Prologo: la partita del (trapianto di) cuore

Napoli e Dumbarton

Ma Quando LA Finiremo?!?

PROLOGO della replica della partitella amarcord al Bava Claudio Coliseum, che tanto successo ha riscosso nella sua prima edizione da sentirsi in dovere di organizzarne una seconda (e con tutta probabilità ultima).

Pomeriggio afoso quanto l’ascella di un muflone d’alta montagna in estate.

Sbragato sul dondolo vecchio quanto Sabaudia, intriso di sonni post pranzo con tanto di bolla al naso e fiumi di chiacchiere di altrettante serate spensierate. Computer sulle gambe,  Word nelle pupille, velate da una voluta di fumo della sigaretta post caffè, dovrebbe ispirare e fare molto “scrittore at work”. Colonna sonora: “Rainy Day” dei Coldplay. Sogno di pioggia ristoratrice. Tutto intorno afa di pomeriggio estivo di mezz’agosto.

Rumore di fondo: Rainy Day (Coldplay)

Oggi, giorno dell’evento sportivo più atteso dell’anno: la partita del (trapianto di) cuore al Bava Claudio Coliseum. Dai molti noto anche come “Bava Memorial”, allusione forse al fatto che se si è costretti a chiamare me a giocare a pallone, può essere successo solo una cosa: tutti i giocatori di calcio del mondo (mezze cartucce incluse) sono stati all’unisono azzoppati da un virus pandemico e il gioco del calcio di conseguenza è stato dichiarato ufficialmente “morto”.

La preparazione a un evento di cotanta portata ha ricevuto le attenzioni riservate alla coppa del nonn…Mondo. Comitato sportivo incluso.

Intensi e febbrili preparativi hanno caratterizzato il momento dopo la decisione di replicare l’appuntamento calcistico inaugurato l’anno scorso e seguito con vivo interesse da CTO, Pronto Soccorso, Unità Speciale Coronarica, Il Dipartimento Nazionale di Robotica e Protesi artificiali, l’Unità Cinofila e uno stuolo di fotografi di riviste di quart’ordine alla ricerca della foto del morto-sul-campo che li facesse andare su Real-TV o sui telegiornali in prime time.

Alcune conferme, numerose defezioni, rimaneggiamenti al volo della formula, tentativi di boicottaggio e un tira&molla di sì-ni-no alla richiesta di partecipazione. Particolare da segnalare è la pletora di scuse e gustificazioni al “no” che non si sentivano dai tempi della scuola media: temporanei malanni di lontani parenti&animali domestici neanche si fosse rifatto vivo in terra l’Angelo Vendicatore; un assortimento di strappi e dolori muscolari che non si sono mai visti nemmeno in tutte le  puntate di tutte le stagioni messe insieme di E.R. Medici in Prima Linea; alcuni hanno disdettato le ferie prenotate tre mesi fa (per ottenere lo sconto) e riprogrammato un last-minute esattamente a cavallo della data dell’Evento, tre giorni prima la partenza, tre giorni dopo il ritorno, così da scoraggiare anche eventuali spostamenti di data.

Il tutto, molto prevedibimente, condito da un ricco repertorio di maledizioni all’indirizzo dell’ispiratore del mini-torneo/mono-partita/solo andata. Maledizioni giunte puntuali all’indirizzo visto che nella settimana dell’Evento si sono abbattute nell’ordine:

  • lunedì (primo giorno di ferie, tra l’altro), luce di allarme sul pannello dell’auto avente forma di motore (poteva essere l’olio?NO) che al confronto con il libretto delle istruzioni recitava perentoriamente e senza alcuna altra spiegazione:”Rivolgersi al più presto a un’Officina Toyota Autorizzata”;
  • martedì (secondo giorno di ferie,è un buon inizio eh?), sveglia presto, mezz’ora d’auto, raggiunta l’Officina Toyota Autorizzata più vicina (a Latina), spiego l’antefatto al Capo-Officina, il quale apre la portiera (ma il motore non è sotto il cofano?!?), infila sotto il volante un cavo collegato a una “scatola nera” (odddio è proprio così grave?!) e dopo avere consultato l’”oracolo” al computer sentenzia un guasto piuttosto consistente anche per il portafoglio. Al danno la beffa: riparazione possibile solo dopo il 15 settembre. Non resta che affidarmi a Lourdes.
  • mercoledì riposo (meglio non uscire di casa visto l’andazzo)
  • giovedì fermato “solo” dai Carabinieri e blocco di tutti i finestrini dell’auto (problema già avvertito la domenica sera prima, ma apparentemente risoltosi nella serata stessa…oscuro presagio?)
  • venerdì finalmente IL giorno! Mi sveglio semi azzoppato da “occhio di pernice” sotto la pianta del piede destro (peraltro quello “buono” per i tiri), che fino a quel giorno sembrava addirittura in via di guarigione definitiva.

Sopra le note di una canzone che sembra prendersi gioco di quanto ho appena descritto il cui titolo è “Wonderful” (Gary Go), vado a chiudere questo ampio prologo dell’Evento che si terrà nella verde e paludosa cornice di Borgo Hermada, su campo di calcetto, un 6 contro 6, nella consolidata tradizione manichea e di chi non ha nessuna fantasia: Squadra Bianca contro Squadra Nera. Visto l’antefatto e in vista della deludente prestazione, io ho preparato la maglia rigorosamente nera.

Continua alla cronaca della partita:

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2 responses to “Prologo: la partita del (trapianto di) cuore

  • quasimodo (non salvatore)

    Dopo il II memorial Claudio Bava, disputato 15 giorni orsono, il mio soprannome muta in … Quasimodo … no, non intendo il famoso poeta di nome Salvatore, ma il povero gobbo e storpio protagonista di notre dame de paris: infatti, dati i devastanti postumi della distorsione alla caviglia (unico personale momento di protagonismo nell’arco di una prestazione a dir poco anonima) ormai cammino a mala pena !!!

    “Caro mi fu quell’ermo colle” chiamato Borgo Hermada … appunto mi fu, perché ormai sarebbe meglio che mi limitassi a recarmi da quelle parti per acquisti di mozzarelle di bufala e vino piuttosto che per revival di prestazioni sportive non più in linea con i tempi.

    Lo spettacolo della partta deve essere stato talmente pietoso che anche il gestore del campo, in un tentativo estremo di salvare reputazione e salute dei partecipanti, dopo appena 45′ di gioco si era furtivamente portato via il pallone. Ma nemeno questo è bastato … cocciuti più dei muli ed indifferenti agli sguardi innocenti dei bambini presenti (che certamente non potranno mai appassionarsi al nostro sport nazionale dopo avere visto una simile pietosa partita) abbiamo proseguito nel nostro accanimento terapeutico da gioco.

    Del risultato della gara non ho ricordo, avendo cancellato dalla memoria tutto ciò che è accaduto a partire da quel tiro senza velleità che mi è costato la caviglia destra, ma sono certo di chi siano i vincitori:
    1) Giorgio (il figlio di Gianluca), unico dei 12 partecipanti dal quale ci si possa aspettare future prestazioni calcistiche degne di tale nome;
    2) i presenti, che comunque vincono sugli assenti, almeno per avere avuto il coraggio di metterci la faccia (ed infatti non so con quale faccia ci potremo presentare ancora ai numerosi coraggiosissimi tifosi presenti);
    3) il medico dell’ICOT che mi ha visitato la caviglia che, dopo avere escluso fratture, mi ha consigliato quale terapia di praticare sport più adatti alla mia età.

    Ma nonostante tutto e con la caviglia ancora immobile, rieccomi qui in ufficio a ricordare con piacere il II Memorial Claudio Bava ed a studiare una preparazione specifica mirata al III Memorial del prossimo anno (fatta di concimi e doping !!!).

    In attesa della cronaca della partita e di quale (speriamo benevolo) commento, Vi mando i miei saluti

    Massimo Dellago

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    • redbavon

      Vedo con viva gioia che già sul prologo la grande penna del Massimo lacustre ha dato i suoi frutti. Se il piede si è infortunato, la penna non ha perso di brio che, in effetti, è latitato parecchio nel secondo appuntamento calcistico al COLISEUM…ed evidenzio COLISEUM. Il “Memorial” lo farete quando i vostri anni supereranno i miei, ma spero vivamente che non sarete più in grado di giocare a pallone dato che il numero delle candeline sulla torta sarà intorno ai 100 (attenti all’ipossia per spegnerle…). E visto che i posteri per dare l’ardua sentenza (se becchiamo un “6” è grasso che cola) dovranno avere un resoconto dei fatti, è anche il caso di darci sotto con la cronaca della partita vera e propria…ho omesso appositamente di specificare “di calcio”. Contributi sono bene accetti.

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