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La giraffa del bisnonno Claudio…su Lonely Planet!

Giraffa del bisnonno ClaudioIn un afflato di megalomania, mista a vanagloria, nonchè botta di altruismo (I’m feeling dizzy…), in quel di gennaio scorso, inviai alla community di Lonely Planet un estratto del blog gemello di questo umile che state leggendo. Estratto rimaneggiato (ma poi manco tanto) per il GrandePubblico che la Lonely Planet aveva dichiarato di volere pubblicare, ma che era sparito nelle nebbie di Avalon. Domandare è lecito e io ho domandato, rispondere è cortesia e la Lonely Planet ha risposto: c’è stato un disguido tecnico, sarà online e così lo ha pubblicato! Ha pubblicato senza tagliare, mantendo integro il bavastyle che tanto dà pena alle vostre cornee. Anzi, con certa personale soddisfazione, ha colto lo spirito dell’umile contributo e lo ha titolato di propria sponte con un bellissimo:”La giraffa del bisnonno Claudio
Orsù non indugiate oltre, cliccate sul link: bene che vi faccia, farete un giro per il mercato dell’artigianato di Victoria Falls; male che vada, mi farete diventare il più cliccato del sito.

“Il mondo è mio!”

Si ringraziano in ordine rigorosamente sparso:  Lonely Planet, tutti i compagni del viaggio, He-Man (Masters of the Universe, 1983) e tutti quelli che mi supportano e sOpportano. No perditempo (basto io)


Botswaltzer

Botswana in due minuti.

Tutti tornati alla solita frenesia, eh? Andate alla macchinetta, schiacciate caffè, thè o arrischiatevi finanche al mocaccino, schieratevi davanti allo schermo, sorseggiate la bevanda-placebo (piano, mi raccomando, piano), due minuti, solo due minuti…

Onda sonora: Opera 64, N. 1, “Minute Waltz”, Frédéric Chopin

Ancora? Fatevi rapire dal Botswana! Foto, video, diario e amenità assortite qui.


Doctor Bava, I presume.

Onda sonora consigliata: Figli di Annibale (Almamegretta)


In partenza per uno di quei viaggi che mi ero promesso di fare prima che tirassi le cuioia (seguono i debiti scongiuri di rito): cascate Vittoria, delta dell’Okawango e safari nel Botswana. Dopo avere ripassato con la visione del film “La mia Africa”, non sto nella pelle di trasvolare come Robert Redford nel suo biplano. RedBavon all’ennesima potenza.

Campeggio selvaggio nella savana con il solo crepitare del fuoco, la volta celeste illuminata dalla Via Lattea e rumori degli animali che ti insegnano quando sei bambino. Questa volta per davvero.

Nessuna vaccinazione, non per sfidare la sorte ma perché è stagione secca (niente zanzare e malaria annessa). Malattia inevitabile, non c’è profilassi, non esiste vaccino, endemica: il Mal d’Africa.

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