Archivio Mensile: marzo 2010

IL FALCO TORNA A VOLARE!

English Version

Il Falco ritorna a volare!

Quando sul sito di commercio online di GAME, leader della distribuzione retail nel Regno Unito, ho visto a poco meno di 6 euro Falcon Allied Force, LA simulazione di F-16 Falcon e volo militare, un fremito mi ha colto e non ho potuto che urlare (dentro di me, ancora non voglio essere internato) : Il Falco è tornato! Il Falco torna a volare!

Rispolvero una recensione fatta per un portale in lingua inglese, la ritraduco in italiano (miracoli di hard-disk che muoiono portandosi nella tomba tutto il contenuto!) per LA migliore simulazione di volo militare mai prodotta. E visto il collasso della nicchia di mercato delle simulazioni di volo, anche una delle ultime degna di tale nome.

Falcon 4.0 (1998)

Erano i tempi della “Microprose”. Per un giocatore di vecchia data come me, Microprose  è sinonimo per eccellenza di giochi di simulazione, corposi manuali stampati a colori, voluminose e fantastiche confezioni in cartone (non quelle banali scatoline tipo DVD, tutte uguali, in plastica): l’insieme di tutti questi elementi rendeva l’esperienza appagante, aumentava il coinvolgimento, stimolava nuove conoscenze e la curiosità di cercarne altre, riusciva a ricreare la sensazione di essere-lì, nell’abitacolo. Ricreava un’esperienza che valeva la pena di…volare, anche se solo nella propria testa, occhi e schermo.

Nel 1998 Microprose pubblicò Falcon 4.0, la simulazione definitiva di F-16 Falcon. Col passare degli anni, potendo giudicare anche i prodotti similari pubblicati in seguito, possiamo tranquillamente affermare che Falcon 4.0 è LA simulazione. Sebbene la prima release fosse piena di bug, non ho mai rimpianto un solo minuto speso a giocare…volevo dire: volare!

Di lì a poco, il mercato dei simulatori di volo, all’epoca già ridotto a mera nicchia di “irriducibili” della simulazione, collassò definitivamente: Microprose chiuse  nel 2002  e Falcon 4.0 cessò di esistere.

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A 14e99, che fai???…GIELO LASCIiii?!?

Se qualcuno è stato attratto dal titolo, riconoscendo l’istinto ossessivo e compulsivo che ti assale quando le grandi catene di abbigliamento strillano da cartelli dai colori sgargianti “solo NOVEeNOVANTA”, irresistibile richiamo di una sirena interessata solo al vostro portafogli, state leggendo le righe sbagliate. Non continuate oltre: qui si parla di videogiochi. Scusate ma non ho resistito e so per certo che qualcunA c’è caduta con tuTTe le scarpe, eh? E la dedico a… <in English pleeeease> …Te(a).

I prezzi dei videogiochi sono un argomento “caldo”. Se per giocare al grande (Harry) PITFALL nel 1984 occorreva impietosire i propri genitori a sborsare circa 90.000 lire (meno di 47 euro), oggi ho visto un’attempata signora non battere ciglio e pagare 69 euro per il gioco PIOVONO POLPETTE. Potere del marketing, esigenza “fire & forget” di fare un regalo “politically correct” con gioco-non-violento al bimbo (provate a farlo scegliere tra GOD OF WAR 3 e PIOVONO POLPETTE…)… oppure devo ammettere che i giovani virgulti del 2000 sono molto più bravi, ruffiani e convincenti di me, giovane virgulto nel 1984.

Pagare 60-70 euro è amorale, anche se si tratta dell’ultimo imprescindibile capolavoro dalla grafica raccogli-la-mascella-da-terra. Giocare a un buon gioco e spendere poco? Si può.

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42, passati. Olè!

Non sono  nuovo all’autocelebrazione, ce n’è traccia da qualche parte qui in mezzo, che i detrattori ci azzuppino il pane, prego accomodatevi.

40+2 avrei scritto continuando quella “storia”.

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GTAttila, flagello diDDdio!

No, non sono stato io, non c'entro nulla...io non ci volevo venire in questo blog

Onda sonora consigliata:


 Remember the Name (Fort Minor)

Qualche giorno fa, ero a curiosare in una catena di noleggio e vendita di film e videogiochi (chi ha detto “Blockbuster!” ha vinto la bambolina…), passavo il mio sguardo lungo le confezioni di videogiochi sullo scaffale come la cassiera passa al supermercato i pacchi di pasta e i barattoli di conserva al lettore ottico. Copertine, titoli e prezzi si mischiavano nel cervello  in un caleidoscopio di colori e numeri, che venivano registrati e confrontati con quelli dei siti di commercio online, fornitori ufficiali della mia dose mensile di videometadone. Più implacabile del T-1000 in Terminator!

Nell’esercizio di questo voyeurismo (ognuno ha le sue perversioni), ero ormai prigioniero della frustrante sensazione vedere-e-non-(trovare da)comprare, quando la mia attenzione viene attirata da un simpatico siparietto tra mamma sull’abbondante quarantina e figlio paciocco sulla decina. Mamma, alludendo a un gioco oggetto del desiderio del bimbo sbavante: Ma è violento? <tono minaccioso misto a rimprovero> Perchè se è violento, NON TE LO COMPRO!. Bimbo, senza scomporsi e con un’aria ingenua e al contempo professionale come da scafato venditore di aspirapolveri porta a porta: No, mamma, è un gioco di macchine, tu scegli l’auto e giri per la città, fai le missioni…E’ BELLO! …l’espressione nello sguardo del bimbo era quella tipica dei cani con palla in bocca che vogliono giocare e ti guardano con gli occhi pieni di tenerezza, la coda che mulina all’impazzata nell’aria e sembra dirti “Eddai!Eddai!Eddai che ci divertiamo!Eddai!”. La mamma, per niente intenerita (con molta probabilità i cani li odia), guarda il bimbo con una diffidenza che l’italiano medio non riserva nemmeno allo sconosciuto per strada che gli offre un I-Phone da 600 euro al prezzo di soli 100 euro perchè per sua stessa ammissione…lo ha appena rubato (ma è…ricettazione!!!!!!!). Rigira tra le mani la confezione del gioco come un artefatto alieno caduto da un UFO proveniente da Betelgeuse, la gira sul retro…il marketing qui si gioca tutto…ma la mamma non ci capisce nulla di videogiochi e nulla possono fare capire quelle quattro piccole foto e una descrizione da bignami in carattere troppo piccolo anche per i suoi occhiali. Sbuffa spazientita, maledicendo ‘sti giochini, butta un occhio al sottoscritto che era accanto, percepisco che le è baluginata l’idea di chiedere un consiglio, io ho un sussulto, sto per intervenire con un secco Signora miabbbella, senta un pò…ma tutti i videogiochi sono di fondo violenti, i bambini non si divertono se non possono sfasciare, fare esplodere, creare casino…è eccitante…è fico!…Glielo compri e stia con lui un pò a guardare mentre gioca, magari spiegandogli dove è il bene e dove è il male…. La mamma, quasi avvertisse il pericolo dell’imminente logorroico pistolotto sfugge il mio sguardo come la mangusta sfugge il morso del cobra, inquadra sulla copertina il bollino PEGI che riporta “18(anni)” e Zzzac! Azzanna dietro al collo il serp…bambino: E’ violento! Non te lo compro.Il gioco è “Grand Theft Auto IV”, conosciuto più semplicemente come “GTA”.

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STAN TREK

un libro scritto da Ted Rall

Editore: Becco Giallo

Ted Rall è un GRANDE! Ted Rall è semplicemente un grande scrittore, fosse pure che s’ignori essere stato finalista al Premio Pulitzer e abbia vinto per due volte il premio per il giornalismo Robert.F.Kennedy. Avvicinatomi per la curiosa assonanza con StaR Trek, irresistibile quanto vedere il comandante Kirk che impartisce ordini dalla plancia del maestoso vascello spaziale Enterprise in calzamaglina attillata tipo ballerino di danza del Bolshoi! Stan Trek è un viaggio nell’Asia centrale post-sovietica e il Medio Oriente: lungo la Via della Seta, attraverso luoghi difficili anche da pronunciare di fila. Provateci voi, senza fermarvi: Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan. Ma non solo: la provincia del Sinkiang (Cina), Afghanistan, il conteso Kashmir con la Strada del Karakorum, tra le più pericolose al mondo, fino al Pakistan.

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EUFumORIA

Continua la storia di questo tabagista dell’Amore, un tossico di questo sentimento. Per chi si fosse perso la prima nicotinica storyetta, non che si sia perso molto, ma la nicotina porta dipendenza e così non ho potuto fare a meno di ritornare, come l’omicida, sul luogo del delitto (della lingua italiana). EUFumORIA.

Una storia che inizia bene (“Eu…” prefisso che indica “bene”), ci si accende una sigaretta (fumo), con una crescente sensazione di benessere e improvvisa felicità (euforia), che culmina nella fine dell’emozione (moria, morte, fine) e della sigaretta (il fumo fa male e fa morire). Se non vi spaventate per i titoli contorti e ritorti, per i prossimi 5 minuti siete miei graditi ospiti. Caffè? Sigaretta?


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