Archivio Mensile: ottobre 2009

Forbidden Colours (Colori Proibiti)


 Forbidden Colours (David Sylvian)

Forbidden Colours

My love wears forbidden colours

22 luglio 2008, ore 8.29.

Era un martedì, ho controllato. Questa foto è rimasta nel mio iPhone per tutto questo tempo, in attesa del momento per cui è stata scattata. Uno scatto, non voluto, complice il touch-screen e la mia sbadataggine elevata all’ n-sima potenza dalla fretta e dalla furia per non fare tardi al lavoro. Come animato di vita propria, l’iPhone ha scattato una foto. Me la sono ritrovata nella raccolta di foto senza capire come ci fosse finita, quando l’avevo scattata e – guardata bene – quale sostanza avevo assunto prima di scattarla. Alla fine, girata e atarigir, messa in verticale e orizzontale, ho deciso di tenerla. Perché? Perché mi piace. Perché ha un senso, prima o poi almeno l’avrei trovato. E infatti oggi ce l’ha.

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BloGemellaggio

Leggendo la prima ‘g’ dura come in ‘blog’

Avrete sicuramente notato sul cartello di località all’inizio di un centro abitato che ogni città, paese, borgo o frazione  è “gemellato” con altrettanti conglomerati urbani e umani situati in qualche altro angolo di Pianeta, più o meno remoto. Se Zoppola (Pordenone, Friuli Venezia Giulia) è gemellato con Tonneins (Lot-et-Garonne, Francia), se Morano Calabro (Cosenza, Calabria) è gemellato con Porto Alegre (Rio Grande do Sul, Brasile),  allora perché io no?

Così per non essere da meno, questo RedBavon’s b(av)log si è gemellato con…

<rullo di tamburi…suspANZ…>

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Bavabondo

bavortexFine Settimana di ordine e pulizia…nel b(av)log. Ma non solo. Venuto fuori un nuovo pezzo di New York, che mi ha spinto a trovare una spartana, ma efficace sistemazione (diciamo un 3 stelle senza colazione, economico e pulito) all’argomento “viaggi: BAVABONDO.

Sì, lo so sembra una rubrica presa di peso da uno di quelle riviste che si sfogliano quando aspetti il turno dal barbiere o parrucchiere.

Chi è pratico dei tag (TAG?!?! Taaaaag????), usando la nuvoletta del “Facimm’Ammuina” alla vostra destra pensa a ragione che sia un inutile orpello. Sarà invece apprezzato da chi non è pratico e trova la tag cloud un’inutile accozzaglia di parole, messe lì a fare ammuina* (appunto).

Chi c’è, batta un colpo sul tasto sinistro del mouse.

(*)NdT: “ammuina” in napoletano significa “confusione, rumore”. Per i più curiosi sull’espressione ”fare ammuina” consiglio di approfondireE’ terribilmente di attualità. 


Claxi driver.

Onda Sonora consigliata: STAY (Faraway, so close)U2


Vengono fuori gli animali piu' strani, la notte...

Vengono fuori gli animali piu' strani, la notte...

New York da raccontare è davvero una “brutta bestia”. Tanto e ancora più “brutta” considerate le mie capacità di manipolazione della lingua italiana del tutto inadeguate a rendere la sensazione di essere-lì. Ogni volta che tornavo sull’idea di (de)scrivere il soggiorno a New York, ogni volta scartavo e deviavo come un cavallo selvaggio che vogliono domare. Ma non avevo scampo. Questo cavallo, ancora selvaggio per poco, girava in tondo costretto dentro una recinzione di legno mentre il cow-boy lo tiene al lazo, aspettando il momento giusto. E così è avvenuto per i pensieri e sensazioni che giravano in tondo nel recinto di New York.

Sono ritornato a scrivere con penna-su-carta (anche se il risultato si legge su schermo) perché provo la sensazione di potere dare il giusto tempo di fluire ai pensieri, di buttarli tutti giù, guardarli bene fissi nelle lettere che li formano, selezionarli con cura come un frutto di prima scelta, soppe(n)sarli, aggiustarli come fa un bravo sarto con un vestito su misura. Persino la cancellazione ha un altro peso: con la penna tiri su una riga, ma il pensiero rimane lì sul foglio; con la tastiera del PC, tasto “Cancella” o “Backspace” e  sparisce.

Insomma, come il cow-boy, attendo il momento giusto per addomesticare questi pensieri…e con loro addomesticare quella “brutta bestia” di New York.

Raccontare New York in modo da interessare è compito improbo. Fosse questo il mio compito…”Bava, interrogato” ”Professoressa, sono impreparato, ieri il mio cane è stato investito da un automobile e sono stato tutto il pomeriggio fino a notte fonda dal veterinario…” ”Claudio, tu non hai mai avuto un cane…DUE e fa media. A posto”. Scusa da cani, me lo sono meritato.

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H1N1, affondato!

CBVirus_Battaglia_Navale

A casa, costretto dall’influenza, tosse, febbreE..E..EE.Etciùùùù, catarro e altri fluidi del corpo che di solito preferiscono una vita ritirata, ora impazienti di vedere il mondo-là-fuori, evidentemente infastiditi da Virus, il nuovus coinquilinus (contagia velocemente…). Normale influenza, quest’anno con una novità davvero eclatante: il suo nome.

Non si chiama più “cinese”, “russa”, “australiana” (mai una volta un bel ceppo nazionale, di quelli autoctoni, che sò…delle campagne toscane), quest’anno la sua manifestazione più temuta è chiamata Influenza A sottotipo H1N1.

Ci hanno tolto il gusto romantico (e lascivamente becero) di quei sogni di avventure sotto le lenzuola con dolci donzelle esotiche…Quel sorriso beota di ogni esemplare maschio (è più forte di noi) mentre dice “Sono stato a letto con la cinese”. Ora al massimo, puoi farti una partita a Battaglia Navale. H1N1, affondato!

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Heatseeker, l’insostenibile leggerezza del…volo.

(English version)

Lo confesso, sono un convinto pilota di volo simulato, una passione naturale per aerei , aeronautica e il volo in generale. Il nickname di chi scrive, RedBavon dovrebbe già suggerirvi quanto batti in petto questa passione. Sono un giocatore di vecchia data (l’anagrafe non fa sconti) e da altrettanto sono un pilota di volo simulato. I biplani di Triple Action su Mattel Intellivision (1981) per me valgono come battesimo di volo e di fuoco. Quando molta parte del “volare” era a carico della fantasia. Per capire cosa intendo, basta guardare la schermata di Triple Action del “gioco dei biplani” , così come lo chiamavamo mio fratello ed io.

Triplice Azione.

Triplice Azione.

In rosso: il Redbavon...molto giovane

In rosso: il Redbavon...molto giovane

La nostalgica premessa delle memorie barbose di un vecchio videogiocatore non deve interpretarsi come snobberia da retro-gamer (Il vintage è di moda), ma come una dichiarazione di assoluto amore per le simulazioni di volo, dalle forme embrionali, come Triple Action, a quelle estremamente complesse , accompagnate da corposi manuali: tante ore sulle spalle per imparare a volare .

Volare senza sparare però non mi ha mai coinvolto. Al volo cosiddetto “civile” non mi sono mai appassionato, sono un in-civile: Falcon 4.0 e IL-2 Sturmovik per PC sono le mie simulazioni preferite. Heatseeker per Wii è l’esatto opposto.

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