Archivio Mensile: gennaio 2011

Hullaballabalú

ovvero l’Inno di questo blog!

Capita per Caso d’imbattersi in persone e cose che poi ti lasciano il segno. Cose e persone che ti danno una spintarella e ti deviano dalla tua diritta-via del tran-tran quotidiano. E ti aprono gli occhi su cose mai viste, nuove, spingono a guardare in modo diverso quelle “vecchie”; crediamo all’abitudine e, a volte, rischiamo di barattare un pò di rigenerante cambiamento per un pò di stantia tranquillità. Una difesa, del tutto umana e naturale.

Capita per Caso d’imbattersi in qualcos(in)a di piccolo come una canzone che abbia l’effetto di farti scoprire qualcosa che avevi sempre avuto, che all’improvviso lo fa emergere come il raggio di sole che penetra attraverso le nuvole grigie di una giornata di pioggia, rigenerante come quel raggio di sole, rivelatore e salvifico. Una canzone trovata per Caso grazie alla sorell(in)a, che con il suo contagioso entusiasmo mi ha dato il carburante per iniziarne la ricerca. Invero, le indicazioni fornite si sono rivelate per lo più prive di collegamento e fuorvianti: il gruppo è i Múm, il titolo della canzone è tipo “labalak” e una strofa che fa più o meno “a question of lust”. Ora che so che il gruppo musicale è quello dei Múm (esatto), che il titolo è “Hullaballabalú” e che di quelle parole nella fantomatica strofa non ce n’è traccia se non in una bella canzone dei Depeche Mode, come faccio a dire alla mamma che mia sorella, nonchè sua figlia fa uso di sostanze allucinogene, che producono effetti di stato confusionale post-trauma?

Hullaballabalú è una mistura magica composta da:

  • un terzo: Mago di Oz,
  • un terzo: Mary Poppins,
  • un terzo: un gruppo musicale di (elfi) islandesi.

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New York, ti guidO io!


Onda sonora consigliata: Celebration (Kool and Gang)

Se riuscite subito a capire il nesso (il)logico tra la magnifica canzone dei Kool and Gang, la guida Lonely Planet di New York e il presente scribacchino di questo disertato blog,  allora avete altissime probabilità di scoprire l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo (con grande soddisfazione di Darwin, buon’anima)…oppure avete visto tutte le serie di C.S.I., N.C.I.S, Criminal Minds e Il Commissario Rex. Se invece evitavate puntualmente la bocciatura a Scienze con recuperi in volata di fine anno scolastico degni di Coppi e Bartali…oppure avete visto solo il mitico Ispettore Derrick e dopo il suo verde impermeabilino tristo non c’è n’è stato più per nessun commissario o squadra investigativa, allora dovete per forza sorbirvi il resto dello sproloquio per scoprire l’ar-cano, cioè  ”il mistero, scritto da cani”. <occhi fissi nel vuoto, ondulando piano il capo a tempo> tadà-tadaa-tadaa-tatatadaaa-dadaaada…ricordate l’irresistibbbbile sigla dell’Ispettore Derrick? Tristaaaaaaaah.


New York City 7 Lonely Planet

New York City 7

Se siete a New York (invidia mi divora) o ci siete stati (aah! Sospiro all’unisono) oppure siete di quelli che studiano il viaggio prima di andarci (io no), secondo le stime e ricerche di mercato, con molta probabilità, avrete tra le mani una guida Lonely Planet di New York. Nella settima edizione italiana, pubblicata a novembre dell’anno appena passato (per i cinesi ancora deve passare), troverete svelato l’ar-cano di cui si cianciava in quel popò di (s)prologo qualche riga fu. Amménn.

Andate alle ultime pagine, sì quelle che non legge mai nessuno, la pagina prima dell’Indice, ci sarete passati davanti non si sa quante volte per trovare quel posto irrinunciabile dal nome impronunciabile, a pagina 474 nella colonna “Ringraziamenti”, all’inizio della terza riga trovate scritto: il mio nome e cognome.

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Ludenoteca

Il poeta Orazio:"Nunc vino pellite curas" (Ora col vino cacciate gli affanni).

Finito l’anno, iniziato uno nuovo, per i cinesi no (sarà il 3 febbraio). Piccolo particolare: il gruppo etnico cinese (gli Han) è il popolo più grande al mondo per numero di individui, pari a circa il 20% della popolazione mondiale. Non è che forse stiamo sbagliando noi il Capodanno?

Tempo di bilanci, sintesi, classifiche dell’anno passato, back-up di hard-disk e grandi andirivieni nelle cantine e ripostigli. Fisici o della memoria. Perché allora io no?

Dall’odore di muffa nella mia scatola cranica, sale l’ispirazione (disperazione, per altri) per questo nuovo post, che “nuovo” non è ma puzza di muffa e riciclo di roba dell’anno passato.

Ludenoteca, cantina di videogiochi d’annata, diventa la nuova occupazione abusiva di suolo pubblico Internet, in pianta stabile su questo instabile blog. Non pensiate di trovarvi un Sassicaia o uno Chateau Latour, piuttosto qualcosa di più adatto al quotidiano, a una rimpatriata tra amici, a un brindisi tra due persone che non si vedono da tanto o a una serata solitaria (preferibilmente, un sabato, un sabato italiano)

Come in un’enoteca i vini hanno tante anime, profumi e sapori, così la Ludenoteca è lo spazio dedicato ai videogiochi che hanno altrettante anime, profumi e sapori di luoghi lontani: brevi (giurin, giuretto) descrizioni che invogliano alla degustazione. Al contrario dei vini, i videogiochi più “invecchiano” e meno costano.

Se poi i”giochini” vi lasciano indifferenti (o vi fanno ribrezzo…ma allora avete sbagliato blog e blogger) , non perdete altro tempo, andate in enoteca e ordinate un bicchiere di Benuara, che – una di-vina conoscenza mi disse  - è ottimo per il palato e onesto nel prezzo. Esattamente come ciò che troverete in Ludenoteca.

Non ho ancora provato il Benuara, brindate alla mia e alla vostra salute e  fatemi sapere se vi è piaciuto.

Vai alla Ludenoteca, cantina di videogiochi d’annata

“Der resto tu lo sai come me piace! quanno me trovo de cattivo umore un buon goccetto m’arillegra er core, m’empie de gioja e me ridà la pace; nun vedo più nessuno e in quer momento dico le cose come me la sento…” Trilussa


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