EUFumORIA

Domenica. Mezzogiorno. Sul terrazzo. Ho appena finito le classiche faccende di casa che rimandi da una settimana, il tutto con una certa soddisfazione, una buona dose di stanchezza e un risultato che non va oltre a un: totale presappochismo. Vedessi come m’è venuta l’ultima camicia che ho stirato! Eeeeh SI’ mi fumo una meritata sigaretta!

Ho portato qui fuori un pezzo di carta, un taccuino malandato, no non è una moleskine, anzi è una di quelle agende che ti hanno regalato e che hai pensato di riciclare alla prima occasione utile (amico blu, amica bianca o conoscente umido e scarti alimentari non riciclabili?). Peccato che la prima occasione non si sia mai presentata oppure sei stato sopraffatto dalla giusta vergogna, in entrambi i casi, l’agenda rilegata in similpelle del 2008 t’è rimasta a casa e ora, per rispetto degli alberi morti, la utilizzi per appunti volanti. L’ho portata perché devo averci appuntato distrattamente un paio di cose che dovevo fare a casa… …distrattamente, dicevo. Troppo distrattamente perchè l’appunto l’ho scritto “volante” alla prima pagina che capitava e sarà capitato giusto nel mezzo, ma non a metà esatta, spostato di quelle 4-5 pagine che ogni volta salti quando arrivi nel mezzo e inizi a sfogliare avanti-e-indrè. E mentre sfogliavo, producendo il fruscio che un abile mazziere fa mischiando le carte, il pensiero-di-te, tumultuando dal profondo, è precipitato a valle rompendo e squassando gli argini del pensiero logico e dell’autocontrollo, ha travolto auto-stiima e senso della realtà senza subirne un minimo rallentamento o piccola deviazione, si è rigonfiato delle illusioni e dei pensieri privi di un qualsivoglia fondamento e con probabilità di accadere pari all’evento impossibile (altrimenti note come: GROSSE pippe mentali), infine è sfociato spumeggiante nello scrivere di te, il tuo nome, qui all’aperto, sotto il sole di mezzogiorno, mezzogiorno passato. Scrivo qui fuori così lo vede tutto il mondo!

A parte lo sprazzo di megalomania, ti penso. Il pensiero-di-te scende lungo il suo alveo naturale. Ma non riesco a contenerti per quanto scorri forte dentro-di-me. Allora ti chiamo.

Una speranza, qui in fondo.

Vorrei davvero chiamarti, ma non lo farò. Perché?

Semplice. Non sopporto l’idea che potresti non rispondere.

Siamo tutti artefici del nostro destino, il mio destino ormai scivola via dalle mie mani e cade tra le tue braccia. Puoi spezzarmi il cuore una-dieci-cento volte ma il cuore continuerà a battere e pompare un fiume di sangue e una piena di sentimenti, ma distruggi la speranza e tutto seccherà, inaridirà. Irrimediabilmente.

E’ finita la sigaretta.

Ciao mia piccirella.


Carlos Gomes per “Salvator Rosa”, canta Caruso.

–>basta con queste sigarette! L’ultima eh? Vai a Bacco, tabacco e una piccola Venere.


2 Risposte to “EUFumORIA”

  • miky

    molto profondo…

  • redbavon

    Hey! Che sorpresa! Una giovane leva (in senso anagrafico) che commenta il mio soaPolpettone…e che commento!
    Secco, stringato quanto io non riuscirei a fare neanche con una canna di fucile piantata alla tempia, ma che va al succo.
    Beh sì convengo: c’è molto di più di quanto ho scritto, i pensieri e le emozioni del personaggio sono molti di più di quanti gliene ho fatto esprimere. Li ho lasciati apposta immaginare a chi legge. Riempiteli con ciò che avete dentro.
    Così il tabagista sarà anche un pò più…vostro.
    Diavolo! Mi ci sto affezionando…
    Miky, GRAZIE! Se le nuove leve sono così, allora vedo un pò di luce, di quella speranza.
    (degna chiusura di degno soaPolpettone)

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