Archivio Giornaliero: febbraio 24, 2011

Disco Boy

Voglio ballare con te e stringerti forte tra le braccia tutta la notte

Come ogni sabato sera, vado a ballare in discoteca. Un locale diverso, ogni uguale sabato sera. Mi guardo in giro. Butto il mio sguardo nella folla, come la rock-star che si lancia dal palco sulla folla. Una foresta fitta di braccia e mani sostengono la rock-star; il mio sguardo atterra con un tonfo sordo a terra, sul pavimento della pista da ballo. L’attimo prima di venire maciullato da tanti tacco-12, ritiro il mio sguardo e vado al bancone. Ordino una vodka per sentirmi a posto. La vodka ha effetti deleteri sulla mia lucidità, ma ha l’indubbio vantaggio di annebbiare la percezione della realtà quel tanto che serve per farmici sembrare a mio agio e con una velocità assai superiore della birra o del vino. Cocktail, no. Non amo queste misture che non mi fanno capire cosa sto bevendo. Voglio capire cos’è che via via mi provoca deficit di coordinazione, linguaggio impastato, rallentamento psichico. La vodka è sincera. Se le parole escono dalle tue labbra e il tuo cervello le registra prima come “estranee”, poi le riconosce come “tue” e ,alla fine, le archivia come “strane”, sai chi è stato. Se cammini e i tuoi passi diventano incerti e barcollanti come quando avevi 2 anni e andavi in giro con il pannolino, sai chi è stato. La vodka non ha colore. Ci vedi attraverso. La vodka è trasparente.

Bevo la mia vodka d’un fiato…Aaaah mi sento bene. Faccio un cenno con il pollice verso al ragazzone che sembra uscito da un giornale patinato di moda, ma è finito dietro al bancone a servire drink: mi versa un altro pò di quel liquido trasparente che mi dà finto sostegno e una sana spintarella, oltre.  Il locale è pieno, non riesco  a intravedere il pavimento, dappertutto colori, visi, luci, gambe dappertutto. Labbra che bisbigliano in un movimento asincrono con la musica che martella con i bassi e sovrasta tutto, occhi che si cercano, corpi che si sfiorano, ci sono tante coppie che ballano. Io sono solo. Mi metto in un angolo e resto lì a guardare.

All’improvviso TI VEDO.

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