ovvero l’Inno di questo blog!
Capita per Caso d’imbattersi in persone e cose che poi ti lasciano il segno. Cose e persone che ti danno una spintarella e ti deviano dalla tua diritta-via del tran-tran quotidiano. E ti aprono gli occhi su cose mai viste, nuove, spingono a guardare in modo diverso quelle “vecchie”; crediamo all’abitudine e, a volte, rischiamo di barattare un pò di rigenerante cambiamento per un pò di stantia tranquillità. Una difesa, del tutto umana e naturale.
Capita per Caso d’imbattersi in qualcos(in)a di piccolo come una canzone che abbia l’effetto di farti scoprire qualcosa che avevi sempre avuto, che all’improvviso lo fa emergere come il raggio di sole che penetra attraverso le nuvole grigie di una giornata di pioggia, rigenerante come quel raggio di sole, rivelatore e salvifico. Una canzone trovata per Caso grazie alla sorell(in)a, che con il suo contagioso entusiasmo mi ha dato il carburante per iniziarne la ricerca. Invero, le indicazioni fornite si sono rivelate per lo più prive di collegamento e fuorvianti: il gruppo è i Múm, il titolo della canzone è tipo “labalak” e una strofa che fa più o meno “a question of lust”. Ora che so che il gruppo musicale è quello dei Múm (esatto), che il titolo è “Hullaballabalú” e che di quelle parole nella fantomatica strofa non ce n’è traccia se non in una bella canzone dei Depeche Mode, come faccio a dire alla mamma che mia sorella, nonchè sua figlia fa uso di sostanze allucinogene, che producono effetti di stato confusionale post-trauma?
Hullaballabalú è una mistura magica composta da:
- un terzo: Mago di Oz,
- un terzo: Mary Poppins,
- un terzo: un gruppo musicale di (elfi) islandesi.





































