Guardare, sperimentare, sentire…New York

Rumore di fondo: Empire State of Mind – Jay-Z & Alice Keys.

GUARDARE…

…A Colombus Circle. Una piazza dedicata a Colombo (il Cristoforo, non il volatile), su un lato l’accesso a Central Park, un centro commerciale con due statue di Botero, al piano superiore la Samsung Experience (non un semplice “shop”…EXPERIENCE), ma sopratutto al piano di sotto, i banconi e le scaffalature di Whole Foods Market, colorate di ogni ben di Dio, ordinato per categoria. Scegliere una scatola di cornflake non è stato mai così imbarazzante: volendo scorrere tutto, tra il primo e l’ultimo, avevi dimenticato il motivo per cui eri al supermercato. A parte la puntata esplorativa intorno all’albergo sulla 47th Street e Times Square si inizia come…tutto ebbe inizio, almeno per la storia come ce la raccontano nel Vecchio Continente. Tutto ebbe inizio da Colombo, la mia visita inzia da Columbus Circle.

Columbus Circle

Columbus Circle

elcriC submuloC

elcriC submuloC

Gira il mondo Giiiiraaaa

Gira il mondo Giiiiraaaa

Il Mercato di Tutti i Cibi

Il Mercato di Tutti i Cibi

GUARDARE…

A Times Square. Lo sbrilluccichio delle insegne, dei negozi, della strada, delle auto, della gente. Tutto sbrilluccica. A Times Square ho percepito l’istinto naturale che spinge la gazza verso qualsiasi cosa emetta un flebile luccichio. La fiera dell’esa-gerato, dell’esa-sperato, dell’esa-ltato. Esa-gero? Andate nel negozio di Toys’R’Us: c’è una giostra…a grandezza di “giostra vera di quelle che trovi nei paesi durante le molli e afose sere d’estate ”. Se tutto ciò è normale, siete americani o MegaloMan.

Times Square sconfina e rientra nel confine in continuazione, tra il pacchiano e l’attonita meraviglia. Ci sarò passato un centinaio di volte, ma ogni volta era un piacere scorrere nella folla, entrare e uscire da un negozio, stare lì, passare di lì. Non mi sono mai stancato di passarci e, alla fine, è uno dei luoghi che entra ed esce dai miei ricordi più di frequente, ha esercitato e – visto che ne sto ancora scrivendo – tuttora esercita un magnetismo come pochi altri luoghi dove sia stato. Strano perché non ha nulla di esotico, atavico pensiero di paradiso perduto, né di alieno, lontano dalla mia forma di idee e di aspettative: una città, una città della nostra civiltà occidentale, tutto molto prevedibile. Invece, mi sbagliavo.

…Allora? Ammettilo dai, un pò pacchiano lo è!?!

Streetlights, big dreams, all lookin’ pretty – No place in the world that could compare


GUARDARE…

…nella 5a strada, da Tiffany & Co. gli occhi delle donne: brillare.

Ciondoli e vaghi come se fossi riuscito finalmente a entrare nella caverna del tesoro di Alì Babà e i 40 ladroni. “Apriti sesamo!”, le parole magiche non servono più: sono state sostituite da numeri scritti in rilievo su una carta di plastica. Comunque anche questi numeri sono “magici”, sopratutto per Tiffany & Co.: se ti innamori di una gioia del Tesoro, Alì Babà in cambio di una strofinata di quella carta di plastica, te la concede e – magia – diventa ancora più ricco!

Ciondoli da un tesoro all’altro, ma io sono rimasto imbambolato a fissare…gli sguardi delle donne! Gli occhi delle donne brillano più dei gioielli che sfavillano dalle vetrine e bacheche tirate a lucido. Sguardi persi in fantasie che solo una donna può immaginare, un uomo non ci arriva, può comprendere la bellezza del gioiello e di come potrebbe donare lucentezza a quella “stella” che gli è accanto nella vita, ma non può capire fino in fondo quest’attrazione tra gioiello e donna, un legame quasi naturale. L’uomo può stare solo lì a guardare. Chiudete gli occhi: la Hepburn davanti alla vetrina di Tiffany & Co., mentre fa colazione, l’eleganza, la dolcezza….e lasciatevi – letteralmente – galleggiare sulle note di Moon River.Wider than a mile. I’m crossing you in style someday.You dream maker, you heartbreaker. Wherever you’re going I’m going your way. Two drifters off to see the world. There’s such a lot of world to see.Were after the same rainbows end. Waiting round the band. My huckleberry friend, moon river. And me.


SPERIMENTARE…

…il tramonto sul ponte di Brooklyn.

Il cAlore del cOlore del tramonto che riscalda il freddo vetro e acciaio della foresta dei grattacieli che fanno da sfondo a questo spettacolo naturale di ogni (fine)giorno. La luce sembra prendersi gioco di questa sfida dei piccoli uomini verso l’immensità del cielo, viene imprigionata per pochissimi istanti nei vetri, poi finalmente SI LIBERA! Come un cavallo imbizzarrito costretto da troppo tempo in un recinto, scalcia, spicca un balzo oltre e corre via. Così, la luce del sole che tramonta, trattenuta dalla ragnatela di acciaio e vetro, alla fine rimbalza tra le pareti, attraverso i vetri, di tetto in tetto, di finestrone in finestrone, rimbalza e schizza via, libera di andare dove vuole a infiammare il cielo di arancio e rosso. Lasciando una silhouette scura dietro di sé.

SPERIMENTARE…

la pace e l’armonia del New York Botanical Garden tra rigogliosi alberi di ciliegio in fiore, con tanto di laghetto e tempio giapponese, una passeggiata anche per i pensieri che porti con te e, puoi sentirli! Sembrano stiracchiarsi e distendersi sul prato al sole sotto quel salice o ciliegio. Uscire da questa riserva naturale di pace e tranquillità e ritrovarsi subito lanciato come un’auto sportiva, da 0 a 100 km orari in 3 secondi, in una giungla di cemento, alberi sostituiti da palazzi, prati sostituiti da manti asfaltati. Il ritmo cresce, lo senti pulsare, neanche il tempo di pensare e già sei rapito dalla corrente: altri luoghi da vedere, altre situazioni da sperimentare, altre emozioni da sentire. “La città che non dorme mai”. E tu con lei.

Concrete jungle where dreams are made of – There’s nothin’ you can’t do – Now you’re in New York – These streets will make you feel brand new – Big lights will inspire you – Let’s hear it for New York, New York, New York.

SENTIRE…

… il senso di spaesamento.

Il senso di essersi perso consapevolmente nel dedalo di vie tra i grattacieli di Wall Street. Il senso di vertigine di passare dalla vista dall’Empire State Building della facciata e dei tetti di Midtown, che formano un patchwork architettonico di varie forme e altezze, alla tranquillità delle case basse e i viali alberati a Greenwich Village. Il caos del traffico pedonale e automobilistico delle street e delle avenue, i passanti tranquilli sotto l’arco di Washington Square e la pace dei prati sconfinati di Central Park.

SENTIRE…

… l’abbraccio di una signora un po’ in avanti con gli anni, seduta accanto a te durante una messa. Il senso di accoglienza e di essere accolti da Uomini e Donne che non conosci, ma tutti raccolti insieme sotto il tetto di una chiesa che cantano, si prendono per mano, si abbracciano, ridono. Andate ad Harlem, infilatevi in una qualsiasi delle chiese battiste che trovate per la strada, sedetevi, spegnete telefoni e riponete anche le macchine fotografiche e videocamere, non avete bisogno di ricordi(ni), l’emozione vi si pianterà indelebile e vivida tra cuore-mente-viscere e non vi abbandonerà più. Anche se non capite bene l’inglese, non vi preoccupate, aprite bene le orecchie e cuore, lasciate fare, lasciate la porta della vostra anima socchiusa, attraverso quello spiraglio si inflierà una refola di canto che alla fine quella porta spalancherà e desiderete forse scardinarla. Un canto che coinvolge e poi travolge, il canto unisce questi Uomini, Donne e Bambini, di tutte le età, un canto che esprime dolore e speranza, che racconta di tutte le difficoltà della vita di questi Uomini, Donne e Bambini, che – nonostante tutto – non hanno smesso e non vogliono smettere di desiderare e credere un mondo migliore. Rimanete lì fino alla fine della funzione, non ve ne andate perché il safari-turistico ha i tempi stretti, rinunciate a qualche cosa-da-vedere per qualcosa-per-sentire. Lasciatevi abbracciare, abbracciate, esclamate “Thank You Lord!” anche se non siete credenti, vi verrà naturale…datevi la mano con i vicini, ritrovate un senso di comunione, ormai sacrificato all’altare dell’Individuo, battete le mani a ritmo, cantatecantateCANTATE anche se non sapete una parola d’ingleseCANTATE! Quante volte avete storpiato le canzonette in auto, fate lo stesso qui! Nessuno farà caso alla vostre parole.

Sono uscito dalla chiesa, mi sono girato viso alla facciata e solo in questo momento ho preso un souvenir, questa foto a lato, timidamente, quasi con un po’ di vergogna…un’immensa gratitudine per l’emozione che ho ricevuto, una esondazione di “grazie”, me li sarei abbracciati tutti, uno ad uno mentre uscivano, una voce dentro mi chiedeva “Perché non sono nato di colore?…Perché?”… … ma almeno sono meridionale.

Labor day parade, rest in peace Bob Marley,

Statue of Liberty, long live the World trade,

Long live the king yo,

I’m from the empire state that’s.

Pronti per il ritorno a casa? Allora DECOLLO!

<— Claxi driver

Informazioni su redbavon

https://redbavon.wordpress.com/about/ Vedi tutti gli articoli di redbavon

6 responses to “Guardare, sperimentare, sentire…New York

  • Cinzia

    Mi è venuta voglia di cantare a squarciagola con gli occhi rivolti al cielo! mmmm…..magari davanti a Tiffany & Co e con quella magica carta di plastica… coinvolgente come sempre Bavix!

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    • redbavon

      Cantare a squarciagola con gli occhi rivolti al cielo? Davanti a Tiffany & Co.?!? Ottimo metodo per fare accorrere i policemen e sperimetare le straniere galere. Certo sarebbe qualcosa degno di essere raccontato ai figli dei figli, ma non credo questo blog resisterà così tanto tempo…
      Grazie per il “coinvolgente”: sei come la V-Power della Shell per il mio motore! Benzina raffinata finemente, benzina per i ricchi.

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  • Ale-miky

    ammazza che figata…….ao’ se devi farte n’altro giro vengo con te….chissà se non troviamo giochi che non sono ancora usciti;-)

    un bel lavoro

    un bel viaggio

    un brutto ritornoXD

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    • redbavon

      GRANDE Miki! Un elenco puntuale e che va dritto al nocciolo, assolutamente al di là delle mie stentatissime capacità di sintesi. L’unica cosa che non mi torna è: un bel…”lavoro”? A’ Mikiiiii che lavoro e lavoro, ci si ritorna e CI SI RITORNA, ma solo in vacanza…
      PS: riguardo ai giochi, beh…è imbarazzante…purtroppo non tutti sono compatibili con le macchine che abbiamo qui. Tu col MAC, ci vai di lusso però;)

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  • Ale-miky

    allora dai.quando riparti io vengo con te ok?

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