Archivio Mensile: maggio 2011

Sì viaggiare, a giugno.

Immagine tratta dal film: Il treno per il Darjeeling.

Rimbalza nella testa la canzone cantata dai The Commitments (nell’omonimo film) “Destination Anywhwere”… il ritornello ad libitum “East or West I don’t care”. E invece no! Scelte tra le mete più amate e consigliate nel mese di giugno, una serie di eventi e luoghi nella Vecchia Europa godibili in un fine settimana intenso, l’ideale è 3-4 giorni. Il Comandante, a nome di BavITALIA augura un buon viaggio in Russia, Regno Unito, Francia, Belgio, Portogallo, Danimarca e, naturalmente, la nostra Italia.
BavITALIA ringrazia i signori passeggeri per la fiducia accordataci, augura una serena e felice permanenza. E la prossima volta che avrete il folle desiderio di schizzare nei cieli senza paracadute, ci auguriamo che penserete a noi di BavITALIA. Grazie per avere volato con noi.

BavITALIA, Fly Me to the Moon.

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Lacreme Napulitane

Victoria Falls...leggete tutto e capirete il nesso.

Da quanto non mi facevo un pianto così di soddisfazione! Lacrime di una tristezza a profondità insondabili, che lasciano una scia liberatoria, catartica e di soddisfazione. Appena finito di vedere il film Sette Anime. Davvero bello. Definirlo triste e drammatico è riduttivo, è appiccicargli frettolosamente un’etichetta, un’etichetta ad un abito in svendita al 50% nei saldi in uno di quegli outlet nati come i funghi nelle periferie dimenticate ai bordi delle nostre metropoli, città e cittadine. Serata perfetta: fuori si sta benissimo, non fa caldo, non fa freddo. Una leggerissima brezza accarezza il banano qui accanto, che – rapato selvaggiamente da solerti giardinieri – ora sta rimettendo le foglie. Vi assicuro che in notti quiete come questa, a ore da vampiri in cui di solito mi sbatto (al)la tastiera, il suono prodotto dal vento e lo sfregarsi delle foglie tra loro è una compagnia discreta e rilassante, compiacente ai pensieri che fluiscono sui tasti e al tip-tap-ritip-tatatap sulla tastiera. Notte quieta questa non proprio: da qualche finestra di un palazzo qui accanto, sulla destra, una compagnia di ragazzi sta facendo baldoria. C’è una festa chiassosa, avevano messo su anche una musica tipo The Smiths, un ritmo molto brit(annico) sullo sbronzo andante, molesto pesante, ma ridanciano. Poi per qualche motivo la musica si è azzitita e non credo per educazione e rispetto del vicinato, visto che il livello di decibel delle loro risate e chiacchiere è decisamente elevato e, se le mie orecchie non fossero impegnate a sentire cosa dice la mia testa e la mia pancia, distinguerei esattamente ciò che si stanno dicendo. Sette Anime è uscito nelle sale cinematografiche diverso tempo fa, non ricordo nè mi va di googlizzarlo (o googlarlo?), avrà vinto premi e ricchi cotillon, non so. Fossi io giudice in qualche festival del piffero riconosciuto dal gotha intellettualoide, un premio glielo avrei rifilato. Ma poi perchè tutta questa mania: se uno non vince dei premi che vuole dire? Mica siamo alla fiera di paese e dobbiamo farci belli davanti alla nostra morosa, occhei, dammi ‘sto fucile a pallini, 3 euro 3 colpi, ‘azz manco fossero veri ‘sti colpi….PUM!PUM!…<pausa ruffiana e d’effetto>…PUM! Bravo! Il Sijore ha buttato giù tutti i barattoli, complimenti! – tra i denti l’imbonitore dietro al bancone mi manda una chiara bestemmia – CongratulaSSssioni al Sijore, vince questo bel premio! …Un orsacchiottONE formato grizzly scala 1:1 , riempito di pura gomma-piuma riciclata di provenienza incerta e non biodegradabile, panza prominente, gilet in pied-de-poule (?!?), sguardo così ebete che non puoi fare a meno di regalarlo alla tua morona dagli occhi di cerbiatto che ti sta accanto. Ma poi sarà fiera veramente di me, dopo ‘sto popò di regalo così kitsch?

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Pictures of You.

“Pictures of You” è UNA canzone dei The Cure, ma non per me, non UNA qualsiasi se “Pictures of You” è il nome che ho dato a questo blog, uno strano caso di omonimia? Plagio, indebito utilizzo del copyright, forse…piuttosto una sorta di (p)ossessione. Per certi versi questa canzone finisce per “possederti” e non esiste preghiera di esorcista che te ne liberi. Se la lasci fare, questa canzone entra dentro e le sue note e i suoi versi s’infilano tra certe pieghe dell’anima, così in profondità , da non riuscire più a distinguerle dall’ondata di emozioni che sono generate dall’ascolto.

Io m’immagino lì, in una giornata di pioggia, piove da ore e sembra non volersi fermare mai, uscire non se ne parla nè te ne viene voglia. La tempia appoggiata al vetro della finestra, freddo, tutto imperlato di gocce, il corpo a ricasco, come il sacco della spazzatura appoggiato lì allo stipite in attesa di essere buttato (non dalla finestra eh…), sguardo all’esterno, fisso in un punto che si perde nel grigiume delle nuvole. Per terra, tutte foto sparse alla rinfusa, un tappeto di foto. E inizia la canzone, dum dudumdum, entrano il basso e le percussioni insieme, prendono a battere il tempo della pioggia incessante, dopo qualche battuta si unisce una chitarra il cui arpeggio si mette a inseguire le singole gocce di pioggia, fino a fondersi in un tuttUno con il loro precipitare confuso e senza alcuna direzione. Cadono dappertutto. Il resto lo trovate nel piatto del giorno che lo chef ha preparato per voi: la traduzione, così come la sento, di Pictures Of You. Non lasciatevi ingannare dall’inizio dal sapore un pò amarognolo, un retrogusto asprigno, sappiate assaporare lenti, pianopiano sentirete del…dolce, sì lo avvertirete decisamente verso la fine, è un dolce che arriva in punta di lingua e infine esplode in tutta la bocca, papille e resto del corpo. Una delizia, vedrete.Un dolce? Ma per la festa di chi?…Vabè, basta chiacchiere… E alLOra…AuguRI!

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