Archivio Mensile: dicembre 2010

(sbav)auguri di Natale

Dopo i (bav)auguri del 2008, è il turno degli (sbav)auguri del 2010…in foto sotto a sinistra il motivo d’ispirazione dell’ulteriore scivolosità del titolo.

Tu scendi dalle stelle...

Natale. Si avvicina. Ora è veramente vicino, anche se le vetrine già ci avevano provato addobbandosi a festa in netto anticipo, messaggi dal manco tanto subliminale sapore natalizio arrivano dalla cartellonistica stradale, come quella nell’immagine qui accanto: la pubblicità ammicca - eCcome ammiCca! - basta una spruzzata  di rosso&bianco e il gioco è fatto: l’automobilista maschio abbocca, segue inchiodata di freni, puzza di ferodo tutt’intorno (altro che abete!), schianto di tamponamento e bestemmione. Ah…siamo a Natale! Eh già! E’ Natale anche per i carrozzieri.

I programmi televisivi fanno a gara per avere il “caso umano” più sfigato possibile per alzare l’audience di un pubblico in questo particolare periodo iper-sensibile ai buoni sentimenti take-away. Se avete presente la lunga sequenza della partita di poker nel film “Il giocatore” (tit. orig.:“Rounders”) o quella con Bud Spencer e Terence Hill in “Continuavano a chiamarlo Trinità”, vi sarete accorti del gioco al rilancio di appelli per l’invio di un sms per beneficienza. Sarà, ma tutta questa corsa alla buona azione mi sa tanto di lavaggio di mani-coscienza-e-cervelli come Pilato fece a suo tempo in Palestina…eh sì perchè tutto è partito da lì!

 

 

 

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Disney e videogiochi: il gigante si è risvegliato.

The Walt Disney Company, ma per tutti semplicemente Disney, non ha certo bisogno di presentazioni, visto che è una delle più grandi aziende dell’intrattenimento del pianeta e, potete scommetterci, della galassia quando finalmente – addio al traffico sulla tangenziale – scopriremo il teletrasporto. Però vi avverto: io la calzamaglia attillata come il comandate Kirk non la indosso…a meno che non mi affidiate 5solocinque minuti il timone dell’Enterprise. Ognuno ha il suo prezzo.

“Ognuno ha il suo prezzo” sembra avere pensato Robert Alan “Bob” Iger, presidente e amministratore delegato di Disney, quando ha deciso che era giunta l’ora per il venerabile gigante dell’animazione di entrare nell’intrattenimento digitale dalla porta principale e con il piede pesante: a gennaio 2006, Disney acquisisce Pixar Animation Studios. La “scommessa” (pari a ca. 7,4 milioni di dollari) su Pixar e il suo approccio digitale all’animazione è quasi obbligata visto che Lilo & Stich del 2002 è l’ultimo vero successo di Disney. Tuttavia, siamo sempre in un mercato in cui Disney è il punto di riferimento, un po’ appannato, ma pure sempre un gigante. Tutt’altra storia in un altro mercato dove il piccolo cliente di Disney sta migrando sempre più: i videogiochi.

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