Archivio Mensile: novembre 2010

Se telefumando, non vedessi cavallucci marini, io smetterei.

Liberamente (d)ispirato da quella bella canzone “Se telefonando” e a un folle mixaggio di altre che non verrebbe in mente neanche al più allucinato dei DJ, fa ritorno il tabagista dell’Amore, protagonista – suo malgrado – di un’altra Storyetta, un’altra storia di sigaretta e non solo.

Si sa che il fumo nuoce gravemente alla salute e quindi come qualsiasi sostanza che è pericolosa, prima di sorbirla è opportuno dare un’occhiata al classico foglietto piegato piccolopiccolo e scritto piccolopiccolo che riassume le

(d)Istruzioni per l’(ab)uso: leggere con cautela, può indurre sonnolenza.  L’assunzione del prodotto può, occasionalmente, essere seguito da nausea e vomito. In letteratura non sono descritti casi di interazioni e incompatibilità particolari con l’assunzione di altre sostanze durante la lettura, tipo biscottini, thè, caffè, cioccolata calda. Posologia: una volta. Nei casi più gravi, procedere con una seconda applicazione, facendo attenzione ad ascoltare le canzoni che riempiono gli spazi vuoti delle parole e tutto ciò che questo tossico della tastiera non è riuscito ad esprimere per sue limitatezze nell’uso della Madrelingua (anche se ha chiesto il mio disconoscimento all’anagrafe…)

Ora che siete avvertiti…potete continuare a leggere.

 

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I bambini piccoli sono…piccoli, non fessi.

ovvero 10 piccole cose da sapere quando il joypad è conteso da un bimbo e un adulto (anagraficamente dovrebbe esserlo…)

Spira una strana aria: venti di “guerra” tra Microsoft KINECT e Sony MOVE sull’interfaccia utente del futuro, Nintendo fa spallucce e con la nuova console 3DS passa a rivoluzionare il videogioco portatile con il 3D…SENZA OCCHIALI o altre appendici; la mia “lista della spesa” è ingolfata da titoli decisamente intriganti; una tripletta di giochi portati a termine in questo fine di ottobre (Halo Reach, Dante’s Inferno e Heavy Rain) che non si vedeva dai tempi di quando m’inchiodavo davanti al tubo catodico e cantavo “Và, distruggi il male, và! (Goldrake!)”. Ho capito che, come l’anno scorsoNatale si avvicina.

Come il plenilunio fa scattare nel licantropo la trasformazione da uomo a belva ferina, così il periodo natalizio fa scattare nel pargolame una bramosia di Pleistescion, intendendo con tale storpiato termine il genere videoludico in toto, in barba ai milioni di euro spesi in campagne pubblicitarie da Microsoft e Nintendo. Il marketing dell’industria dei videogiochi, intanto, sente l’odore di carne fresca (ucci ucci, sento odor di dollarucci…). Genitori, siete finiti in padella. Potete decidere solo la cottura: cedere subito (cottura al sangue), resistere un pò (cottura media), cedere solo all’ultimo (ben cotta…). I Borg sono già tra noi e hanno solo sembianze diverse da quelle immaginate in Star Trek: assomigliano a teneri pargoli. “La resistenza è inutile”.

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Disney, alive and kickin’

Disney, tesori e ricordi.

Il titolo del volume potrebbe fare pensare a una retrospettiva della Disney e un omaggio al suo fondatore. In effetti, lo è…ma non sottovalutate mai la magia Disney. Un volume fotografico, da consultazione, che stupisce per la ricchezza di memorabilia e di contenuti. Considerando che l’autore, Robert Tieman, è stato direttore degli Archivi Disney a Burbank per 20 anni (si è ritirato nel luglio 2010), l’opera come raccolta e riproduzione di autentici tesori del passato è sicuramente il non plus ultra, ma l’autentica “magia” si compie quando li si tocca con mano. Ai ferventi sostenitori dell’e-book e ai frettolosi becchini che danno per spacciata l’editoria tradizionale, dò una brutta notizia: la carta è insostituibile. Da semplice consultazione di libro fotografico, il distratto sfogliare via via si trasforma magicamente in lettura interessata, intrattenimento, gioco, infine in esperienza emotiva grazie a un metodo creativo di raccontare una storia, che non appartiene totalmente al passato, ma vive nel presente e si proietta verso il futuro. L’acquisizione Disney di Pixar nel 2006 e di Marvel Comics nel 2009 dimostrano la continua tensione al futuro di un’azienda che potrebbe vivere sugli allori del passato.

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