coincidenza che mi vuole ricordare che il (breve)tempo della vacanza è finito e sta per iniziare il (lungo)tempo del lavoro?

Chi avesse l’avventura di leggere queste righe e fosse anche amante dei “trova le differenze” di settimana enigmistica memoria, allora avrà notato che un particolare non “torna”, stona, non è coerente… … …<triplice serie di triplici punti di sospensione> poche righe fa ho scritto “LEGGO un LIBRO”, ho scritto che ero intento a leggere un libro…e allora come faccio ad essere qui con un foglio, penna, vino e salatini?

Beh, sono riemerso dalla lettura un attimo, un po’ come quando si fa “snorkeling”, occhi sul fondo, pinnata leggera e costante, a un certo punto ti fermi, tiri su gli occhi appena sul pelo dell’acqua e guardi intorno. Dove sono? Tanto è straniante il mondo subacqueo. Così un pianto di un bambino, lì davanti, una dozzina di file più in là, mi ha fatto riemergere dalla lettura, ricollegata alla realtà di questo microcosmo di varia umanità volante. Un pianto di strani(a)mento, a strappi, piagnucola, URLA, si calma, viene distratto da uno qualunque dei passeggeri, che pur di riprendere a dormire (per conto proprio) prova con le smorfie più assurde del repertorio. Il bambino si annoia subito (è piccolo, non stupido) e riprende i suoi urlettini, le sue lagne, i suoi occhietti tumidi, le sue labbra all’ingiù. La mamma e il nonno lo cullano, lo sballottano come si fa con i bambini, il nonno veramente mi pare gli dia più fastidio che sollievo, gli danno “in pasto” una rivista, d’incanto si quieta, sfoglia rapito…dura poco, riprende il movimento sincopato di urletti, pianti e frignolamenti…UN GRANDE! Un grande! Lo dico perché non sono pazzo (completamente), ma perché dentro mi si è dipinto un sorriso soddisfatto e beffardo, come riflesso condizionato a questa osservazione del tutto secondaria e subliminale: il bimbo è nella prima fila della classe “economica” e di sicuro i suoi urletti staranno rendendo difficile il sonno di quelli spaparanzati nelle lussuose e comode poltrone della Business Class, separate da una tendina e un corridoio “lungo” 30 centimetri! La rivincita del popolo emigrante sulla classe benestante!

Eccolo…il grande eroe del proletariato volante mi sta passando vicino, in braccio al nonno, che ora tenta di distrarlo con la “tipica” passeggiata nel corridoio: l’unico effetto è di rendere udibili gli urletti del nipotino anche agli ultimi delle ultime file. Ehi! Ma il piccolo ha un orecchino…Diamine! E’ una bambina!…o no? Tutto può essere. Deciderà quando sentirà di quale orientamento sessuale vuole essere. Tanti auguri, Piccola!

PS(ovvero Potrei Suggerire): un quarto di pasticca di valeriana disciolta in acqua e zucchero, servita in biberon è una soluzione naturale ed efficace. (onirici)Effetti collaterali: bacio appassionato con(lingua di) Nicole Kidman e preliminari assortiti (a me questo è capitato davvero, con una pasticca intera però…)

E’ ora della cena e dell’andirivieni di carrelli portavivande e personale di bordo…ma perché mi parlano in inglese (“Fish or beef?”) se le hostess sono italiane e io sono italiano?!?

Trangugio quanto di commestibile e meno vicino alla consistenza delle posate di plastica in dotazione perché così inganno il tempo e perchè…è incluso nel prezzo del biglietto. E’ di nuovo qui la bimba, il nonno si ferma, le sorrido con l’espressione più ebete che vino e stanchezza possano permettermi, provo a farmi notare, a “fare il simpatico”, ma vengo “fregato” dal tipo biondo del sedile anteriore che sfodera un fischio tipo richiamo dell’allodola in calore…è imbattibile. La bimba è rapita. Mi viene in mente una canzone di De Andrè che fa “Persa per poco, persa per molto…” L’idillio della bimba con il vicino ruffiano però dura poco…’ste giovani d’oggi non sanno e non vogliono aspettare…tutto e subito….una voce suadente di hostess interrompe questa riflessione filosofica da due euro (=filosofia-spicciola): “Coffee? Caffè?”…OMMmioDddddIONO!

…. ….

‘Na ciofeca. Anche questa ‘na ciofeca. Sorseggio e chiudo. ClaudiOUT.

Se leggete queste righe, vuole dire che non solo non avete bisogno dell’oculista, ma sono anche felicemente atterrato. (visto Titti?)

Informazioni su redbavon

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6 responses to “…/Ritorno da New York

  • Giorgia

    ….certo potevi pure “sorvolare” sulle turbolenze iniziali….me l’hai un po’ scossa😉
    scherzo!!!
    comunque grazie per questo bellissimo viaggio e grazie per non aver usato la parola fine….che non mi piace per niente…..quindi……attendo, anzi credo attendiamo con ansia i prossimi!

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    • redbavon

      Il rischio di precipitare nel vuoto con le insalubri conseguenze di un effetto-piadina sul terreno è comune a tutti (a parte a Icaro…), razionalmente non ci sono opposizioni che tengano.
      La paura di volare è frutto di una percezione che appartiene più alla sfera delle emozioni piuttosto che a quella della razionalità. E allora ho provato a combattere le emozioni “negative” con altre…emozioni. Si tratta di usare l’immaginazione in maniera diversa, in altra direzione: Titti la usa per immaginarsi come prima attrice nei film della serie catastrofica “Airport”, io ho provato a farla sentire invece nell’ “Aereo più pazzo del Mondo”.
      Abbattuto.

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  • Massimo

    Spero solo che la mia piccola Elisa invece si faccia una bella dormita per tutto il tragitto Fiumicino – JFK! Non vedo l’ora di partire.

    Citazione finale da Space Balls o sbaglio?

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    • redbavon

      Ah Ah! Se la piccola Elisa decidesse di farsi venire gli sfrignolamenti, allora fatti una passeggiata con lei in Business Class!
      Comunque hai tutta la mia (buona)invidia! PENSA che diamine di città addobbata che troverai! Altro che queste lucine e luminarie di festa-di-paese qui fuori!…Giusto i “botti” di Piedigrotta possono reggere il confronto! Lucida la carta di credito, affila la punta della penna e allenati a fare la tua firma. Il consumismo più bieco è lì che ti attende a fauci spalancate…e sta certo: ti inghiottirà. Non opporre resistenza, fa parte dell’anima della città…Che fai? Fai lo snobbettino e dici che non ti interessa, allora ti dico: 5th Avenue, NBA STORE. Se ci entri, sei…un’apocrifa (non c’entra niente, ma suona daDDdio).
      Confermo che la citazione è da “Space Balls” (noto da noi come “Balle Spaziali”), ciò che è uscito dalla mia penna voleva essere molto tipo “L’aereo più pazzo del Mondo” e quindi la citazione da “Balle Spaziali” è venuta giù naturalenaturale…quell’astronave che passa e non finisce mai è semplicemente GENIALE!

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  • Massimo

    NBA STORE + MADISON SQUARE GARDEN

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